Enzo Avallone: la parabola discendente di un artista.

LF ha intervistato un musicista fiorentino, Nicola De Bona, fan dello storico "Truciolo" di Fantastico edizione 1978, che ebbe una rapida notorietà ma che, a causa di una serie di fortuite quanto sfortunate concidenze, divenne vittima dell'illusorio mondo dello spettacolo. A lui, Nicola, ha dedicato una pagina Facebook che lo ricordi... e non solo.

Enzo Avallone

Ci sono artisti che passano per caso, veloci come meteore, come il tempo di una canzone che diviene un tormentone estivo e di cui poi non ci si ricorda quasi più, come la bella stagione che passa in un baleno… Corrono veloci le meteore…!!! Ma ci sono anche artisti che con la loro arte arricchiscono il panorama televisivo e teatrale… bravi, preparati, seri, che non scendendo a compromessi, e che, talvolta conoscono una rapida ascesa seguita da una caduta rovinosa, un “tonfo” gigantesco, dimenticati direi!

Oggi vi parlo di uno di questi artisti, nel caso specifico, di un ballerino: Enzo Avallone, che spopolò con le sue piroette e passi vorticosi, tra la fine degli anni ’70 e gli inizi degli anni ’80.

Enzo Avallone, conosciuto a livello nazionale come “Truciolo”, nacque a Salerno l’8 Ottobre del 1955 e morì sempre a Salerno il 3 Gennaio del 1997.

È stato un bravissimo ballerino, anche cantante e attore in teatro ed in televisione. Raggiunse la celebrità nel 1978 partecipando al varietà televisivo “Fantastico” a fianco di Heater Parisi, Loretta Goggi e Beppe Grillo che fu quello che coniò per lui il soprannome “Truciolo”, per via dei suoi lunghi riccioli biondi.

Fin da giovanissimo mostrò attitudine allo spettacolo e alla danza, ed iniziò i suoi studi al Centro Studi Danze Classiche di Salerno, diretto da Valeria Lombardi, per poi continuare con il maestro Walter Venditti del Teatro alla Scala di Milano. La sua formazione artistica proseguì a Cannes con Rossella Hightower e a Bologna con Alfredo Koller.

Debuttò in teatro come primo ballerino agli inizi degli anni ’70 con una rappresentazione della “Carmen” di Bizet, condividendo il palcoscenico con artisti del calibro di Kayo Mafune del Tokyo Ballet, e Margherita Trayanova, stella dell’Opera di Stato di Sofia.

Nel 1977, in seguito ad un provino presso la RAI, venne scelto per apparire in TV come ballerino nel programma Piccolo Slam, dove appariva al fianco della compianta Stefania Rotolo e Sammy Barbot. Ma la sua vera consacrazione come vedette televisiva arrivò nel 1979 con la partecipazione allo spettacolo “Fantastico”, apparendo nella sigla iniziale al fianco della Parisi. Sull’onda della popolarità raggiunta, Enzo iniziò ad apparire in svariati spettacoli teatrali e televisivi, lavorando al fianco di stelle del balletto internazionale come Rudolf Nureyef e Luciana Alarante, compiendo anche delle tournée in diversi paesi europei ed oltreoceano e riscuotendo il plauso della critica insieme a diversi premi artistici e televisivi. Nello stesso anno apparve sul grande schermo insieme a Gloria Piedimonte nel film Baila Guapa, diretto da Adriano Tagliavia con lo pseudonimo di “Al Midweg”. Nel 1980 debuttò anche come cantante incidendo il suo primo 45 giri con i brani “Ti chiami Africa” e l’ironica “Sorrisi” scritti per lui da Alberto Testa, le canzoni ottennero un lusinghiero successo di pubblico. La critica lo paragonò addirittura e con merito a Miguel Bosè. L’album “Viaggio”, pubblicato nel medesimo anno, ed i successivi singoli “Ghiaccio” del 1981 e “Calypso” del 1982 non riuscirono ad eguagliare i risultati del disco di esordio. Proprio nel 1982 sembrava arrivata per lui l’occasione di sfondare come attore televisivo, venne infatti contattato dalla RAI per interpretare il ruolo principale dello sceneggiato televisivo “Marco Polo”, un’ambiziosa co-produzione italo-americana diretta da Montaldo. Per motivi che non furono mai resi chiari, pochi giorni prima dell’inizio delle riprese, venne decisa la sua sostituzione con l’attore americano Ken Marshall. Per Enzo, questo episodio segnò l’inizio di una parabola discendente e la sua popolarità cominciò a dissolversi con la stessa rapidità con cui era arrivata, nonostante egli continuasse ad impegnarsi in spettacoli teatrali anche di un certo successo. A complicare ulteriormente le cose arrivò nel 1988 un problema serio dovuto a sostanze stupefacenti che suscitò immeritati articoli negativi da parte della stampa scandalistica, la stessa che lo osannava solo pochi anni prima, e questa cosa assestò un colpo definitivo alle sue ambizioni di risalire la china. Enzo piombò in una forte depressione che nel giro di pochi anni ebbe ragione del suo fisico debilitato per cui si spense ancora giovane, a 41 anni.

