Eugenio Picchiani: “Anima”, un sogno diventato realtà.

LF ha incontrato il cantautore romano dopo l'uscita dell'intenso videoclip "Cappellaio matto", a cui seguirà, in Aprile, il nuovo Album "Anima".

Oggi LF, si addentra nel campo musicale di un certo spessore, quello impegnato, per intenderci. Ho incontrato un cantautore nato a Roma, che ha vissuto la bellezza di 25 anni nella verdeggiante Umbria, ad Assisi per la precisione: Eugenio Picchiani, intervistato piacevolmente anche nel mio salotto “Rosso Marlene”.

Eugenio ha capito, sin da giovanissimo, che l’arte, in ogni sua forma, era la sua strada. Infatti, sin da bambino, si è dedicato al canto e alla danza, fino ad arrivare alla musica che fà con grande impegno e professionalità.

Da giovanissimo ha avuto un piccolo ruolo nel film “All’ultimo minuto” di Pupi Avati per poi cominciare la sua avventura discografica con il suo primo album “Angeli”, realizzato al Paradise Studio di Monaco, fino ad oggi, con il suo ultimo album “Divenire”.

Nel 2010/2012 interpreta l’Angelo Ribelle e Caronte nel musical “Divina Commedia”, senza perdere mai di vista la musica e la sua creatività nello scrivere brani da lui interpretati nei cinque album pubblicati. Si esibisce nei locali della capitale con varie formazioni eseguendo un repertorio originale, legato alla tradizione della melodia italiana con influenze pop ­rock.

Ha collaborato con Bruno Zambrini, con il Maestro Stefano Zavattoni, Davide Aru, Roberto Gallinelli, Emiliano Torquati, Sergio Lepidio. Partecipa inoltre a varie manifestazioni e trasmissioni televisive, vincendo anche una Edizione del Cantagiro.

Il 4 Dicembre 2019, con il videoclip del brano “Eclissi”, ha ricevuto il premio alla XVII edizione di “Roma videoclip – il cinema incontra la musica”, nella suggestiva “Sala Fellini” di Cinecittà Studios.

Eugenio è uscito, poco tempo fa, con l’ultimo videoclip e singolo “Cappellaio matto” in cui affronta la questione della violenza di genere che in questo periodo si è drammaticamente accentuata… Il silenzio che alle volte avvolge queste tragedie è forse più ‘assordante’ di mille clamori! Paura, terrore, disperazione e l’idea che l’altro ‘cambi’, troppo spesso portano la donna a tacere, sì da divenire la vittima ideale del proprio carnefice. E proprio su questi toni si basa la vocalità del video clip, che coinvolge e commuove… Vi si entra quasi in punta di piedi per trovarvisi poi invischiati con il cuore e l’anima. Ben realizzato e girato in maniera ‘delicata’, il toccante singolo di Eugenio Picchiani, è arrangiato dal maestro Sergio Lepidio, ispirato al cortometraggio “My Dolly” di Fabio Schifino da cui sono state tratte alcune immagini. Il videoclip, inoltre, è anche diretto dallo stesso Schifino.

Protagonisti del videoclip, gli interpreti del cortometraggio: Antonella Ponziani, Pierangelo Siri Pozzato e la piccola Giulia Roberto.

Reduce dal successo del videoclip “Eclissi” con interpreti Sandra Milo e Iole Mazzone, Eugenio affronta, per la seconda volta, attraverso il connubio tra musica e cinema, importanti messaggi sociali.

Con Eugenio abbiamo parlato di parecchi argomenti, senza tralasciare l’uscita, prevista ad Aprile prossimo, del nuovo album “Anima”, che raccoglierà i singoli già pubblicati e canzoni inedite, la cui ‘nascita’ è avvenuta in maniera quasi… ‘spirituale’ direi… Leggendo l’intervista, capirete.

Per vedere il videoclip cliccare sul seguente link: 

https://www.youtube.com/watch?v=axiFxjQ7Rac 

Eugenio, sei uscito di recente con il tuo nuovo videoclip “Cappellaio matto” in cui parli di violenza di genere, tra l’altro un bel video.

