Fabio Furnari: “l’impegno civile, la guerra, ma anche la scoperta dei luoghi dell’amore ed i dubbi di un cinquantenne”…

...gli "ingredienti" dell'ultima fatica di Fabio, "Oggi niente pasto".

La musica, credo, un’arte imprescindibile nella vita di ciascuno di noi…Personalmente, non potrei vivere senza! Musica…leggera, pop, classica, disco…ce n’è per tutti i gusti, per rilassarsi, divertirsi, ascoltarla in solitudine o in compagnia…comunque, un momento rigenerante! Se poi diviene anche un pretesto “impegnato” raggiunge davvero le vette di nobile arte! E’ questo che il cantautore Fabio Furnari, nativo di Enna, realizza nelle sue canzoni: un impegno civile appassionato, un cammino attraverso le varie tappe della vita dell’uomo, dall’adolescenza alla mezza età…la scoperta dell’amore, di una interiorità, ma anche un “viaggio” nelle terre devastate dalla guerra, in particolare in Croazia, dove Fabio si recò nei primi anni del 2000, e da cui ne conseguì l’album “Oggi niente pasto”.

La carriera di Furnari è iniziata presto! Chitarra, e primo album a 21 anni! La realizzazione di un sogno con la fondazione della sua casa editrice nonchè discografica “Terre sommerse”, di cui è Presidente (www.terresommerse.it), con la quale organizza concerti e promuove l’attività di nuovi artisti nel campo della musica, della poesia, della pittura, dell’immagine, del teatro, ecc. L’Associazione no-profit svolge inoltre la sua attività per devolvere in beneficenza parte delle entrate a favore dell’infanzia nelle zone di guerra. “Terre Sommerse” edita anche la rivista trimestrale “Corus Cafè” di cui Fabio Furnari, insieme a Valeria Fallaci, è fondatore e direttore editoriale.
Nel 2014 pubblica, sempre per Terre Sommerse, il libro “L’Alchimia”, frutto di anni di studi e dell’esperienza personale dell’autore, che riporta un percorso esoterico la cui chiave di lettura è l’antica scienza alchemica.

 

“Fabio, parlaci del nuovo lavoro “Oggi niente pasto”…”

“Questo disco ha avuto una lunga lavorazione! E’ stato realizzato in due tempi: la prima, in uno studio, con gli arrangiamenti di Alessandro Facchini, mentre la seconda, con l’intero gruppo in un altro studio di registrazione. Il lavoro vero e proprio è iniziato sette anni fa, anche se nel 2010 è uscito un nostro album dal titolo “Sono venti”. Non è durato così tanto, per estremo e lungo lavoro, quanto per il fatto che mi occupo della mia casa editrice e di una casa discografica che mi impegnano notevolmente. Quindi il lavoro è stato fatto nei “ritagli di tempo”, anche se nell’ultimo anno abbiamo accelerato notevolmente.”

“Quando hai capito che volevi fare musica?”

“Ho iniziato presto…il mio primo disco l’ho fatto all’età di 21 anni, nel 1985, e si chiamava “Tra il Papa e l’imperatore” in vinile e cassetta, i CD non esistevano ancora. La mia prima canzone risale all’età di sedici anni, ho iniziato a suonare la chitarra a quattordici anni, del resto come un po’ tutti i ragazzi a quell’epoca…strimpellavo e scrivevo e ne sono nate le prime canzoni.”

“Hai visitato la Croazia dopo qualche anno dalla fine del conflitto….Avrai trovato una terra devastata! Come l’hai vissuta?”

