Esoterismo Calabro: “Ordo mortis” di Salvatore Conaci.

«[…] Guardò fuori dal finestrino. Tutti gli elementi di quel paesaggio rurale arrivavano e sparivano in un lampo. Gli alberi, i colori caldi sfumati e confusi, i casolari, sembravano violentare quel dannato vetro: arrivavano, imponevano la loro immagine su di esso, violando la sua trasparente natura e scappavano via, come per non essere riconosciuti, per non essere raggiunti da chi avrebbe potuto chiedere giustizia».

Salvatore Conaci propone una storia ambigua e originale che lascia il segno, in un romanzo che mescola sapientemente diversi generi letterari, dal thriller psicologico al racconto esoterico. In “Ordo mortis” si mettono in scena delitti e riti primitivi, e si presenta un’oscura congrega con i suoi deliri esoterici che condizionano la vita degli abitanti di un paesino dell’entroterra calabrese. Il lettore potrà immergersi in una piacevole quanto inquietante lettura, in cui verrà coinvolto e trascinato per le viuzze di un borgo in cui il tempo sembra essersi fermato, e dove tutto è mistero. Il giovane scrittore di Catanzaro utilizza un linguaggio erudito e una prosa ricercata, entrambe scelte funzionali alla narrazione e mai di ostacolo ad essa; Conaci predilige una costruzione della trama in cui si evochi un’atmosfera opprimente e ricca di particolari inquietanti, come porte che cigolano o la ricorrenza di alcuni simboli esoterici, che generano e alimentano la suspense. L’autore non utilizza le truculente descrizioni tipiche del genere horror per agghiacciare il lettore, ma bastano poche frasi, la descrizione di un rumore sinistro o di un ambiente in cui si avverte una presenza estranea per far accapponare la pelle. Conaci dissemina di indizi il testo: frasi in latino, immagini inquietanti e simboli che di volta in volta permettono di sciogliere il rompicapo esoterico in cui il protagonista viene coinvolto. Per questo utilizza la ripetizione di motti e di allegorie che conducono il lettore negli oscuri abissi di rituali ancestrali, risvegliando così ataviche paure. È grazie alla collisione di differenti generi letterari che il romanzo risulta essere piacevole e complesso. La psicologia del giovane protagonista Alessio Conci, come quella del suo antagonista, della donna della quale si innamora e dell’anziano che lo aiuterà a svelare i misteri che gravitano sull’omertosa realtà rurale, sono ben tratteggiate. Risulta essere molto interessante anche la scelta, da parte dello scrittore, di ambientare una storia tanto inquietante in un paesino calabrese, che di primo impatto sembra il classico luogo pacifico in cui non accade mai niente, perso nella sua mentalità retrograda e nei suoi compassati riti religiosi. Ma come in ogni buona storia sinistra, il perturbante riesce a emergere proprio da ciò che si riconosce come familiare e rassicurante. “Ordo mortis” è un romanzo da leggere assaporando ogni attimo di suspense, lasciandosi trasportare in una realtà in cui nulla è come sembra, e dove l’oscurità può essere vinta solo se si ha il coraggio di affrontarla.

Davide Bissoli

 

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