Farmaci e cibo, problemi di assorbimento.

Ogni volta che prendiamo un farmaco a stomaco pieno vi possono essere delle interferenze con il cibo. Al momento della prescrizione o della dispensazione di un medicinale il paziente dovrebbe ricevere indicazioni esaurienti sulle modalità di assunzione in relazione ai pasti, ma nella pratica corrente ciò avviene di rado.

Alcuni farmaci sono particolarmente sensibili all’ambiente acido dello stomaco. Certi antibiotici: penicillina G, penicillina VK, ampicillina possono essere degradati dalle secrezioni gastriche: è bene quindi che vengano presi almeno un’ora prima o due ore dopo il pasto. Altri farmaci da prendere lontano dai pasti sono captopril, un antipertensivo e indinavir, farmaco utilizzato nella terapia dell’AIDS.

I bifosfonati sono farmaci utilizzati nel trattamento dell’osteoporosi: alendronato, ibandronato e risedronato non vengono ben assorbiti se presi con qualsiasi tipo di cibo o bevanda, fatta eccezione per l’acqua. Chi fa uso di questi farmaci deve prenderli dopo almeno 8-10 ore di digiuno e almeno mezz’ora prima di consumare un pasto: al mattino prima di colazione è l’ideale.

Antiacidi o integratori contenenti elevate quantità di calcio o ferro possono invece interferire con l’azione di alcuni antibiotici, come tetraciclina e ciprofloxacina.

Per alcuni farmaci il ridotto pH gastrico facilita l’assorbimento. È il caso del ketoconazolo, un antimicotico, della griseofulvina, altro antimicotico il cui assorbimento è ancora maggiore se assunta insieme a dei grassi. Anche l’assorbimento di lovastatina e di litio è migliore quando questi sono presi ai pasti.

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