Ester Vinci: “Mi piacerebbe interpretare il ruolo di un’eroina storica, o, addirittura, di una mafiosa.”

LF ha incontrato l'attrice palermitana in occasione della sua partecipazione, in veste di madrina, alla serata inaugurale dell' International Tour Film Festival (ITFF) in corso a Civitavecchia.

Ester Vinci vestita da Ivan Iaboni Foto: Giuseppe Andidero

Bellezza mediterranea, un sorriso che sfoggia simpaticamente, una cascata di folti ricci castani ed il suo intercedere spumeggiante, questo è ciò che appare l’attrice Ester Vinci al primo sguardo.

Ester, volto ormai noto, grazie anche al ruolo di Rebecca, la moglie di Giulio Berruti nella fiction record di ascolti “Squadra Antimafia 8”, si è davvero consacrata un posto d’onore nel mondo dello spettacolo, della fiction, del cinema e del teatro, in particolare, passando anche attraverso la danza, per farne il suo lavoro d’eccellenza.

Siciliana doc, trapiantata a Roma da anni, approfitta, appena può, per ritagliarsi un sano week-end nella sua amata terra, come nel caso specifico di questa intervista che Ester ha concesso ad LF in diretta dalla meravigliosa spiaggia di Mondello.

Pretesto di questa simpatica chacchierata, la sua presenza all’ ITFF di Civitavecchia, in veste di madrina. Ruolo assegnatole dal direttore artistico del Festival stesso, Piero Pacchiarotti.

Emozioni, entusiasmo, sorpresa, hanno fatto di questa occasione, una piacevole scoperta, quasi una sfida per Ester, abituata a copioni o comunque a scene già stabilite, dove nulla viene lasciato al caso. A Civitavecchia invece, fasciata in uno “svolazzante” abito nero di Ivan Iaboni, tutto è stato spontaneo, avvincente, coinvolgente….un modo alternativo di essere protagonisti.

Ester, con grande dinamismo ha saputo “battezzare”, con la sua naturale verve, un Festival che le è particolarmente caro, perchè “parla” di cinema, buon cinema! E quando c’è qualità Ester non manca di certo!

Ester, com’è stato essere la madrina dell’ ITFF di Civitavecchia?

“Non mi era mai capitato di interpretare una madrina (ride n.d.r.), una cosa ben diversa da quelle che faccio solitamente. Un po’ mi spaventava ma mi è piaciuto molto, mi sono fatta trascinare dalle cose che accadevano sul momento. Un ruolo è ben altra cosa, è già stabilito, lo interpreto da attrice quale sono, con dinamiche già conosciute, in questo caso, invece, ho battezzato il Festival. Essendo io una persona sempre molto attenta e precisa, che vuole avere il controllo su quello che fa, l’ho preso come una sfida con me stessa. Le mie sensazioni sono state delle emozioni belle, che mi hanno anche sorpresa…. arrivare e vedere la presenza dei miei cari amici, con uno di loro a donarmi un mazzo di fiori, a rappresentanza di un gruppo di persone a me molto care, mi ha riempita di affetto e di amore, pronta per salire sul palco piena di energia. La profonda umanità di Piero Pacchiarotti mi ha spinta ad accettare questo ruolo, perchè in lui ho visto l’intero suo entusiasmo, la gentilezza d’animo e quanto riesca a fare con questo festival. E’ indispensabile che il cinema venga diffuso, perchè è cultura, scambio, pensiero, non ne possiamo fare a meno! Inoltre ritrovare un vecchio amico con il quale ho vissuto la mia adolescenza, essere catapultata indietro per un attimo, ecco, questo è anche il significato del Festival per me. Un’occasione di scambio ed opportunità. Sono onorata di essere la madrina di un Festival così importante!”

Tu sei Siciliana di nascita ma vivi a Roma da tempo… Com’è stato il tuo arrivo nella capitale?

