Eleonora Ivone: “poter essere diretta da mio marito…è un valore aggiunto!”

Abbiamo incontrato l'attrice romana durante la tournée dello spettacolo "L'amore migliora la vita", cinico spaccato sul rapporto genitori/figli, scritto e diretto da Angelo Longoni.

Eleonora Ivone, romana, attrice di teatro e di cinema, ha iniziato la sua densa carriera come modella, sfilando per Valentino, Mariella Burani, Blumarine, Jean Paul Gaultier. È stata, e lo è ancora, testimonial di molti spot pubblicitari trasmessi in Italia, in Europa e negli USA. Ad un certo punto si arriva ad un bivio e la crescita individuale ha condotto Eleonora, a volere altro, qualcosa di più “profondo”…lei l’arte l’ha divorata sin da bambina. Tenero il ricordo di quando il nonno, la Domenica, la portava al cinema d’Essai a vedere i film di Sergio Leone! Un’iniezione di pellicole, del resto, non potevano che condurla sul grande schermo e sul palco, poi, il suo grande amore! Eleonora Ivone si è formata come attrice seguendo numerose scuole e stages di recitazione: il metodo Actor’s Studio con Susan Strasberg, il metodo Sanislavskji con l’insegnante russa C. Dolganov. E’ stata, inoltre, allieva delle attrici e insegnanti Fulvia Mammi ed Elsa Polverosi. Ha svolto un corso di recitazione diretta da Beatrice Bracco, e due stages con Greta Seacat insegnante dell’actor’s Studio di New York.

Queste esperienze formative l’hanno resa l’attrice versatile che conosciamo. Al momento è al Teatro Golden di Roma con il pezzo scritto e diretto da Angelo Longoni “L’amore migliora la vita”, di cui abbiamo dato ampio dettaglio sulla nostra testata. Bella, ma di un fascino “naturalmente spontaneo”, sorridente, disinvolta nel ruolo di Silvia, mi ha ispirata nell’immediato…è l’amica che vorrei avere…rassicurante e diretta. Calca il palco (da ex modella…) con leggiadria e si cala nel ruolo in modo ottimale. Non deve essere stato neppure semplice, dato che a dirigerla non è solo il regista Longoni, ma suo marito. Questo, se da un lato è positivo, dall’altro, richiede un impegno costante, uno sforzo continuo per essere “un gradino più su”, per farsi valere per ciò che si è, non perchè si è “la moglie di…”. Il connubio riesce alla perfezione…proprio il caso di dire…”L’amore migliora la vita”! E se il mondo delle passerelle ha perso una grande professionista, il teatro ha sicuramente acquisito un’attrice a tutto campo, con una personalità completa…e non è poco!

Eleonora, hai un nutrito curriculum…parlaci un po’ di te!

“Io ho cominciato da ragazzina, andavo ancora al Liceo quando iniziai a frequentare una scuola da indossatrice. Ho sempre lavorato sia come modella che come indossatrice sin da giovane, e poi negli anni, dopo aver preso la maturità, ed essermi iscritta all’Università, mi sono resa conto che l’essere giudicata solamente per un neo non mi bastava più. Si veniva scartati per cose prettamente estetiche ed era abbastanza frustrante…l’essere penalizzate per un colore di capelli, o per un orecchio un tantino più sporgente, diventa riduttivo! Nonostante tutto, è un lavoro bellissimo e faticosissimo. Così, dopo essere stata scartata per una sfilata in cui mi ritennero troppo grassa, mi son detta che dovevo trovare un’alternativa. Posseggo da sempre la passione per il cinema ed il teatro…ricordo mio nonno che mi portava a vedere i film di Sergio Leone la Domenica al cinema Monte Oppio a Roma, che era il cinema dell’oratorio…Sono cresciuta così: al cinema….a fare pubblicità poi, una crescita ulteriore, perchè i mezzi della pubblicità sono tantissimi. Con grande entusiasmo sono arrivata alla scuola di Beatrice Bracco, un’insegnante stupenda che, ahimè, ci ha lasciati. Dopodichè ho studiato privatamente dizione e recitazione con Fulvia Mammi ed Elza Polverosi due attrici di teatro, di quello che si faceva una volta….e mi sono sempre aggiornata facendo stage di varia natura, tra cui uno, di cui vado particolarmente orgogliosa, svolto con degli attori russi, interamente in lingua russa. Al termine di questo stage ci fecero mettere in scena “Natale in casa Cupiello”, loro parlavano in russo, noi avevamo il traduttore simultaneo che ci spiegava…Devo dire un’esperienza sublime. E poi con Susan Strasberg la figlia di Lee Strasberg, ormai defunta da più di 10 anni…Gli americani hanno dei metodi di lavoro pazzeschi, ne esci esaltato e un po’ rintronato. La bellezza di un modo di lavorare che a volte, purtroppo, o per fretta o per impossibilità tecniche, non si riesce ad usare quì in Italia, senza nulla togliere  al nostro lavoro. E poi tanto sul campo…pubblicitario, che continuo ancora a fare, ed il teatro, che amo tanto, anche se, alle volte, si odia anche un po’. Dico sempre che noi attori di teatro siamo i disoccupati per eccellenza!”