“Quello della violenza di genere è un tema molto delicato. In questo brano ne parlo come, prima ancora, ha fatto Fabio Schifino nel suo cortometraggio, nato proprio a sostegno delle donne vittime di violenza. Quando ho visto la sceneggiatura del cortometraggio, ho sentito, dentro di me, il bisogno forte di dare un sostegno musicale. Era un tema che in qualche modo avevo già affrontato, vissuto magari, non da vicino, ma attraverso persone a me molto care… e scoprendo i contenuti racchiusi nel cortometraggio “My Dolly” di Schifino, ho sentito questo impeto. Così ho chiamato Fabio per chiedergli come si chiamasse la bambina protagonista del corto… Emma, mi disse… Ho pensato, è lei … la protagonista del mio brano che inizia appunto con questo nome.”

Come mai la tua scelta è caduta sul personaggio del Cappellaio matto?

“In realtà con Schifino non abbiamo mai fatto un’analisi a quattr’ occhi, però, nel cortometraggio e nell’immagine che dò io del Cappellaio matto, non emerge fedelmente la figura contenuta nella favola di Alice nel paese delle Meraviglie, piuttosto una navigazione fuori dal tempo, quindi simbolo di fantasia, quello più caro ai bambini. Nel brano racconto la storia di Emma, una bambina che di fronte alle violenze perpetrate dal padre nei confronti della madre, decide di rifugiarsi nella fantasia. In questo viaggio incontra il Cappellaio Matto che riuscirà a guarire il suo cuore, e anche quello di sua madre, indicandole la via del cambiamento. Ecco è questo il concetto: che talvolta c’è un mondo parallelo dentro di noi che dobbiamo custodire! E’ quel mondo dei sogni, dei desideri, quel mondo che in qualche modo ci fa sentire sempre bambini, perchè è lì che troviamo la soluzione, fuori dagli schemi.”

Tu sei stato anche premiato durante l’ultima edizione del Festival di Sanremo nella sezione “Rivelazioni”… che effetto ti ha fatto essere in quel contesto così popolare?

“In realtà non era la prima volta… avendo un trascorso musicale lungo 30 anni… di album ed esibizioni… Avevo avuto altre occasioni, in situazioni più o meno importanti, che mi hanno permesso di essere presente al Festival… Ci sono tornato dopo tanti anni, circa 10… ma andare lì ed essere premiato, era la prima volta! Una bellissima emozione quindi… Sanremo è una ‘macchina’ pazzesca…!!! Certo, al momento, con il Covid, è tutto più difficile.”

A tal riguardo che ne pensi di tutte le polemiche sorte attorno all’edizione di questo 2021?

“Io credo che ci debba essere un’attenzione più mirata verso le persone che organizzano, gli eventi… ma non prendere una decisione singola, piuttosto multipla, cioè, dare la possibilità a tutti, – come noi ad esempio, che ci siamo incontrati nel massimo rispetto, con il certificato del tampone negativo effettuato – permetterebbe di andare a teatro, di riaprire i cinema… io credo che la polemica sia nata proprio perchè tutte le categorie appartenenti al mondo artistico, si sono sentite colpite, perchè sono state davvero dimenticate, come tutti gli altri settori… Non vengono neppure annoverate. L’arte, purtroppo, non viene considerata come una condizione essenziale, e questo, ci porta fuori da ogni tipo di esigenza primaria. Invece è cultura, un paese senza cultura è morto! L’arte siamo noi, è la conoscenza, talvolta l’arte è anche nel silenzio, ma non possiamo disconoscere l’arte. Quindi se il Festival costituirà una sorta di ‘punto di partenza’ od un esempio per riattivare tutta la cultura e l’intero indotto produttivo, ben venga, altrimenti resta una parentesi fine a sè stessa.”

Il tuo video clip “Eclissi” ha visto protagonista Sandra Milo. Che cosa ti ha lasciato questo incontro, cosa ti ha insegnato?