In sua memoria la Associazione Culturale Diffusione Danza di Salerno ha istituito il Premio Enzo Avallone, che viene conferito annualmente ad un personaggio del mondo dello spettacolo, alla carriera artistica, al talento ed all’allievo promettente.

Io, poco più che ragazzina, ricordo ancora vividamente Enzo mentre faceva a gara con Stefania Rotolo a chi piroettava più a lungo, o quando volteggiava per vari minuti durante le sue ospitate televisive, un atleta, per quei tempi, prestato alla danza. Un tempo, per entrare in TV, qualcosa lo dovevi saper fare!!! E Truciolo a ballare era bravo, che dico, bravissimo.
Ma, come spesso accade sotto ai, talvolta spietati, fari della ribalta, Enzo può essere considerato, a tutti gli effetti, un’altra vittima dell’illusorio mondo dello spettacolo che prima ti esalta e poi si dimentica di te.

Ho intervistato, più per rendergli una sorta di giustizia morale ed artistica, seppur tardiva, Nicola De Bona, un musicista fiorentino, suo fan, che ha fondato una pagina Facebook dedicata proprio ad Enzo Avallone. Nicola non vuole solo ricordare il ballerino e rendergli merito, o fare del business su un artista defunto, ma ha in testa un bel progetto ambizioso da realizzare per ricordare questo bravo professionista sfortunato!

Lascio la parola a Nicola, Nick per gli amici…

Nick, innanzitutto presentati un pochino…

“Io sono un fan di Enzo Avallone, Truciolo… ero un ragazzino quando lui ballava… Sono del 1969, quindi ho quasi 50 anni. Mi ha colpito molto la storia personale di questo artista! Facendo anche io un lavoro in ambito artistico, compongo canzoni per colonne sonore, e pezzi miei… ho notato che gli ambiti maggiormente esposti alle luci della ribalta, talvolta sono tristi, deprimenti, non facili da vivere! Quindi nel tempo, ho deciso di realizzarmi in uno strato un pochino meno esposto in cui comporre musica senza patemi d’animo, nè stress. Lego tutto questo un po’ alla vicenda di Enzo Avallone perchè ritengo sia stato ingiustamente dimenticato… E molte persone, compreso me, non sapevano neppure della sua dipartita avvenuta nel 1997. Amando molto gli anni ’80, prendo spesso spunto da quel periodo anche per la mia musica, così mi capitò di ascoltare il brano “Ti chiami Africa”, e mi venne la curiosità di vedere che fine avesse fatto Enzo… così ho scoperto che era morto! Notai che vi era solo un trafiletto di poche righe in cui si menzionava la sua morte, non era stata fatta alcuna cosa per ricordarlo! Così ho deciso di aprire una pagina Social, su Facebook, a lui dedicata. La cosa che mi ha colpito è che moltissimi pensavano che fossi lui, perchè come me, non sapevano che fosse morto. Diciamo che ho voluto rendere un po’ giustizia a questo artista, ingiustamente accantonato… Un peccato, perchè è stato un ottimo ballerino, con un modo tutto suo di ballare… “

La sua carriera culminò in “Fantastico” del 1978 dove ballava al fianco di Heather Parisi!

