Emiliano Marsili: una vita incredibile fatta di sport e vittorie.

LF ha incontrato il grande campione, uno dei migliori pugili degli ultimi vent'anni, con 34 match da professionista e nessuna sconfitta.

Il pugilato, la ‘nobile’ arte, nasce come sport di difesa personale, e risulta essere la disciplina sportiva più antica al mondo, in quanto i pugni sono il primo istinto dell’uomo nella difesa personale stessa. Era praticato già nell’Antica Grecia e nell’Antica Roma; i pugni erano fasciati con lunghe strisce di cuoio per proteggere le nocche in cui a volte venivano inserite anche placche di metallo. Nel XVIII secolo venne strutturato affinché si potesse praticare a livello agonistico dandogli delle regole precise. Nei primi anni del Settecento il pugile inglese James Figg (1695-1740) concepì il pugilato come uno sport dove era più importante difendersi che attaccare. Lo stesso Figg fu il primo a definire il pugilato nobile arte.

La boxe del XVIII secolo era molto diversa da quella di oggi. Spesso capitava che i colpi venissero portati a “martello”, dall’alto verso il basso, e il perimetro entro il quale combattevano i pugili era delimitato dagli stessi spettatori dell’incontro oppure si tracciava una semplice linea circolare per terra. I pugili si battevano senza mai fermarsi; quando uno di questi cadeva l’avversario lo cominciava a colpire appena si rialzava da terra. Il combattimento si svolgeva a pugni nudi e si proseguiva ad oltranza senza riprese.

Nel corso dei secoli le regole sono mutate, oggi la boxe si svolge secondo schemi e metodi scientifici. Non si pone più affidamento sulla forza e la violenza dei colpi, ma l’attenzione si focalizza sull’utilizzo di una strategia per sconfiggere l’avversario utilizzando nuove tecniche di combattimento. Difendersi dai pugni dell’avversario e attaccare diventano una cosa sola, il pugile si difende coprendosi e spostandosi con rapidi giochi di gambe, allo stesso tempo però la difesa è il punto di partenza per un successivo attacco.

Uno sport ‘duro’, faticoso, di intensi allenamenti, di dedizione totale. Occorre una ferrea volontà e disciplina, oltre ovviamente, ad una propensione personale, per raggiungere dei validi traguardi.

Il campione che ho incontrato oggi per voi possiede tutte queste capacità, oltre ad una una vita incredibile, fatta di sport. Campione completo, Emiliano Marsili, è uno dei migliori pugili degli ultimi vent’anni con 34 match da professionista e nessuna sconfitta. Pugile mancino, professionista dal 2003 e già campione italiano dei pesi leggeri dal 2010, il 20 Gennaio 2012 è diventato campione mondiale dei pesi leggeri IBO sconfiggendo a Liverpool il britannico Derry Mathews per KO tecnico alla settima ripresa.

Il 9 Marzo 2013 ha conquistato il titolo europeo di categoria, sconfiggendo per KOT l’ex campione Unione Europea Luca Giacon. Il 25 Gennaio 2014 si conferma campione europeo al PalaTolfa, sconfiggendo ai punti Pasquale Di Silvio. Il 7 Giugno, sempre a Tolfa, sconfigge alla sesta ripresa Benoit Manno, confermandosi nuovamente campione d’Europa. Il 27 Settembre ha affrontato a Viterbo l’ungherese Gyorgy Mizsei Jr. difendendo per la terza volta il titolo europeo, aggiudicandosi l’incontro dopo 12 riprese per decisione unanime.

Il 1º Agosto 2015 Emiliano Marsili sfida e sconfigge ai punti il messicano Gamaliel Diaz, allo stadio Cetorelli di Fiumicino, nell’incontro valevole per il mondiale silver WBC di categoria. L’11 Dicembre 2016 ha combattuto e sconfitto per decisione unanime il colombiano Aristide Perez, vincendo il titolo intercontinentale WBA di categoria e ottenendo probabilmente la seconda possibilità mondiale

E’ stato premiato di recente dal Presidente del Coni, Giovanni Malagò, e dal Presidente del Consiglio, con il Collare d’Oro come onorificenza dello sport italiano.

Emiliano Marsili è anche il protagonista di un docu-film “Tizzo” di cui si sono appena concluse le riprese. Con questo film si vuole lanciare un importante messaggio ai giovani su come, attraverso lo sport, l’arte o qualsiasi altra forma di passione, si possa raggiungere qualsiasi obiettivo.