Parlaci un po’ del tuo ruolo nel pezzo”L’amore migliora la vita”….

“In questa commedia che, premetto, è scritta e diretta da Angelo Longoni, ed interpretata oltre che da me, da altri tre bravissimi compagni di lavoro, Edy Angelillo, Ettore Bassi e Giorgio Borghetti, io interpreto Silvia, una donna intraprendente, forte, apparentemente sicura di se, anticonformista, al passo con i tempi, ma che in realtà, nasconde una grande fragilità, quella del rapporto con suo marito. Non si sente valorizzata ed apprezzata da lui. Lei è una giornalista per riviste di moda, lui invece, Franco, fa il violinista in un’orchestra, è supponente, arrogante, radical chic, e la fa sentire sempre a disagio, fuori posto, mai abbastanza per lui. E’ un personaggio meraviglioso. E’ come se la riscoprissi ogni sera.”

Il regista è, appunto, Angelo Longoni, che è anche tuo marito…questo è più un “vantaggio” od uno “svantaggio” nella preparazione di un pezzo?

“Io lo considero da sempre, un valore aggiunto. Angelo ed io lavoriamo insieme in maniera molto costruttiva, c’è un continuo scambio di idee, anche lo “scontro” nella diversità di pensiero, ma sempre con una grande collaborazione. Io amo tantissimo quello che fa, nonostante lui abbia sempre da dire sugli attori! Ogni tanto devo ricordargli che io faccio la stessa cosa! In realtà lavoriamo con grande sintonia. Ho imparato tantissimo guardandolo lavorare con gli altri…ora è proprio in scena alla Sala Umberto con un altro pezzo, “Ostaggi”… Siamo sempre stati molto indipendenti l’uno dall’altra….Io ho fatto per la prima volta teatro con lui dopo 17 anni di matrimonio, quindi per quanto possa apparire scontato, vorrei sottolineare che il mio essere presente, è stato guadagnato sul campo…Prima di darmi un ruolo, ci abbiamo riflettuto tanto entrambi. C’è una grande unità di intenti…anche quando non sono convinta di essere adatta ad un personaggio, lui ha la fermezza e la capacità di spiegarmi come lo vuole lui, cosa si aspetta da me.”

Che tipo di mamma sei?

“Questo lo dovresti chiedere alle mie figlie! Non sono abituata ad autoincensarmi. Diciamo che nella logica della mia italianità sono una mamma premurosa, cerco di essere attenta…a differenza dei protagonisti della commedia, uno dei principi cardini del mio essere genitore assieme ad Angelo è pensare al bene delle nostre figlie e non di concentrarmi su quello che piacerebbe a me! Mi rendo conto come figlia, prima di tutto, che a volte i genitori investono nei figli i propri desideri o quello che non hanno realizzato nella vita. Spero di essere equilibrata in questo.”

Tu sarai di nuovo a teatro con “Boomerang”. Ce ne parli?

“Sì, a Maggio assieme ad Amanda Sandrelli, Simone Colombari e Giorgio Borghetti che ci portiamo da questa compagnia. Una nuova avventura sempre scritta e diretta da Angelo…il titolo stesso potrà far immaginare qualcosa…il boomerang è sempre qualcosa che ti ritorna contro, purtroppo. Quì Angelo affronta una tematica più intima…una famiglia si trova bloccata, a causa della neve, in una casa di campagna. Il papà dei due fratelli protagonisti, muore in questa casa. I fratelli, con la vedova (la seconda moglie del defunto) e la moglie di uno di loro, restano bloccati con il morto. Immaginerai le problematiche che insorgeranno. Naturalmente l’incipit è il pretesto per parlare dei rapporti familiari, quelli profondi, tra genitori e figli, e quello tra fratelli. In questo testo si affrontano problematiche che vengono nascoste come fa la neve quando cade, che riaffiorano e ti tornano contro, quando non vengono sviscerate prima. E’ una commedia molto cinica, ma divertente. In questa veste Longoni sta dando il meglio di sè.”

Progetti futuri?

“Da poco tempo ho cambiato agenzia…altra problematica attoriale…è un momento particolare. Purtroppo in Italia la donna subisce un po’ il problema dell’età, quando raggiunge i 40 anni è considerata vecchia, ma se si mantiene bene non va neanche. “

Concludendo?

“Aggiungerei intanto che ti ringrazio per l’intervista e la bellissima recensione…è stato un bellisimo regalo. Questa nuova rimessa in scena sta andando bene, nonostante siamo andati in scena per la prima volta a Roma a Marzo alla Sala Umberto. Concludo invitando i lettori a venire al teatro Golden fino al 20 Novembre, in Via Taranto 36 per venire a riflettere su queste famiglie in cui tanti e tanti si sono riconosciuti per un verso o pr un altro.”

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