“Sì, sono andato in Croazia nei primi anni del 2000 e ancora i segni della guerra erano evidenti, sebbene loro avessero tutta l’ansia di voler dimenticare il conflitto! Avevano già ricostruito gran parte degli edifici. Devo dire che i Croati sono un popolo molto fiero, più vicini, come mentalità, alla Germania che non all’Italia! Hanno dei sentimenti abbastanza conflittuali, una certa rigidità mentale ma un gran bel popolo! Quando sono arrivato, si vedevano più che i segni nelle strutture e negli edifici, quelli dei segni sul corpo delle persone! Giovani mutilati, ustionati…e poi ci fu questo episodio che mi capitò passeggiando nella piazza principale di Zara, mi si avvicinò un ragazzo che mi chiese: “sei italiano?” Ed io: “sì”. E lui:”oggi niente pasto!” Per farci intendere che quel giorno non aveva ancora mangiato. La cosa che mi colpì di più di questo ragazzo, era una mutilazione sia nell’arto inferiore che sul viso! La ragazza che era con lui aveva le mani bruciate!!! Scene pesanti dei segni che lascia dietro di se la guerra! E’ nato così il titolo del mio ultimo CD.”

“E l’immagine di copertina? Chi è quel bimbo che cammina con un cane?”

“Sono io! E quello era il mio cane! Avevo quattro anni in quella foto a cui sono molto legato. L’elaborazione è stata lunga ed alla fine l’ho realizzata personalmente assieme alla mia grafica Simona Castellano, che ringrazio ancora. La copertina ha un filo conduttore con l’intero album, non è stata messa lì per caso, perchè questo è un album che scava nei ricordi del passato, in tutto quello che è il cammino di una persona. All’inizio del disco c’è poi il “Piccolo racconto del giovane Fedro”. E’ un “concept album” questo mio lavoro, e la copertina possiede delle immagini un po’ sovrapposte della mia infanzia. Alterno brani miei di impegno civile ma non politico, parla parecchio di guerra ma non solo, principalmente dell’uomo, della scoperta, dei luoghi dell’amore, dei dubbi dell’adolescenza, di tutte quelle cose che fanno parte della crescita di un uomo, ma, soprattutto, dei dubbi di un cinquantenne, che potrei essere io. Proprio per questo ho voluto alternare dei brani vecchi che risalgono ad uno dei miei primi dischi “La mano destra”, a cui sono molto legato, con dei brani nuovi, esattamente sette brani vecchi e sette nuovi.”

“Terre Sommerse è antecedente alla tua carriera cantautorale od una logica conseguenza?”

“E’ nato nel 1998, inizialmente era un’associazione di artisti che si era stancata di stare dietro a case discografiche ed a tutta una serie di cose…eravamo musicisti, cantautori, scrittori, pittori, poeti, e ci siamo riuniti in una associazione per “fare da soli”.  Alcuni tra coloro che costituirono questa cosa, si sono poi allontanati e siamo rimasti in tre, io e Valeria Ferlaci, principalmente. La cosa si è ingrandita ed oltre ad essere una Associazione no-profit è diventata casa editrice e discografica. A fianco c’è anche “Terre sommerse group” che è una s.r.l. e cura più gli aspetti commerciali.”

“Progetti futuri?”

“Sì, assolutamente. Non smettiamo mai di fare progetti, altrimenti non avrei fatto tutto questo! Personalmente stiamo facendo promozione del disco e prevediamo una presentazione a Febbraio.”

 

Si ringrazia fortemente Fabio Furnari per il materiale fotografico!

2 Commenti su Fabio Furnari: “l’impegno civile, la guerra, ma anche la scoperta dei luoghi dell’amore ed i dubbi di un cinquantenne”…

  1. Paolo Farrace // 18 Gennaio 2016 a 16:15 // Rispondi

    Compimenti a Fabio per il suo “nuovo” e “vecchio ” lavoro discografico.
    veramente interessante scoprire cosa c’è dietro questo album.
    In fondo la storia di un uomo e delle sue passioni, riflessioni ed attenzioni.

  2. Fabio è un gran sognatore. Ottima voce e grande musica. C’è però sempre un pò di vena malinconica nei suoi testi, nella sua voce e in tutto quello che fa, forse per una certa nostalgia della sua infanzia. Si percepisce altresì l’impegno sociale ed umano che lo spinge.

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