Elisabetta Villaggio: “Di padre in figlia”.

La nota regista, figlia del grande Paolo, si è raccontata ad LF in occasione della sua partecipazione, come ospite d'onore, all'International Tour Film Festival di Civitavecchia.

Elisabetta Villaggio, quasi inutile dirlo, è la figlia di Paolo Villaggio, il celebre ragionier Fantozzi entrato nel cuore di milioni di italiani. Sorella di Pierfrancesco, ha seguito le orme del padre, entrando nel mondo del cinema e diventando una regista affermata ed apprezzata.

Talentuosa, forte e senza peli sulla lingua, non deve essere stato facile, per lei, affermarsi con un cognome così ‘ingombrante’. Ma Elisabetta con il suo forte carattere, volitivo e determinato è riuscita a costruirsi il suo mondo professionale con notevole maestria.

Fra le sue opere più importanti un’intervista-documentario su Franca Valeri uscita nel 2005. Nel 2010 ha realizzato un documentario dedicato a suo padre “Paolo Villaggio: mi racconto” selezionato all’ArtDocFest di Roma dello stesso anno.

Con l’andar del tempo Elisabetta si è avvicinata anche al mondo della scrittura, realizzando diversi romanzi. Il primo è stato “Una vita bizzarra”, preceduto da un paio di saggi “Marilyn: un intrigo dietro la morte” nel 2012, seguito dal testo teatrale “Marilyn gli ultimi tre giorni”, tradotto in inglese per il mercato estero. L’ultimo romanzo di Elisabetta si intitola “La mustang rossa” per il quale la scrittrice aveva iniziato un tour per presentarlo in tutte le librerie.

Elisabetta Villaggio sarà ospite d’onore nell’imminente ITFF International Tour Film Festival di Civitavecchia che si svolgerà dal 4 all’8 Ottobre, in una serata, quella del 5 Ottobre, nel caso specifico, dedicata interamente a Paolo Villaggio, durante la quale verrà proiettato il film fuori concorso “Paolo Villaggio – sotto la maschera…” per la regia di Donatella Baglivo.

La parola passa ora ad Elisabetta Villaggio…

Ci parli di lei…

“Io ho studiato Filosofia all’Università di Bologna, poi ho vissuto per cinque anni negli Stati Uniti dove, fondamentalmente ho lavorato…sono seguiti tantissimi anni in televisione con vari incarichi…negli ultimi anni ho scritto due cose per il teatro e due romanzi. Collaboro ed ho collaborato con alcuni giornali e riviste come giornalista, ed attualmente insegno alla Rome University of Fine Arts.”

Cosa ricorda di più del suo rapporto con suo padre?

“E’ stato un padre particolare, un uomo molto libero, non legato assolutamente alle convenzioni, una persona che ha condotto un’ottima vita, devo dire!”

Pensa che sia stato un po’ dimenticato dal cinema negli ultimi tempi?

“Ultimamente un pochino si. Purtroppo non camminava quasi più negli ultimi tempi, per cui diventava anche difficile fare quel tipo di lavoro…Poi sicuramente anche lui ci ha messo del suo…il suo essere burbero, il non trattare quasi mai bene nessuno…le persone forse si sono allontanate anche per questo.”

Arriviamo all’ITFF di Civitavecchia dove lei arriverà in occasione di una serata dedicata a suo padre.

“Mi hanno proposto di presenziare in occasione della serata dedicata a Paolo Villaggio. Ovviamente sono stata ben contenta di poter partecipare.”

Lei ha anche realizzato alcuni cortometraggi…

“Sì, ne ho realizzati due, di cui uno, “Taxi”, andò al Festival di Venezia tanti anni fa, credo che fosse il primo anno in cui partecipavano anche i corti, e anche un documentario su mio padre.”

Fino ad arrivare alla letteratura con il suo ultimo libro “La Mustang rossa”, presentato di recente…

“E’ una storia che si svolge a Los Angeles nell’Aprile del 1988, nell’arco di 9 giorni. Ci sono due ragazze, non americane, una Maria, messicana, povera e illegale, l’altra, Alex, una europea mezza londinese mezza parigina, ricca. Entrambe si trovano negli Stati Uniti perchè vogliono cambiare vita e darle un senso. La ricca europea, vuole produrre video musicali, quelli sono gli anni di Michael Jackson, in cui vennero fuori i primi video musicali, per staccarsi dalla sua famiglia ricca e dimostrare di potercela fare da sola, la messicana, invece, lì da qualche anno illegalmente, con due bambini piccoli, lavora in un baretto mensa di uno studio di produzione, e cerca anche lei di miglorare la sua vita da un punto di vista economico, che le darebbe una maggiore libertà per se stessa e per i figli. In questi 9 giorni succede un po’ di tutto…ma non le racconto tutto, perchè sebbene non sia un thriller, ne possiede alcune peculiarità.”

Progetti futuri?

“Mi piacerebbe continuare a scrivere sicuramente!”

 

 

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