Enzo Garinei: il teatro…lungo una vita.

Fratello di Pietro, nome famoso della premiata ditta Garinei e Giovannini, ha lavorato, sin dagli anni '40, a fianco dei più grandi nomi del palcoscenico. In questa bella intervista concessa ad LF ripercorriamo la vita di questo eccelso interprete del nostro teatro.

Cosa dire di Enzo Garinei che non sia già stato scritto, detto o pensato!?! Fratello di Pietro, nome famoso della premiata ditta Garinei e Giovannini, ha lavorato, sin dagli anni ’40, a fianco di grandi nomi del palcoscenico, come Wanda Osiris, Gianni Agus, Renato Rascel, Mario Monicelli, Delia Scala, Gino Bramieri e Totò. È stato interprete di numerosi film, una voce talmente caratteristica e bella da farcela riconoscere anche ad occhi chiusi, prestata a celebri personaggi del cinema, da Stan Laurel a Claude Rich, fino al compianto Pat Morita, il ben noto tenente Ohara della serie tv, l’indimenticabile maestro Miyagi in “Karate Kid” e Sherman Hemsley il protagonista dei “Jefferson”.

Enzo Garinei, classe 1926, è ancora oggi un uomo dall’energia inesauribile, dalla mente vivida e da una giovinezza interiore che non ha mai perso: stile perfetto, garbo e pacatezza, le peculiarità che saltano subito all’occhio quando lo si conosce, oltre ad una gentilezza fuori dal comune.

Nel 1986 ha dato vita, dopo sessant’anni di carriera, alla scuola di recitazione “Ribalte”, dalla quale sono usciti grandi nomi come Sabrina Ferilli, Caterina Balivo, Valentina Persia, Maurizio Battista, Giorgio Borghetti, per citarne alcuni.

Dopo aver ricoperto un’infinità di ruoli che lo hanno visto protagonista al teatro, al cinema e in televisione, ancora una volta stiamo apprezzando, o meglio, ascoltando, la celebre voce di Garinei nella nota commedia musicale “Aggiungi un posto a tavola”, firmata Garinei e Giovannini, che sarà in scena fino al 6 Gennaio al teatro Brancaccio di Roma. Quì, Enzo Garinei, fà la voce di Dio…

Devo confessare che aver avuto l’onore di conoscere ed intervistare Enzo Garinei, è per me motivo di grande vanto, e non nascondo che, durante la nostra bella chiacchierata, ho provato un’infinità di emozioni miste ad euforia, commozione e quasi timore reverenziale….Non capita tutti i giorni di incontrare un uomo del suo calibro ma, mi piace sottolinearlo, di grande semplicità, gentilezza e disponibilità, come poi spesso accade tra artisti di questo calibro…è proprio la grandezza della semplicità a caratterizzarlo…

‘Più sei vero e più arrivi’, affermava Luigi Pirandello, e Garinei è arrivato all’apice ed anche più su.

Grazie di cuore Maestro Garinei!

Innanzitutto, maestro, per me è un grande onore poterla ospitare tra le pagine di LF!

“Grazie! Il piacere è mio! Tutti i giornali sono importanti, dal quotidiano al mensile, alla rivista, sia i cartacei che online, anzi, questi ultimi sono anche più importanti dei cartacei, quindi è un onore anche per me!”

Lei ha una lunghissima e gloriosa carriera alle spalle teatro, cinema, televisione, doppiaggio…

“Ho iniziato che ero molto giovane, sono nato il 4 Maggio del 1926. Alla fine della guerra, era il ’45, avevo 19 anni, mi si è aperto un mondo davanti. E’ ricominciato il cinema, il teatro, tutto… c’erano grandi personaggi politici che allora non erano solamente tali, ma anche veri statisti, pensavano molto di più allo Stato ed alla patria che alla poltrona. Mi iscrissi quindi al CUT, centro universitario teatrale, che insieme a quello di Bologna è poi diventato il Dams… Con me c’erano degli illustri sconosciuti, divenuti poi importanti, come Giulietta Masiero, Mina, Marcello Mastroianni, Gabriele Ferzetti e tanti altri…che hanno fatto una bellissima carriera diventando quelli che tutti conosciamo.”

Lei ha esordito, a 17 anni, in “Totò le Mokò”, ma quando ha avuto ben chiaro che l’arte era la sua vita?

“Io già da piccolo mi divertivo molto a far parlare i soldatini di piombo… poi ho iniziato ad interpretare qualche spettacolo di beneficenza per le dame di compagnia che preparavano gli abiti ai militari durante la guerra, che scriveva anche mio fratello Pietro…Ho affinato le mie qualità, perchè non basta avere la predisposizione ed il talento, serve anche lo studio, l’impostazione della voce…e serve la cultura, imparare i copioni, ed anche il teatro straniero. Appunto, il mio primo film fu “Totò le Mokò” nel 1949, in cui ho conosciuto Totò, una grande soddisfazione! Del resto ho conosciuto tutti i più grandi attori dell’epoca!”

Le va di lasciarci un ricordo di Totò?

