Emanuela Del Zompo: “Il futuro appartiene a coloro che credono nella bellezza dei loro sogni ed io sogno parecchio!”

LF ha intervistato la dinamica e versatile scrittrice e giornalista per parlarci dei suoi "fumetti" riguardanti il drammatico fenomeno del femminicidio e delle sue molteplici attività ai tempi del Coronavirus.

Ignorare il fenomeno del femminicidio è diventato impossibile. Ogni giorno conosciamo una nuova vittima, vediamo il suo volto sorridente nelle vecchie foto, ascoltiamo distrattamente la sua storia. I social network sono invasi da post di solidarietà, ma sopratutto d’ indignazione. Sembra che questo fenomeno sia diventato impossibile da arginare, così ogni donna si sente più sola, più abbandonata dalle autorità, più arrabbiata.
Il primo passo fondamentale, per comprendere questo fenomeno e poterlo arginare, è informarsi. Ed è necessario prendere in considerazione tutte le forme di violenza, poiché il femminicidio non è altro che l’ultimo atto di queste forme e come sia importante riconoscere campanelli d’allarme: gli insulti, l’isolamento sociale, l’incutere timore, il temere l’autonomia della compagna di vita, la negazione delle violenze. Sono solo alcuni degli aspetti che si riscontrano nella personalità dell’abusante. Questi uomini desiderano esercitare potere e controllo sulla loro vittima, minando i rapporti sociali che ha con il resto del mondo, e annientando la sua autostima. La vittima con il tempo impara a sopportare violenze e umiliazioni sentendosi continuamente insoddisfatta di se stessa e chiudendosi in se stessa. ma questa routine e questo circolo vizioso può e deve essere spezzato. Riconoscere l’abuso quindi.
LF ha incontrato una scrittrice, giornalista e filmmaker, che pur raccontando un fenomeno serio e drammatico, riesce ad espletarlo in modo diretto, immediato, concreto, attraverso un fumetto. Sto parlando di Emanuela Del Zompo che con “Grunda l’angelo dalle ali rotte”, ha realizzato un fumetto speciale contro la violenza sulle donne dedicato agli adolescenti. Tre regioni, Lazio, Marche e Puglia, quattro fotografi impegnati nella produzione e una protagonista fantasy, ma non troppo, con una grande missione: portare sui banchi di scuola il fumetto “Grunda” come mezzo di formazione e prevenzione per contrastare la violenza contro le donne. Il progetto unisce fotografia, fumetto e disegno, dando vita ad un racconto per immagini unico nel suo genere. ‘Grunda’ è ideato ed interpretato da Emanuela Del Zompo stessa. Il fumetto, già presentato al festival di Venezia, Berlino e Roma, vuole essere uno strumento di formazione per gli adolescenti e per le scuole: comunicare attraverso le immagini e le avventure di Grunda, un angelo pasticcione che nel tentativo di riconciliare le coppie non riesce ad evitare il fenomeno del femminicidio, ed ogni violenza spezza sempre di più le sue ali. Da quì, però, il personaggio subirà un’evoluzione e qualcosa nella sua missione cambierà.
Potrebbe sembrare una scelta curiosa, di fronte alla crudeltà del gesto dell’uomo violento, ma per sconfiggere la violenza abbiamo bisogno anche di imparare a conoscerla correttamente, di ragionare sulle sue radici, sulla cultura della sopraffazione che la produce. Per saperla riconoscere e vincerla! E un fumetto può arrivare lì dove altri linguaggi non riescono ad arrivare!
Chi è Emanuela Del Zompo?
“Emanuela Del Zompo è una ragazza empatica, un’eterna Peter Pan che ogni volta che può vola sull’isola che non c’è per estraniarsi dall’attuale società ormai intrinseca solo di valori negativi. Però il futuro appartiene a coloro che credono nella bellezza dei loro sogni ed io sogno parecchio!
Sono una giornalista, scrittrice, attrice, filmaker e cantante in un gruppo gospel: la musica aiuta il mio spirito e la mia creatività!”
Lo scorso anno sei uscita con un “fumetto” davvero importante, “Grunda l’angelo dalle ali rotte.”, dedicato al drammatico fenomeno del femminicidio… Com’è nata l’idea ?
“Nasce da un’esperienza personale di violenza psicologica e fisica: la prima, causata da datori di lavoro privi di scrupoli, la seconda, causata da un fidanzato geloso e possessivo. Quindi volevo avere uno strumento per fare formazione, per entrare a contatto con gli adolescenti e le scuole. Prevenire e formare è l’esigenza di questo mio progetto.”