“Sì, sono nata a Palermo, vivo a Roma, ma non mi faccio mai mancare le mie puntatine a casa, le improvvisate, come ora, che mi trovo a Palermo, precisamente a Mondello, a prendere un po’ di aria di mare e di sole, per ricaricarmi, assorbire energia ed affrontare ancora meglio quello che è la capitale.”

Com’è iniziata la tua carriera da attrice?

“In realtà è stata una cosa piuttosto spontanea, perchè la voglia di comunicare era qualcosa che sentivo sin da piccola, ma ero una bambina abbastanza timida, introversa, questo mondo, quindi, mi ha dato la possibilità di esprimere quelle che erano le mie emozioni. La recitazione mi ha insegnato a farle anche vivere, a conoscere le persone, le dinamiche, dato che nel privato mi chiudevo nei miei spazi interiori. Più che la voglia di fare l’attrice, è stata una necessità. Mi divertivo di più in questo modo che giocando.”

Io ti ho apprezzata per la grande verve comica in “4 uomini e una canaglia” a teatro… Prediligi maggiormente ruoli comici o impegnati?

“Mi diverte poter spaziare, non mi piace fossilizzarmi sul ruolo drammatico o comico, non mi va di concentrarmi su una sola corrente… Amo i ruoli più drammatici, però, per la mia voglia di esplorare, di spaziare, di conoscermi… ho intrapreso questo mestiere proprio per il desiderio di conoscermi di più attraverso i miei personaggi, proprio interpretandoli si comprendono molte cose. Mi diverto sicuramente ad affrontare esperienze anche disparate tra loro: cinema, televisione, teatro, danza…”

E quella di “Squadra antimafia 8” che esperienza è stata?

“E’ stata sicuramente un’esperienza che mi ha toccata fortemente, mi ha emozionata tanto, perchè era il ruolo di una donna forte e fragile allo stesso tempo, una donna che comunque si rapporta con il marito, un uomo della Polizia, con il quale non ha un rapporto di grande fiducia all’interno della coppia, e con una figlia. E’ stato emozionante lavorare con Giulio Berruti, mio marito nella fiction, un attore che non è soltanto bello fuori, c’è stato un bel feeling all’interno del set, c’era collaborazione. Sicuramente nei momenti di estrema difficoltà, anche psicologica, ci siamo aiutati gli uni con gli altri, c’è stata grande collaborazione anche da parte dei registi, che sono stati fantastici, hanno sempre preferito non andare in velocità, come solitamente si fa nelle fiction, ma discutere sul personaggio. Era già da qualche anno che speravo di far parte di questa fiction che ho sempre amato tanto! Devo dire che non mi aspettavo la potenza mediatica di questo ruolo che mi ha dato parecchia popolarità!”

Qual è il ruolo che vorresti interpretare che non hai ancora avuto modo di fare?

“Sicuramente mi piacerebbe interpretare il ruolo di un’eroina storica, o addirittura, mi piacerebbe fare il ruolo di una bella mafiosa, proprio per poter far uscire non la parte brutta di Palermo, che conosciamo tutti, ma per far scaturire quella mia parte palermitana positiva, verace. Più per una questione di energia, di un ruolo potente, duro e forte.”

Hai un aneddoto da raccontarci?

“Ce ne sono tanti….tutto quello che accade e gli imprevisti di questo lavoro, sono già essi stessi, degli aneddoti!”

Progetti futuri?

“Per scaramanzia non voglio parlarne….proprio ieri ho ricevuto una notizia positiva che però preferisco non anticipare! Pensa che neanche quando firmai il contratto per il ruolo in “Squadra antimafia 8″ ne parlai… Ero sul set, ma nessuno lo sapeva, è trapelato qualcosa solo attraverso le foto dei fans!”

Concludendo?

“Vorrei aggiungere che sono estremamente grata a Piero Pacchiarotti, l’ideatore artistico dell’ ITFF, per avermi nominata madrina di questa edizione, per me è stato un grande onore, non solo perchè era la prima volta, ma anche perchè mi ha dato modo di poter battezzare un Festival che porta racchiuso in sè un’arte immensa che è il Cinema!”

Foto: Giuseppe Carfagna e Giuseppe Andidero

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