Fabio Farronato: “La cosa che mi gratifica moltissimo è aver preso parte ad un film di Ridley Scott”.

LF ha incontrato l'attore, nato a Torino e trapiantato a Roma dal 1993, che, nonostante emergenza Covid, sta lavorando in vari set cinematografici in giro per l'Italia, e preso parte, nel 2017, al film "Tutti i soldi del mondo" diretto da Ridley Scott.

La parlata nordica, le maniere gentili, voce allegra e gioviale, una lunga carriera alle spalle, tra cui un film diretto dal grande Ridley Scott. Senza tralasciare innumerevoli spot pubblicitari e tanta tanta televisione.

L’attore che ho incontrato per voi, proprio dalla Tv è partito, con il mitico “Drive-in”, dal 1983 al 1987, ed il noto Lupo Fosco nella notissima “Melevisione”, trasmissione ancora oggi rimpianta dagli estimatori del genere.

Fabio Farronato, l’ospite di oggi appunto, la cui carriera si è dipanata tra scuola di recitazione, che lo fece appassionare all’arte specifica, e cinema, televisione, pubblicità e teatro, non fà un mistero riguardo al suo grande amore per il cinema e la televisione soprattutto, non disdegnando neanche il teatro, però.

Personaggio dalle mille sfaccettature, dalle innumerevoli trasformazioni facciali, queste ultime dovute al suo lavoro nei numerosissimi spot pubblicitari che in pochi secondi devono “dire” tutto, si cala nei personaggi più disparati: comici, grotteschi, seri o impegnati. Del resto, l’attore di talento deve sapersi calare sempre e comunque nei vari protagonisti che va a ricoprire di volta in volta. Pensate che nella partecipazione alla fiction tv “Il restauratore” è riuscito a piangere, come richiedeva il suo ruolo, già durante il provino, nell’entusiasmo generale dell’intera produzione.

E come non menzionare una parte, breve ma importante, nel film “Tutti i soldi del mondo” del 2017, diretto da Ridley Scott, sul rapimento di Paul Getty III.

La sua filosofia di vita, quasi un tantino “buddistica” direi, gli fa percepire il mondo e la vita con consapevolezza e grande serenità, elementi che in qualche modo lo stanno “aiutando” anche in un momento come questo, così difficile per tutti… con la partecipazione a ben due film, “Naufragi” di Stefano Chiantini e “Resilient” di Roberto Faenza, che usciranno entrambi nel 2021 sul grande schermo, oltre ad aver sostenuto innumerevoli provini per fiction…

Non è forse vero che pensare positivo attrae la buona sorte!?!

Benvenuto in LF MAGAZINE! Per iniziare, mi piace ricordare i tuoi esordi con “Drive-in” ed il personaggio di Lupo Fosco, poi, nella prima edizione della Melevisione… Che esperienze sono state?

“Appena finita la scuola di recitazione, feci un provino e mi presero per 14 puntate in cui facevo la spalla, nelle varie scenette, ai comici di allora, come Enrico Beruschi, Giorgio Faletti, Gianfranco D’Angelo, Teo Teocoli, Massimo Boldi… Margherita Fumero, invece, aveva un ruolo fisso. E’ stata una bellissima esperienza perchè era divertentissima, poi avevo a che fare anche con Tinì Cansino ed altre belle ragazze, per cui nel quartiere, non solo mi vedevano in TV, ma si complimentavano, perchè ero sempre in ottima compagnia! Poi, parecchi anni dopo, nel 1999, ho avuto l’opportunità di impersonare Lupo Fosco, nella prima edizione della “Melevisione”, un personaggio molto carino e divertente per i ragazzini… dal secondo anno, feci le voci fuori campo come Radio Gufo, la voce del Pozzo, la voce della Luna, del resto il programma parlava già da sè… gli appassionati, sui social lo reclamano ancora! La “Melevisione” è apparsa in tv nel 1999 ed è andata avanti per 10 anni, poi è stata interrotta, ma molti la vorrebbero di nuovo.”

Hai sentito, come molti, il ‘fuoco sacro’ dell’arte sin da piccolo o è una cosa nata man mano?

“Ti devo confessare che da ragazzo ero sempre l’anima della compagnia, anche a casa improvvisavo scenette comiche… mia madre rideva tantissimo! Ma poi non ci ho più pensato. Nel 1983, aprendo un giornale, lessi che c’era una Scuola di Recitazione, mi iscrissi, più che altro perchè in quella scuola c’erano lezioni di Yoga… mi dissero che la scuola era a tutto tondo e si poteva fare recitazione, teatro, dizione, scherma, judo ecc. Provai, mi appassionò e mi divertii molto. All’epoca, ogni Sabato andavo addirittura a vedere due spettacoli teatrali, quello pomeridiano e quello serale, e la Domenica pomeriggio al cinema per vedere come recitavano gli attori, i loro tempi, e da lì mi sono appassionato nel vero senso della parola.”

Sei approdato molto in televisione… ti ricordo in particolare in una apparizione ne “Il restauratore” con Lando Buzzanca e in “Una grande famiglia”, fiction di successo … Per te cosa hanno significato?

