Fabio Piuzzi: l’Archeologo-romanziere con la passione per il noir.

Autore di alcuni romanzi mozzafiato, lo scrittore Friulano sa sapientemente bilanciare le conoscenze storiche delle sue ricerche con la fabula narrata, creando un binomio perfetto!

Fabio Puzzi - Aenigma Cruciati - L'Enigma del Crociato

L’incontro con Fabio Piuzzi è stata una vera sorpresa! Dotato di raro ingegno, vivida intelligenza e cultura inesauribile, è stato, per me, oltre al piacere di ascoltarlo, anche un arricchimento personale, in quanto “dispensatore” di storie e leggende di cui pochissimi sono a conoscenza.   Competente sia di storia che di archeologia medievale.

Fabio Piuzzi è nato a San Daniele del Friuli e si è laureato in Architettura presso l’ Università Cà Foscari di Venezia. Ha proseguito i suoi studi, specializzandosi in temi dell’ Archeologia medievale, che sono alla base di tutti i suoi romanzi.

E’ collaboratore della Soprintendenza per i Beni e le Attività culturali del Friuli Venezia Giulia.

Il suo esordio come scrittore, risale al 2009 con il romanzo “Shatnetz – Gli strumenti del martirio perfetto”, poi, nel 2011, seguito da “Aenigma Cruciati” fino ad arrivare a “La casa dei muri parlanti”. Piuzzi, grazie alla sua ampia conoscenza, sa ben dosare storia, fatti realmente accaduti, che danno spessore alla trama, al thriller con punte di spionaggio ed un pizzico di horror. Leggendo i suoi romanzi si resta letteralmente incollati alla storia, e ci si chiede dove termini la realtà ed inizi il romanzo.

Scorrevole, emozionante, alle volte un po’ “crudo” , certo per persone poco impressionabili, Piuzzi, fa “assorbire” al lettore, con le sue pagine, tutta la conoscenza appresa in anni di ricerche. Scrive con dovizia di particolari storici e cronologici ineguagliabili! Da taluni paragonato a Dan Brown, se ne differenzia, tuttavia, per maggiore attendibilità dei tempi e modi storici!

“Sono Architetto ed Archeologo, con specializzazione in archeologia medievale” – ci racconta – “Ho sempre scritto, soprattutto saggi, relazioni, sempre a livello scientifico. Ad un certo punto della mia vita, mi è venuto il desiderio di scrivere un romanzo, qualcosa che esulasse completamente dalla tipologia di scrittura che avevo fin lì. L’Archeologo è comunque un curioso, si informa, approfondisce, è sempre a contatto con il mistero, perché ciò che trova va interpretato, c’è una propensione ad essere scientifici come un detective, basandosi su poche evidenze, bisogna creare la scena del crimine, o, nel mio caso, da archeologo, come doveva presentarsi nel passato.”

“Tutto questo è presente nei tuoi romanzi?”

“Sì. Oltretutto ho sempre avuto la passione per il thriller e l’ horror, per cui, unisco queste attitudini creando le mie storie.  La prima,  è “Shatnetz- Gli strumenti del martirio perfetto” (è una parola ebraica che significa “cosa impura”) . Gli strumenti del martirio perfetto, perché la fabula di questo thriller narra la vicenda di un Anatomo Patologo, Ludovico Sarli, Italiano, che vive negli Stati Uniti e viene coinvolto dal FBI per collaborare, come consulente, per degli atroci delitti che avvengono ai danni della comunità ebraica Newyorkese. C’è un killer che li uccide in modo atroce, imitando le esecuzioni dei primi martiri della Cristianità. Un po’ cruenta ma con sviluppi incredibili!”

“Tu riesci a fondere abilmente sia la storia che la fantasia…”

“Sì, mi piace mescolare la storia con la narrazione o, come nell’ultimo “La casa dei muri parlanti” anche aspetti morali. In questo libro affronto il concetto del male, la nascita della figura del demonio. Inseriti in una storia che abbia un filo logico.”

” Tu sei stato paragonato a Dan Brown! Anzi, di te si dice che sei molto più preciso nei dettagli storici…”

“Mi piacerebbe anche vendere come Dan Brown!  Dobbiamo aprire una parentesi: si può anche scrivere bene, cose interessanti, ma bisogna fare i conti con l’ editore. Se si è famosi, si pubblica senza difficoltà con grosse case editrici, se invece non si ha questa fortuna, pur possedendo le capacità, si resta al margine. Non è facile!  Ultimamente, però, sono soddisfatto, pubblico con “Morganti” che è una piccola casa editrice, presente nel Friuli e su tutto il Tri Veneto, con punti vendita anche nel resto d’ Italia.”