“Sì, infatti… Raggiunse la celebrità nel 1978 partecipando al varietà televisivo Fantastico al fianco di Heater Parisi, Loretta Goggi ed il bravissimo Beppe Grillo. Nel corso della trasmissione, in cui era primo ballerino, la sua figura assunse via via più importanza da quando Grillo, comico allora emergente, iniziò a citarlo nei suoi monologhi chiamandolo Truciolo, in riferimento alla sua folta e riccioluta capigliatura bionda. Sull’onda dell’improvvisa popolarità raggiunta Avallone iniziò ad apparire in spettacoli teatrali e televisivi, lavorando al fianco anche di Rudolf Nureev, ed esibendosi in varie tournée internazionali.
Nel 1980 incise il suo primo 45 giri con i brani Ti chiami Africa e Sorrisi, entrambi scritti da Silvio Testi, Dina Tosi e Franco Miseria. Nonostante il buon successo di vendite del singolo l’album che ne seguì, Viaggio (Sky Bird Symphony), e i 45 giri Ghiaccio e Calipso (rispettivamente del 1981 e 1982) non ebbero lo stesso favore di pubblico. Fece anche molto teatro lavorando al fianco di Rudolf Nureyev e Luciana Alarante, compiendo tournée internazionali e riscuotendo il plauso della critica e premi. Sempre nel 1979, apparve al cinema insieme a Gloria Piedimonte nel film Baila Guapa, diretto da Adriano Tagliavia con lo pseudonimo di “Al Midweg”.

Secondo te come mai hanno dedicato così poco spazio a questo artista?

“Secondo me avrebbe meritato molto di più… ma è la triste legge dello spettacolo… una volta che arrivi in alto, quando non scendi a compromessi, non ti consentono più di lavorare bene. Le ali te le spezzano! In questa discesa, me lo immagino solo, caduto in depressione… Credo sia anche questa la ragione della sua fine così precoce. Quando lui diceva di aver rinunciato a varie tournèee dove avrebbe guadagnato, ballando e basta, ricordiamoci che lui voleva essere un artista completo, forse questo lo ha condizionato… Lui era una persona umile e generosa, anche troppo, e le persone sensibili sono quelle che sovente pagano in prima persona.”

Com’è stata accolta la pagina che gli hai dedicato su Facebook?

“Mi sono sentito dire grazie per aver preso questo impegno che io, però, non sento tale. Non so perchè, ma quando penso a lui, avverto una sorta calore, una forza che mi dice di continuare, come se attraverso me lui volesse continuare a farsi amare e ricordare. Io scrivo canzoni che sono delle fotografie precise… ti ricordano qualcosa…amori, amicizia, sogni… ecco, lui fa parte di un periodo felice… quando tutto sembrava più bello. Molti lo hanno riscoperto! Sto cercando di portare avanti la strada di questo artista, spero di proseguire sempre meglio. Ho anche un progetto ambizioso che nessuno ha mai realizzato per Enzo: un docufilm che lo possa ricordare in maniera più ampia! A tale scopo sto cercando di trovare le persone giuste, in modo che non sia un’operazione commerciale fine a se stessa.”

Tu che tipo di musica suoni invece?

“Un genere piuttosto variegato. Scrivo pezzi pop, rock, strumentali, disco, a seconda dell’ispirazione… Vario, altrimenti mi stancherei a fare le stesse cose. Ho bisogno di sperimentare sempre cose nuove a seconda del mio stato d’animo.”

Progetti futuri?

“Sto realizzando un musical insieme ad un collega, sembrerebbe quasi a buon punto… dico “quasi” per un fatto di scaramanzia.”

Concludendo?

“Vorrei aggiungere soltanto che ringrazio le persone che continuano a seguire il profilo social dedicato ad Enzo Avallone e spero che qualche produttore serio possa accogliere l’appello per realizzare qualcosa che ricordi questo artista, perchè come lui ce ne sono tanti altri… Artisti dimenticati! Io ritengo che nell’arte ci debba essere spazio per tutti, quindi spero che qualcuno valuti la mia proposta per dare lustro a questo artista.”

 

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