“Ho fatto una quarantina di fiction con vari grandi attori. Confesso che mi appassionano maggiormente la televisione ed il cinema, nonostante che in teatro ci sia un contatto maggiore con il pubblico e mi piaccia! Con “Il restauratore” mi sono davvero divertito, perchè era un ruolo un po’ fuori dalle mie corde, sebbene io interpreti sia ruoli comici che drammatici, lì dovevo anche piangere… Già nel provino riuscii ad immedesimarmi in questo ruolo che rappresentava uno sforzo in più per me, una maggiore gratificazione, quindi, quella di riuscire a rendere al meglio questo personaggio. Erano tutti molto contenti. Un’altra cosa che mi ha gratificato moltissimo è quella di aver fatto un provino in inglese ed averlo passato per il film di Ridley Scott “Tutti i soldi del mondo”, sul rapimento di Paul Getty III, un ruolo minore, ma bello … Ridley Scott è una persona eccezionale, di un’umiltà incredibile, da lui ho imparato tanto.”

Hai un aneddoto da raccontarci su di lui?

“L’aneddoto… certamente! Quello che mi vedeva nella scena in cui interpretavo il personaggio di Constable, un Carabiniere, che incontra sulla strada Paul Getty, scappato dal rifugio dove lo tenevano sequestrato i suoi rapitori…  Ridley mi disse che sulle prime dovevo far finta di non riconoscerlo, di non distinguere se fosse un rapinatore o chi altri, e mi disse: “ti avvicini, – sentirai che puzza dopo mesi di sequestro – e gli batti la mano sulla spalla per tranquillizzarlo”. Evidentemente io lo feci con tale enfasi ed entusiasmo che Ridley mi disse: “One moment Fabio, you are not a gay!” … Lo stavo accarezzando troppo… A me ha fatto troppo ridere! Lui è una persona squisita davvero.”

Come stai vivendo, a livello artistico, questa pandemia?

“Principalmente sono una persona positiva mentalmente e moralmente, vedo la vita in maniera serena, affronto la giornata nel modo più brillante possibile… Charlie Chaplin diceva: “Un giorno senza sorriso è un giorno in meno che vivi!”. Devo dire che io appena hanno riaperto i set, dal 15 Giugno, ho avuto la fortuna di lavorare in un film drammatico, con un piccolo ruolo molto interessante, “Naufragi” di Stefano Chiantini, che vede come protagonista Micaela Ramazzotti. Quì interpreto il ruolo di un camionista che vuole stuprare una donna, un personaggio certo molto lontano dalle mie corde che, però, mi è riuscito molto bene. Subito dopo, ho avuto la fortuna di lavorare per 10 giorni in Trentino Alto Adige nel film “Resilient” di Roberto Faenza, che uscirà appena riapriranno i cinema… un film molto bello, la storia di Mario Capecchi che nel 2005 è stato insignito del Premio Nobel per la Medicina, il primo italiano ad ottenerlo per la Medicina, una storia molto drammatica dove io interpreto il custode di un orfanotrofio, ruolo in cui mi sono divertito, come al solito … del resto il buon Mastroianni diceva: “Sempre meglio che lavorà”:”

Quindi al momento sei molto attivo sui set da quel che mi sembra di capire…

“Sì, non lo dico più di tanto per scaramanzia, ma nell’arco di circa un paio di mesi ho fatto ben 12 provini cinematografici, due per una fiction, ed uno per la pubblicità.”

Difatti tu hai fatto moltissima pubblicità…

“Ne ho fatte 65 in totale, su Milano, perchè io sono del nord, nato a Torino da genitori veneti, vivo a Roma dal 1993 ma non ho preso l’accento romano (ride n.d.r.)…! Secondo me fare gli spot è un’ottima palestra, perchè vai a dare tanto anche a livello espressivo in pochi secondi. Devi essere molto concentrato, giocare soprattutto con l’espressività del volto e dare qualche frase slogan per la vera interpretazione dello spot. Quello che, tra l’altro, in un libro, descriveva anche Ridley Scott, che disse: “Io amo gli attori pubblicitari perchè riescono a dare parecchio in pochi frame.”. L’attore è molto più bravo quando non parla.”

Qual è il ruolo che vorresti interpretare e che ancora non ti hanno affidato?

“Un ruolo che vorrei fare di un film che ho visto almeno tre volte e conosco a memoria, è “Joker”: un personaggio fuori dalle righe, problematico a livello mentale, che ha avuto quasi un trattamento sanitario, mi piacerebbe molto affrontarlo! Un personaggio che può essere anche comico o grottesco ma infinitamente drammatico per quello che ha vissuto, che ha dovuto subire dalla vita e dagli eventi. Joaquin Phoenix un grandissimo attore.”

Progetti futuri?

“Mi piacerebbe rifare presto teatro, ma si parla della prossima Primavera o addirittura l’Autunno! Ho parlato con una produttrice di cui non posso rivelare il nome, che vuole fare un pezzo in teatro tratto da un film che ha avuto enorme successo, e mi parlava di Ottobre o Novembre del 2021. Ora stiamo a vedere cosa accadrà. Da nord a sud almeno i set lavorano, ipercontrollati… tamponi settimanali e sierologici.”

Concludendo?

“Vorrei mandare un messaggi: Speriamo che passi tutto presto e che gli artisti di ogni genere, dalla scultura, alla pittura, al cinema, teatro, musica, tv, possano lavorare in maniera dignitosa!”.

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