“Volentieri! Da Totò ho imparato tante cose: l’improvvisazione, la parte comica ed i suoi tempi giusti, perchè la comicità ha tempi differenti dalla prosa… il vero attore deve saper fare tutto, essere serio, comico e brillante, poi quando uno si è reso conto qual’è il suo lato migliore, cerca di fare le cose che più gli aggradano. Così io ho iniziato a fare il teatro brillante e comico. Quando si parla di teatro leggero, però, bisogna avere chiaro in mente che leggero non lo è affatto, oltre ovviamente a saper recitare, occorre saper cantare, saper ballare…bisogna affinare la voce… il consiglio che io dò sempre, è quello di non fumare, perchè uno dei principali organi del nostro corpo sono le corde vocali, come fa un attore se non ha la voce giusta e non fa capire bene le parole? Io molto spesso mi arrabbio quando vedo gli annunciatori televisivi oppure i conduttori che non fanno capire ciò che dicono, non aprono la bocca, non articolano bene la voce, corrono ed accavallano tra loro le parole, questo è un peccato. L’essere umano ha la fortuna di essere dotato della parola, cosa che gli animali non hanno, anche se a volte si fanno capire meglio degli esseri umani, con la coda, con le orecchie e con sguardi talmente belli ed intensi che sicuramente ci fan capire di più. Noi non possiamo rovinare la voce, masticarla male, dobbiamo farla sentire tutta, dalla prima sillaba all’ultima. Tornando a Totò, era un uomo fantastico, anche se logicamente aveva una doppia vita, da un lato, era il comico con la bombetta e gli abitini, quando finiva tornava ad essere il principe Antonio De Curtis, con la sua classe, il suo stile, la sua eleganza…ho imparato molto da lui, come anche da tutti gli altri con cui ho lavorato.”

Al momento la stiamo apprezzando in “Aggiungi un posto a tavola” dove in passato ha anche interpretato il Sindaco….Una storia lunga una vita…

“Dò la voce a Dio. E’ stata una bellissima idea di Gianluca Guidi che io stimo molto, un bravissimo attore, un bravissimo cantante, che non fa rimpiangere Johnny Dorelli! Io ho sempre interpretato il ruolo del Sindaco… il primo Sindaco è stato interpretato da Paolo Panelli e la prima Consolazione da Bice Valori, una coppia straordinaria di attori brillanti, adorati da Pietro Garinei e da Sandro Giovannini, che li avrebbero voluti in tutte le loro commedie musicali. Quindi io, inizialmente, ho sostituito Paolo Panelli, poi è subentrato Carlo Croccolo, mentre negli ultimi anni sono tornato sempre ad interpretare il sindaco, mi divertiva farlo! In questa edizione lo fa Marco Simeoli, altro bravissimo attore di origine napoletana…poi un giorno, Gianluca Guidi mi disse: ‘ma perchè non fai la voce di Dio? Hai una voce così bella che riconoscono tutti, anche per strada, perchè è rimasta la stessa di 40 anni fa’. Ed io gli ho detto: ‘Perchè no?’ Oltretutto è anche più comodo, sto seduto in un palchetto con un leggio davanti, il copione ed un microfono…posso godermi pure lo spettacolo, intervenendo ogni volta che necessita nella storia. Dio poi è il personaggio che guida l’intero spettacolo… è dalla voce di Dio che tutto va avanti! E’ uno spettacolo fantastico. Garinei e Giovannini hanno scritto le più belle commedie musicali italiane.”

A guardarla possiamo affermare che il teatro rende giovani!

“Se sono arrivato a 92 anni, lo devo molto alla mia professione! Quando il cervello è attivo, non si invecchia mai. Tutte le battute che ho imparato, i copioni, hanno reso molto attivo il mio cervello, e questo è importantissimo! C’è qualche acciacco sì, ma non nel cervello! Sono molto grato a questa professione ed il pubblico me lo dimostra quando mi ferma per strada, mi ringrazia ed io ringrazio loro, perchè se non ci fosse il pubblico non ci saremmo noi! Il pubblico è un’arma vincente!”

Lei ha diretto anche la scuola di recitazione “Ribalte”…

“Sì, l’ho diretta per molti anni, poi da due anni a questa parte, dato che è un momento un po’ difficile quello che sta vivendo il nostro paese, sono stato costretto a sospenderla. Le iscrizioni diminuivano, i giovani hanno bisogno di lavorare…Mi è dispiaciuto molto! La scuola l’ho aperta quasi 30 anni fa e da lì sono usciti tanti ragazzi bravi come la Ferilli, la Balivo…ma conto di riaprirla prima o poi…Metterò un bando sui giornali e vedremo se ci saranno allievi che vorranno iscriversi.”

Lei ha dato, tra gli altri, la voce a Stanlio…com’è nato questo azzeccato doppiaggio?

“Io ho dato la voce a tanti attori. Ancora oggi la gente si ricorda dei Jefferson, la sit-com americana che ebbe un successo strepitoso, doppiavo l’attore protagonista, Sherman Hemsley…Poi arrivò Stanlio…Alberto Sordi, che era stato incaricato di dirigere i doppiaggi, prestava la voce ad Ollio, il ciccione, ed a me affidò Stanlio…Alberto poi ci ha lasciato un grande vuoto, così ci fu la ricerca per doppiare nuovamente Ollio, la mia scelta cadde su Giorgio Ariani, un cabarettista comico toscano, che somiglia anche fisicamente ad Oliver Hardy, ed abbiamo doppiato i due insieme per tanti anni…”

Concludendo?

“Voglio concludere dicendo di amare il teatro! Il teatro è la cosa più bella in assoluto. Io amo il cinema, ne ho fatto tanto, amo anche la televisione, ma la soddisfazione che ti dà recitare in diretta con il pubblico in sala non ha paragoni con niente! E allora invito il pubblico a non tradire mai il teatro, invito i padri, le madri, i nonni a portare i bambini a teatro il più presto possibile. Il primo spettacolo che i bambini vedono, dev’essere scelto bene, ad hoc, in maniera che i piccoli ne restino colpiti… se vedranno le commedie musicali, rimarranno soddisfatti e da grandi continueranno ad andarci per conto loro. Questo è il mio invito: portate i bimbi a teatro!”

2 Commenti su Enzo Garinei: il teatro…lungo una vita.

  1. Una grande intervista attenta e profonda a un personaggio che ha scritto e romanzato i sogni, le speranze e i drammi degli italiani

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