Eva Robin’s e le occulte persuasioni.

Eva Robin's pare aver fatto un patto, se non con il diavolo, con le muse, onorandole per averla risparmiata dalla banalità.

Eva Robin's

Questa attraente fisionomia, dolce ed enigmatica insieme, ha scosso l’Italia negli anni ottanta e novanta rispolverando il mito eterno dell’androgino.

Dalle pagine dei giornali trionfava il suo corpo anche elegantemente nudo. Gli italiani erano ammirati dal suo viso adolescenziale ma anche dal maschile spudoratamente presente in lei che ammiccava indolente e complice. Eva e il suo doppio Roberto. Bellezza e orgoglio, provocazione e tragedia, forza e incoscienza, tutto ma proprio tutto in lei portava sulla strada del sublime. Per la sua compagnia o per ammirarla si sono scomodati Nureyev e Moravia che tentava di inventare un personaggio letterario che fotografasse la transgender nei nuovi gusti sessuali italiani.

Nuovi o vecchi come il mondo? Interviste, televisione, cinema, gossip tutti si sono occupati di lei ma infine il teatro l’ha rapita come un vecchio saggio che plagia gli artisti più coriacei. La sua voce è suadente sempre, il suo corpo è atletico e snello. Ama l’ironia. Eva ormai è una donna sicura del suo lavoro, sarebbe perfetta per incarnare un angelo o una donna mantide con la stessa intensità. I progetti a brevissimo son tanti: un film commedia in uscita Tu mi nascondi qualcosa di Giuseppe Lo Console dove impersona una produttrice di film Hard, a Maggio una nuova pièce di Copì (drammaturgo mito pop a tratti assurdo), a brevissimo sarà a Torino in Lettere a Ives per la regia di Roberto Piana (su Yves Saint Laurent) con il grande Pino Ammendola.

Nella nostra intervista si dimostra una donna moderna ma affabile, acuta e schietta. In questa soave ma pungente figura chiave della rivoluzione dei diritti all’italiana pare che solo l’attaccamento alla realtà e all’ironia siano il suo odierno nutrimento. La super realtà di questa attrice a tutto tondo è solo la sua arte. Eva ha tanto turbato il nostro paese quanto l’ha rassicurato con la sua classe. Oggi la priorità son due gatti canadesi nudi con cui dorme tutte le notti come una Dea che domina la natura senza tempo. I sogni, gli incubi, i deliri, i traumi pare che abbiamo il loro spazio nei suoi personaggi o nei sui strabilianti quadri.

Eva quale categorie hai più incontrato nella tua vita tra angeli e demoni?

“Incontri il bianco e il nero. Entrambi direi. A volte il dark side fa parte del quotidiano. Da li sviluppi preferenze capisci che c’è l’opposto. E capisci la tua matrice. Nei miei quadri si palesa la mia parte cattiva davvero.”

India, Induismo, esperienze mistiche? Reincarnazione?

“Guarda, il primo viaggio che feci giovanissima fu con Romina Cecconi la celebre “Romanina” in India proprio a Goa. Lì incontrammo un Santone, cosi ci appariva almeno, e mi mise sulla lingua delle gocce di acido lisergico. Un ‘esperienza…..mi ricordo durante un party sulla spiaggia io che avanzavo carponi e una luce mi venne incontro, una luce che man mano diventava più vivida, più avanzavo più questa luce era abbagliante, ma incontrai una resistenza istintiva nell’andare avanti. Un calore, un forte calore, realizzai che questa luce era un falò sulla spiaggia e quel calore forte che stavo ormai quasi respirando mi ha salvato dall’avanzare se no sarei arsa come Giovanna D’arco. Dall’induismo però anche il nazismo ha preso la svastica, Hitler tirò fuori il potere solare guerriero e lo usò. Per quanto riguarda la reincarnazione sinceramente credo di più oggi alle unghie incarnite.”

Il mondo del cinema e del teatro spesso hanno delle forme di scaramanzia. Tu le senti ?

“Solo il viola devo dire. Storicamente in tempo di quaresima si appendevano i pannelli viola fuori dai teatri, bisognava espiare, non si dovevano frequentare posti di evasione. Anche se casa mia è piena di rappresentazioni simboliche corni, teschi, coralli.”

Esperienze con il paranormale?

“No, coi paraculi. Gente che voleva giocare col paranormale, ma io non ci credo ….che io ricordi, significativa nessuna.”

La meditazione?

“Sai io son stata indottrinata da suore e preti in collegio, a volte da bambino pensavo di avere delle visioni, ma probabilmente era la mia natura che emergeva. Sono andata a visitare chiese perché sono la bellezza pura in fatto di templi. Ho però riscoperto la preghiera come forma di mantra. Anche se mi sembra che si preghi più per noi che per i trapassati. Ho pregato per Marina Ripa di Meana quando ci ha lasciati, per me è stata una madre simbolica quando sono arrivata a Roma. Ricordo anche con gioia i pranzi a casa di Novella Parigini, altra madre simbolica, con il fotografo Alberto Granata, Gianni Macchia, una Claudia Koll giovanissima.”

Hai mai sentito il fascino dialettico o fisico di una persona religiosa?

“Capita quando sei in defaillance, ti raccoglie e ti riabilita, un precettore quasi. Ho avuto delle guide ma non in veste religiosa non il clero. Anche se a sei anni posavo già per i volti degli angeli delle vetrate delle chiese. A quell’età mi fecero cantare e recitare già in vesti femminili.”

A volte nelle situazioni di forte rischio sentiamo come delle precognizioni, ti è capitato?

“Sento molto il senso del pericolo. Probabilmente perché sono cresciuta in un certo ambiente, un po’ pericoloso. Mia madre giocava a carte di notte nei bar tra truffatori e prostitute che circolavano, io bambino la seguivo e ho imparato a salvarmi la pelle presto, intuito e senso del pericolo vivono in me.”

Hai mai sentito la presenza dei trapassati, la presenza di qualche caro morto intorno a te?

“Francamente no, sento molto la presenza dei vivi……”

Deja vu?

“No nel presente no, direi qualcosa in passato, ma erano forse solo bagordi di gioventù.”

Oggi senti più l’attrazione verso una tipologia di uomo angelico o diabolico?

“Rispetto al passato, quando privilegiavo la bellezza canonica muscoli ecc, oggi sono attratta da uomini più grandi, meno ragazzi, prediligo la pelle guasta o butterata piuttosto che certe pelli lisce…Forse più diabolico…”

Hai mai attraversato crisi che ti hanno portata all’isolamento e all’espiazione?

“Per espiazione io intendo lo stare digiuna e non andare per mercatini.”

Grazie Eva sei stata gentilissima!

“A te Antonello, a voi di LF Magazine.”

 

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