Eleonora di Toledo ed Elisabetta II: quando l’abito diviene un manifesto.

Siamo davanti ad una delle opere più note della ritrattistica cinquecentesca; anche chi non sa niente dei personaggi ritratti nota subito che la donna ed il bambino in posa non sono certo gente comune: abbigliamento, postura, espressione, manifestano l’appartenenza ad una classe sociale elevata e compresa del proprio ruolo.

Bronzino-Eleonora di Toledo col figlio Giovanni

Esistono vesti che, con lo charme e provvisti di caratteristiche distintive, attraversano il tempo e scardinando i dettami dello stile, nonostante epoche ed usi e costumi differenti. Il caso inoppugliabile a riguardo, è certamente illustrato in un dipinto di Agnolo Bronzino, conservato alla Galleria degli Uffizi a Firenze, raffigurante Eleonora di Toledo e suo figlio Giovanni, databile al 1545.

L’abito indossato dalla dama è senza alcuna riserva, un vero e proprio trattato storico, economico e sociale. L’indumento è riconducibile ad una camora, una veste largamente utilizzata nel Cinquecento, caratterizzata dal punto vita posto leggermente in alto e dove le maniche sono le vere protagoniste, poichè spesso sono riccamente decorate e ricercate a livello sartoriale, come nel caso del dipinto, dove sono provviste di tagli da cui fuoriescono gli sbuffi della camicia. Il tronco dell’abito è adornato da una meravigliosa retina in fili d’oro e perle e dal ricamo centrale denominato a “melagrana staccata” rappresentante appunto un melograno simbolo di fertilità (siamo a conoscenza della celebre fertilità di Eleonora che ebbe ben undici figli!) e realizzato con una tecnica molto in voga a Firenze, dove con la corte di Cosimo I de’ Medici vide il massimo splendore a livello artigianale. La base dell’abito è bianca, con volute ornamentali nere ed oro, realizzate con fili in oro autentico, questo esplica la ricchezza di una veste che doveva necessariamente palesare la potenza della famiglia a cui Eleonora apparteneva e la prestanza degli artigiani presenti a Firenze e protetti dalla casata.

Se dovessimo accostare un’icona attuale con la stessa forza comunicativa e lo stesso rango possiamo certo annoverare moltissime principesse, solamente una però va oltre lo stile e il tempo: la regina Elisabetta II. Anche lei, come Eleonora di Toledo, attraverso le sue vesti comunica messaggi economici e sociali con un’eleganza ineludibile. Deliziosi cappotti destrutturati multicolore abbinati a copricapo adornati di fiori realizzati in seta ed organza, questi i capisaldi di un guardaroba che occupa un intero piano di Buckingham Palace. Moltissime le leggende riguardanti il modo di portare la borsetta, una sola certezza però: nel regno inglese più longevo di sempre, la regina Elisabetta II attraverso il suo stile, il più delle volte monocromatico, ci ha regalato un’idea di eleganza iconica e distante dai dettami della moda becera e spesso pletorica.

Argomenti forse pleonastici, ma che ci esplicano che si può comunicare stando in silenzio ma aprendo l’armadio.

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