Cosa ti senti di dire alle tante donne che subiscono silenziosamente soprusi e violenze fisiche e psicologiche?
“Alle donne dico di non nascondere la testa sotto la sabbia: di avere coraggio di denunciare ogni forma di violenza che possono subire e che possono conoscere, di volersi bene e di lasciar andare ogni forma di costrizione che possa compromettere la propria libertà. L’amore nasce libero, il possesso e la violenza non sono forme di amore. La violenza psicologica è anche più difficile da contrastare e non è meno dolorosa di quella fisica, ma l’amore per sè stessi deve essere più forte della paura e della schiavitù.”
Le istituzioni fanno abbastanza in favore di queste donne?
“Non credo oggi che le istituzioni facciano abbastanza per tutelare le donne vittime di violenza. La giustizia ha ancora molte falle nei processi contro i crimini di violenza e la prevenzione non è ancora abbastanza sufficiente ad eliminare il fenomeno, basta ascoltare i notiziari che ogni giorno ci comunicano dati allarmanti sempre in crescita.”
Secondo te come mai ci sono così tanti casi di donne uccise da coloro che dicevano di amarle?
“Mentre la donna si è emancipata, l’uomo non è riuscito ancora ad adattarsi a questa sua evoluzione e quando viene abbandonato dalla stessa non riesce a reagire con razionalità. E’ una questione di cultura che va cambiata: deve essere debellata la visione della donna succube del maschio forte e prepotente, una cultura patriarcale che relega la donna ad angelo del focolare e nient’altro; una donna priva di personalità e di idee che secondo il pensiero maschile non ha altro da fare che accudire la famiglia e l’uomo. Inoltre, anche la donna deve modificare il suo pensiero di poter cambiare l’uomo violento. Troppe donne maltrattate non solo non denunciano, ma continuano a rimanere accanto al loro carnefice.
La madre deve educare il figlio maschio ad un rapporto uomo-donna equilibrato, fondato sul rispetto della diversità ed il principio che la vita è preziosa, non può essere strumentalizzata da credenze dettate dall’ignoranza.”
Sei uscita con un nuovo libro mi sembra. Ce ne parli?
“La leggenda di Kaira (in fase di pubblicazione), è un nuovo fumetto fantasy, prodotto, creato e diretto da me ed ha come tema la condizione della donna in varie epoche storiche. Un viaggio nel tempo che la protagonista deve fare per compiere il proprio destino. Una storia avvincente che sono sicura appassionerà i lettori. Il primo episodio rappresenta un prologo, dove conosceremo le origini di questa supereroina dei giorni nostri. Una guerriera determinata a combattere per la sua libertà e quella delle donne.”
Tu sei, oltre che scrittrice, anche giornalista… Con chi collabori in tal senso?
“Collaboro con la testata fattitaliani.it, in questo momento con i programmi web di Sandro Ravagnani, “Buongiorno coffè square” e “Italia sera”, che affronta diversi temi, dallo spettacolo alla musica, dalla politica all’emergenza Covid 19, e tanto altro.”
Come ti definiresti?
“Estroversa, inarrestabile, curiosa, passionale ed avventurosa, un’eterna sognatrice…. per gli amici Jump!”
C’è qualcuno che ti ha ispirata o incitata ad intraprendere la strada della scrittura a fumetti?
“La strada dei fumetti è nata per caso: un giorno un fotografo mi scattò una foto e poi la modificò con un programma di disegni. Inoltre la mia passione per i personaggi della Walt Disney ha fatto il resto: voglio dire che una mia foto disegnata, il mio estro creativo e la mia fantasia mi hanno portata sulla strada dei fumetti. Qualcuno dice che io stessa rappresento un fumetto!”
Progetti futuri a parte un nuovo fumetto?
“Progetti futuri: aspettare la fine della pandemia per presentare il nuovo fumetto, lavorare ai prossimi episodi e dare inizio ad una start up per produrre un cartoon. Poi il cinema, le interviste e la tv, una serie di episodi per Amazon! Ed un cortometraggio sulla diversità.”
Concludendo?
“Concludendo, sto finendo un cortometraggio realizzato da casa dal titolo: Compleanno in pandemia: effetti collaterali del Covid 19. Regia di Emanuela Del Zompo, protagonisti tanti artisti amici dal Mondo!”

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