“Innanzitutto è stata una gioia incredibile, dopo tanti anni, riuscire ad avere un personaggio come Sandra Milo, che io ritengo un mito, nella sua spontaneità, nella sua freschezza, nel suo modo di porsi che, talvolta sembra quasi estemporaneo, ma che invece ci cattura sempre… La sua bellezza è questa. Quindi ricevere il dono di averla nel mio videoclip, – con le immagini tratte da un cortometraggio di Valerio Carta, con Iole Mazzone, anche, una giovanissima attrice esordiente – è stata per me una gioia pazzesca. Essere inoltre premiato nella Sala Fellini da Francesca Piggianelli, una scopritrice di talenti incredibile, che ha creduto fortemente in me e che ringrazio veramente, è stata una cosa fantastica!”

Tu come hai vissuto l’isolamento di questo anno? Hai realizzato dei video online?

“Ho avuto una possibilità, su richiesta, per fare un concerto online in America, su Zoom… Tra l’altro non sono molto tecnologico, però ci ho messo il massimo impegno! E’ stata una grande soddisfazione riuscire ad avere questa possibilità di scambio durante il lockdown. Poi, a dire il vero, mi sono proprio chiuso, in questo anno, non sentivo la voglia di apparire, nè l’esigenza chiedendomi più volte il motivo…. stavo scrivendo i brani dell’album che uscirà in Aprile, volevo concentrarmi su quello, invece è stato un lockdown anche mentale… Tutta questa situazione, però, mi ha fatto un regalo meraviglios: una notte, forse in una sorta di risposta al fatto che non volessi suonare e creare, ho fatto un sogno bellissimo – pensa, è la prima volta che lo racconto – in cui ho sognato un brano, questo brano si intitola “Halleluja”, e sarà contenuto nel mio ultimo album. Di solito quando sogno, al mattino non ricordo nulla, mentre in questa occasione ho preso il telefonino ed ho inciso la canzone che ricordavo… ed è bellissima! Posso dirlo, perchè non l’ho scritta io… praticamente, me l’hanno suggerita in sogno!”

Quindi è un album anche intimistico?

“Il titolo sarà “Anima”, in qualche modo va a raccogliere anche cose che non ho mai detto, pur trattando sempre temi sociali, come la libertà di amare in “Liberi di amare” del 2016, un brano a cui tengo molto, perchè è un inno all’amore e, appunto, “Cappellaio matto”… Nell’album, tuttavia, vado anche a togliermi qualche sassolino dalla scarpa… quello che ti fà inciampare durante la crescita, maturare… è un album anche molto suonato, c’è un brano, “Il circo”, molto dance. Non mi piace restare chiuso nel pensare! Il pensiero va espresso nell’allegria, nel sorriso, nella forza di andare avanti.”

Le tue esibizioni sono state solo italiane o anche estere?

“A dire il vero ho iniziato la mia storia musicale a Monaco di Baviera. All’epoca c’era il Paradise Studio, il più importante d’Europa, mi sono ritrovato a lavorare con tantissimi personaggi della musica… Ho conosciuto Moroder… Lì ho realizzato un album fantastico che però non è mai uscito… doveva essere un lancio internazionale. In seguito mi sono mosso con i live, e sono rientrato in Italia… Ho avuto anche un’uscita in Corea … un autentico interesse internazionale.”

Progetti futuri?

“Di progetti futuri ce ne sono sempre tantissimi, in realtà, concreti… Ora mi sto concentrando molto sull’album. Come potrai immaginare, il lavoro è stato rallentato durante il lockdown, anche perchè mi avvalgo di molti cori, anche gospel, in alcuni punti, metterli insieme in un periodo di isolamento sociale, risulta molto difficile. Sto spingendo affinchè si possa realizzare… e anche questo sarà un piccolo miracolo.”

Concludendo?

“Mi auguro che la distanza che siamo costretti a tenere da un anno a questa parte non diventi un vero distanziamento sociale ma esclusivamente un distanziamento ‘sanitario’, che ci lasci uno spiraglio per riaccendere tutto il bene, l’energia e la voglia ‘umana’ che abbiamo in noi.”

 

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