F1 a Monza fino al 2025: dalla conferenza di presentazione del GP 2020.

Sede inusuale per una gara inusuale e che si spera resti unica: infatti, per la prima volta nella sua storia, il Gran Premio d’Italia verrà disputato a porte chiuse.

La tradizionale conferenza stampa di presentazione del GP d’Italia si è svolta quest’anno in una sede nuova e inusuale: Piazza Città di Lombardia, ovvero il piazzale-anfiteatro antistante la sede della Regione Lombardia a Milano. Questo perché che la tradizionale sala Nuvolari in autodromo è stata dichiarata zona rossa e quindi interdetta praticamente a chiunque in preparazione delle giornate di gara, come richiesto dal rigidissimo protocollo imposto dalla FIA. Sedute distanziate e mascherine d’obbligo hanno solo in parte diminuito l’attrattività, anche simbolica, di una location affascinante dal punto di vista scenico e architettonico.

Sede inusuale per una gara inusuale e che si spera resti unica: infatti, per la prima volta nella sua storia, il Gran Premio d’Italia verrà disputato a porte chiuse.

Peraltro, in un anno in cui, con 33.000 biglietti già prenotati a Marzo, era logico e naturale pensare al superamento delle 200.000 presenze complessive registrato nello scorso anno, grazie anche alle performance straordinarie del team Ferrari e del suo Charles Leclerc.

Guidati dalla verve di, Gigi Vignando, speaker ufficiale dell’Autodromo, si sono alternati ai microfoni Angelo Sticchi Damiani – Presidente dell’Automobile Club d’Italia, Giovanni Malagò – Presidente del Comitato Olimpico Nazionale Italiano, Geronimo La Russa – Presidente di Automobile Club Milano, Giuseppe Redaelli – Presidente dell’Autodromo Nazionale Monza, Attilio Fontana – Presidente di Regione Lombardia oltre al Sindaco di Monza, Dario Allevi.

A far bella mostra di sé alle spalle dei relatori, il manifesto dell’evento in cui è raffigurata, in primo piano, una vettura di F1 rossa con sullo sfondo la Villa reale e le Frecce tricolori che la sorvolano: i richiami espliciti al futurismo, e, per estensione, al fascismo, secondo alcuni, non hanno mancato di innescare la solita sterile polemica politica locale nei giorni precedenti l’evento.

Vediamo in sintesi gli spunti più interessanti emersi nel corso dell’evento.

In un anno speciale, particolare rilevanza è stata data a tutta una serie di aspetti simbolici.

Un primo segnale forte è venuto da Sticchi Damiani, il quale ha confermato che ACI ha invitato ad assistere alla gara 250 persone scelte in rappresentanza di tutti gli operatori che a diverso titolo (personale medico e dell’assistenza sanitaria, risorse della Protezione Civile) hanno fornito e continuano a fornire un impegno costante e incondizionato per la salvaguardia e la tutela della salute degli italiani, lavorando spesso, specie all’inizio della crisi pandemica, in condizioni di particolare stress e difficoltà.

Sempre Sticchi Damiani ha buttato sul tavolo la suggestiva ipotesi di creare una sorta di Coppa ACI per premiare il pilota che farà il maggior numero di punti nelle tre gare che verranno disputate in Italia (Monza, seguita a ruota da Imola e a Novembre dal Mugello). Un simbolo all’unicità di un’annata che, dopo le prospettive iniziali che lasciavano addirittura pensare prima ad una stagione quasi impossibilitata a partire e poi ad un campionato con troppe poche gare in calendario ai fini della sua legittimità e validità, ha portato all’Italia un trittico storico ed irripetibile. Alla FIA raccogliere il ballon d’essai lanciato dall’Italia …

Giovanni Malagò ha ricordato come, a differenza di molti GP che si corrono all’estero nel mezzo del nulla, Monza consenta di avere un prima, un durante e anche un dopo. Significativi gli aggettivi per il circuito utilizzati e ripresi successivamente con orgoglio da Allevi: apprezzato, invidiato, considerato e amato.

Giuseppe Redaelli ha invece ricordato come, grazie alla collaborazione del Comitato Maria Letizia Verga per lo studio e la cura della leucemia del bambino, una quindicina di piccoli pazienti immunodepressi o in attesa di trapianto, in cura presso il centro di Monza, potranno incontrare in videocall alcuni piloti di F1, “intervistarli” e ricevere un autografo virtuale.

L’inno di Mameli sarà suonato in pista dalla fanfara degli Alpini, e durante la sua esecuzione è stato confermato l’ormai tradizionale passaggio delle Frecce Tricolori sul circuito.

Altra iniziativa dall’elevato valore simbolico: il GP di Monza sarà il primo ad avere un pubblico virtuale. Questo grazie all’iniziativa Face For Fan grazie alla quale gli appassionati potranno sedere in tribuna tramite sagome cartonate a grandezza naturale che riporteranno il loro volto. Anche questa iniziativa ha un risvolto benefico: è infatti prevista una piccola donazione, a partire da 40 €, che andrà a favore di alcune importanti istituzioni nel campo medico, quali l’Istituto Nazionale per le Malattie Infettive IRCCS Lazzaro Spallanzani di Roma, la Fondazione IRCCS CA’ GRANDA Ospedale Maggiore Policlinico di Milano e l’Associazione Brianza per il Cuore ONLUS, che si occupa di prevenire e combattere le malattie cardiovascolari.

Tra i primi a registrarsi in loco, Giovanni Malagò (vedi foto).

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Giuseppe Redaelli si è soffermato su un aspetto molto delicato e legato alla particolare collocazione del circuito all’interno del Parco di Monza: la sicurezza degli accessi. Il circuito monzese è sempre stato tradizionalmente molto attaccabile da parte dei “portoghesi”, cui il bosco, che corre parallelo alla pista per lunghi tratti, offre postazioni naturali “arboricole”: la particolarità dell’evento di quest’anno induce ad attendersi un deciso aumento dei tentativi da parte degli abusivi. A parte il rafforzamento dei servizi di vigilanza e di polizia, ci si può solo appellare al buon senso delle persone, per evitare sia situazioni di potenziale assembramento in corrispondenza dei punti migliori di visione sul circuito, sia situazioni di pericolo legate alla precarietà dei punti di osservazione.

Peraltro, come confermato dal Sindaco Allevi, il parco resterà comunque aperto nei giorni del GP, salvo alcune aree ristrette a ridosso del circuito: segno questo di fiducia nell’intelligenza e nella sensibilità dei brianzoli, che non si vedranno dunque privati dell’accesso ad un polmone verde fondamentale per il loro benessere psicofisico.

L’annuncio sicuramente più bello per i tifosi arriva proprio in chiusura: sollecitato da Gigi Vignando, Sticchi Damiani ha infatti confermato che la F1 correrà a Monza almeno fino al 2025. In considerazione del fatto che quello di quest’anno sarà un evento a porte chiuse senza pubblico, con un evidente danno per gli organizzatori, il contratto quinquennale siglato nel 2019 viene quindi prolungato di un ulteriore anno.

Da ultimo, se Sticchi Damiani ha invocato l’aiuto pubblico per poter eseguire una serie di lavori e di opere, Attilio Fontana non si è tirato indietro, confermando la presenza attiva e fattiva della Regione Lombardia a sostegno di uno dei pochi eventi italiani di rilevanza ed eco mondiali.

 

 

 

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