Elvis the Musical.

Continueranno fino a Domenica 11 Marzo le repliche del musical sulla vita del Re del Rock'n'Roll per la regia di Maurizio Colombi.

Elvis Presley non ha bisogno di presentazioni! Re indiscusso del Rock and Roll, giustamente considerato come uno dei cantanti più influenti del Novecento. Considerato un’icona culturale, è stato fonte di ispirazione per molti musicisti ed interpreti. La sua presenza scenica e la mimica con cui accompagnava le sue esibizioni hanno esercitato notevole influenza sulla cultura statunitense e mondiale. In particolare, i movimenti oscillatori e rotatori del bacino, oltre che a destare scandalo presso alcune categorie bigotte, gli procurarono l’appellativo di Elvis the Pelvis (“Elvis il bacino“), anche se egli stesso non amava molto questo soprannome, come più volte ammise durante le rare interviste concesse all’inizio della carriera.

In Italia ci sono numerosissimi estimatori del “Re”, con oltre 100 fans club. Ma mai si è rappresentata su un palco la vita di quello che è stato e sarà un mito! Ma si può imitare un mito? È probabilmente da questa domanda e dalla consapevolezza della risposta che è partito Maurizio Colombi investendo tutto se stesso nell’ideare “Elvis The Musical”, lo spettacolo che è in scena al Teatro Brancaccio di Roma fino a Domenica 11 Marzo.

“Sono un fan di Elvis da quando avevo dieci anni e lo sono diventato ascoltando le canzoni. Studiandolo sui tanti libri scritti mi sono innamorato più di quanto già non lo fossi”, ha dichiarato il regista.

LF è andata all’anteprima stampa di Martedì 6 Marzo, al Brancaccio… Varcando le vetrate del teatro romano, sono stata catapultata nella favolosa musica di Elvis con “A little less conversation”. Un clima di euforico entusiasmo mi ha pervasa. Elvis certo, ha lasciato un’impronta indelebile sia nei ragazzi degli anni ’50 che nella mia generazione! Lo abbiamo adorato, anche osannato, e la sua voce, un basso con un’estensione che copriva tutte le note maschili e parte delle femminili, lo ha portato ad essere annoverato tra gli artisti più grandi del globo.

La platea si è trovata di fronte ad una biografia in musica della storia umana e professionale di Elvis Presley, a quarant’anni  dalla  sua  scomparsa, attraverso un  periodo storico di oltre quattro generazioni, con brani immortali come “Jailhouse Rock”, “It’s now or never” (l’italianissima Oh Sole Mio), “Suspicious Mind”, “My Way”, “That’s all right mama”, “Always on my mind” e tanti altri sempre attuali e vivi nella memoria comune, tra foto e video originali dell’epoca.

Sul palco ben ventidue artisti tra ballerini, cantanti, musicisti, con una direzione ben precisa: un gruppo di attori che cercano di ricostruire la sua storia.

Sul palco, ben due Elvis, il debuttante Michel Orlando, alla sua prima esperienza professionale in un musical, e Joe Ontario, già interprete di concerti-tributo dedicati a The King, ma a sua volta neofita come attore. I due si succedono in scena per rappresentare momenti molto diversi nella parabola umana e professionale del Re del Rock, prima giovane timido e biondo con una voce black del tutto insolita, poi icona sensuale, infine star incontrastata ma anche vittima del sistema che lo spinge quasi ad esibirsi incessantemente, anche tre concerti in una sola giornata, come viene sottolineato durante il musical…come se Elvis ‘corresse incontro alla morte’!

Nel cast figurano anche Elisa Filace, Valeria Citi, Giancarlo Capito, Silvia Scartozzoni, Gennaro D’Avanzo, Alex Botta, Alfonso Capalbo, Gianluca Pilla, Maria Sacchi, Isabel Galloni, Laura Contardi, Jessica Aiello, Stefania Bovolentain. La band, che in parte interpreta in scena la vera band di Elvis e suona sempre dal vivo, è composta da Max Zaccaro (basso), Tiziano Galli (chitarra), Alex Polifrone (batteria), Marco Brioschi (fiati), Alberto Schirò (chitarra e direzione cori) e Davide Magnabosco (pianoforte e direttore musicale).

Uno spettacolo a dir poco entusiasmante! Le emozioni sono andate in un crescendo continuo, quando, ad un primo tempo più recitato forse, si è delineato un vero e proprio concerto da parte di Joe Ontario, nell’autentico stile del The King, che ha indotto parte della platea ad alzarsi e ballare. Un vero tripudio!

Coinvolgente, appassionante, entusiasmante! Ha lasciato dentro ciascuno di noi, la gioia di aver potuto vivere questo spettacolo più come un inno al Re che ad una pura biografia insipida e dettagliata.

Le voci dei due interpreti, Michel Orlando e Joe Ontario, davvero valide, potenti, hanno saputo rendere giustizia ad Elvis, seppur Presley sia inimitabile! Ma, come detto, non si è voluto dar luogo ad una pura imitazione, quanto al mito, ma anche alla sensibilità ed alle fragilità di un artista che ha segnato tutti i tempi!

Da vedere assolutamente!

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