” Raccontaci della tua ultima uscita “La casa dei muri parlanti”…”

“E’ sempre un thriller a sfondo noir. Parlo del Male, in fondo, per esorcizzarlo. Il male esiste! Non può manifestarsi senza il bene, Dio senza il demonio, sono due opposti, che presuppongono ognuno l’esistenza dell’altro. In questo romanzo c’è una trama con degli assassini e degli omicidi, che avvengono in una villa degli anni 40, un po’ misteriosa, ma non voglio dire altro….Leggetelo!”

“Tratta anche della vera origine del demonio se non sbaglio?”

“Pochissimi conoscono l’origine del demonio. Tutti pensano a Lucifero come ad un angelo malvagio inviato sulla terra. Invece no. L’origine è molto antica e si fa risalire al testo biblico apocrifo, che si chiama libro di Enok. In questo libro dell’antico Testamento, che è stato considerato apocrifo, ossia non ortodosso, ed è stato eliminato, si spiega come, ad un certo punto, degli angeli, detti Vigilanti, scesero sulla terra e si unirono carnalmente con le donne degli uomini. Da questa unione, sarebbero nati degli esseri terribili che si chiamavano Giganti. Questi cominciarono a seminare il panico sulla terra, il caos, la distruzione. Così, Dio decise di punire questi angeli ribelli, i Vigilanti,  ed eliminarne i figli, i Giganti.  Gli angeli ribelli vengono incatenati nelle viscere della terra per l’ eternità, ed i Giganti trasformati in spiriti che, in realtà, sono coloro che diventeranno i demoni, secondo la tradizione Cristiana. Il discorso di Lucifero che cade dall’alto, perché geloso di Dio, è una storia più tarda, che poi ha preso piede. Io gioco su queste vicende, in una storia che ti prende….ambientata ad Udine, ma potrebbe esserlo anche a Roma.”

“Il luogo esiste realmente?”

“Questa domanda me la pongono in tanti ma io non lo svelo! Devo lasciare un po’ di suspence! “

“Però, tu, generalmente, parti da storie realmente accadute!”

“Sì, cerco di mescolare come fanno in tanti, la realtà con la fantasia, ma non devo farti capire qual’è la realtà e quale la finzione. A me piacciono i colpi di scena. Cercare di scrivere in maniera cinematografica. La scrittura è evocazione! Non gioco tanto sulle emozioni, ma sui dettagli che ti permettono di visualizzare la scena. Più di qualcuno mi ha detto che si potrebbe tirarne fuori un film!”

“Quanto ci vuole per scrivere un libro simile?”

“Dato che non lo faccio per professione, almeno per ora, non meno di due anni!”

“Tu che parli di demoni, sei credente?”

“No non lo sono. Bisogna prima stabilire se Dio esiste o meno e poi decidere se credere o no. Non è facile rispondere! Io sono molto razionale, e questo mi impedisce di compiere un atto di fede! Credere presuppone l’abbandono totale della ragione, devi credere e basta. Questo processo, per me, è difficilissimo. non è che non voglia! Sono anche convinto che le Religioni abbiano un fondamento per stabilire un equilibrio tra gli uomini, anche se, gli ultimi fatti sanguinosi, di guerre di religione, attesterebbero il contrario!”

“Hai già l’idea per un nuovo romanzo?”

“Sì, l’ho anche presentato dieci giorni fa! Ovviamente, un thriller con sfondo noir. Stavolta però parto da una storia un po’ particolare, quella di Giulietta e Romeo. Non tutti sanno che Giulietta e Romeo in realtà erano due figure realmente esistite ed erano Friulani.  Questa cosa la scoprì un Inglese, Cecil H Clough, negli anni 80, con una serie di articoli e di studi.  Si racconta (ma è verità) che, in Friuli, ci fosse questa famiglia potentissima, i Savorgnano. Famiglia che si divise in più ramificazioni. Nel 1511, diedero una festa in occasione del Carnevale, e presentarono la loro figlia, Lucina Savorgnano, che aveva 13 anni. In quell’occasione, conobbe Luigi da Porto, di origine Vicentina, anche se la sua mamma era una Savorgnano. Entrambi appartenevano a due rami differenti della stessa famiglia, ma contrapposti per motivi patrimoniali. Si incontrano a questa festa, si innamorano, ma non riescono a sposarsi. Allora, qualche anno dopo, Luigi da Porto, scrive una novella, “Giulietta”, dedicata a Lucina. In realtà questa novella era la sua storia! Venne tradotta in Francese e poi in Inglese. Giunse nelle mani di Shakespeare che ne ricavò il notissimo ” Giulietta e Romeo”. Tra l’altro quella originale non si conclude in modo così tragico!   Per ora ha un titolo provvisorio “The dark lady”, ripreso da un personaggio dei sonetti di Shakespeare, dedicati a questa donna, ma, sicuramente, l’editor cambierà il titolo, perché sostiene, questo, non sia commerciale.”

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