Con “Tizzo” si racconta una vita incredibile, fatta di sport, di volti, di persone e protagonisti della realtà.

Il documentario è il racconto autobiografico del Campione del mondo di Pesi leggeri. Le immagini raccontano la storia di un grande pugile ma soprattutto di un grande uomo. Emiliano racconta se stesso, il suo sogno e i sacrifici affrontati lungo il percorso, gli allenatori, gli amici che lo hanno sostenuto e amato, la sua famiglia.

Un insieme di interviste, immagini di repertorio di tutti i match della storia di Marsili, gli allenamenti, le giornate di duro lavoro al porto ed una ricostruzione di fiction degli inizi del campione quando aveva appena 16 anni.

Un grande pugile che alla soglia dei 41anni ha ancora una sfrenata voglia di vincere!

Ad maiora Emiliano!

La sua passione per la boxe a quando risale?

“La mia passione risale fin dai tempi dell’infanzia. Ho iniziato a fare pugilato a 16 anni.”

Ha ottenuto molti traguardi importanti.

“Appena ho iniziato con il pugilato, dopo soli tre mesi ho vinto il torneo…in me già c’era la grande passione.”

Qual’è la vittoria che ricorda con maggior piacere?

“A livello professionale la più bella è stata quella del Mondiale che ho vinto a Liverpool contro Derry Mathews.”

Ce la vuole raccontare?

“E’ stata una bella emozione. Andare a Liverpool con una trentina di Italiani che mi erano venuti a vedere, colleghi di lavoro, contro una foltissima tifoseria inglese, all’inizio è stata dura, perchè certo non ci hanno accolto con applausi ma con fischi ed insulti, ma all’ultimo ne siamo usciti vittoriosi e con gli applausi.”

Lei è mancino. Questo comporta qualche attenzione in più?

“Essere mancino è più rognoso rispetto al normale, però al dunque, quello che conta per un pugile è l’essere veloce, istintivo, talentuoso… se lo sei, riesci a raggiungere le vette, altrimenti resti alla base.”

Tra le storie di sport raccontate da oggi c’è anche la sua con il film “Tizzo”…

“E’ stata una gran bella cosa, realizzata assieme a Francesca Piggianelli, un’amica, ed a tutto il team… realizzata durante la mia preparazione al Mondiale…un’esperienza non recitata ma basata sulla mia storia. Il regista infatti, veniva a fare le riprese mentre mi allenavo duramente, mentre dovevo combattere…nulla di finto ma tutta realtà.”

Com’è la giornata tipo di un pugile?

“Io mi alzo la mattina alle 6.00. Alle 7.00 sono già in palestra ad allenarmi fino alle 9.30, poi spuntino, una passeggiatina, a mezzogiorno a casa per il pranzo, alle 14.30 di nuovo in palestra fino alle 16.30… poi, di nuovo a casa, assumo qualche integratore, passeggiata, poi a letto presto, tra le 20.30 e le 21.00. Questo quando c’è un titolo importante ovviamente. Mi isolo, resto a casa con la famiglia, non ho divertimenti o svago con gli amici…non esistono. Un impegno grosso, occorre dedicarsi totalmente allo sport.”

Vine a vederla sua moglie?

“Certo, anche mia figlia.”

A quasi 41 anni c’è qualcosa che vorrebbe ancora vincere?

“Vorrei rifare il mondiale in America, con l’atmosfera di quel paese…sarebbe il mio sogno. Spero di riuscirci!”

C’è qualcuno a cui si sente di dire grazie?

“A tutto il mio team, al mio amico Enrico Santuzzi che mi è sempre stato vicino, è anche grazie a lui se sono giunto a questi livelli, poi il pilastro portante di tutto questo che è la mia famiglia.”

Tu sei molto amato, oltre che dai tuoi fan, anche da personaggi dello spettacolo…

“Si. Federico Zampaglione è un mio amico, ci alleniamo anche insieme, quando capita. Il 1 Agosto 2016, prima dell’incontro valevole per il mondiale silver WBC di categoria, lui si è esibito con un brano e la moglie Claudia Gerini mi ha presentato sul ring…c’è un gran bel feeling, credo che il connubio musica e sport sia vincente e dia una bella energia.”

Concludendo?

“Spero che a breve io possa fare il Mondiale per poi smettere e dedicarmi totalmente alla mia famiglia, alla vita normale.”

 

 

 

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