Felice Corticchia: “Un premio è un punto di partenza, mai di arrivo”.

LF ha incontrato il Maestro siciliano che ha appena ricevuto ad Erice l'ambito riconoscimento "L'Anfora di Calliope", premio di spessore per un artista meritevole.

L’appuntamento previsto avviene in un caldo pomeriggio di fine Aprile, in uno del templi romani della musica leggera e classica, dove l’arte va a braccetto con la cultura e la modernità: l’Auditorium Parco della Musica.

Puntualissimo, il personaggio che ho intervistato, mi viene incontro con i suoi ben 1, 95 m. di altezza ed un grande sorriso, mi appare come una sorta di gigante buono. A dire il vero, il sorriso, l’ottimismo, la gioia di vivere sono le sue grandi peculiarità ed anche il suo nome di battesimo sembra essere presagio di un’esistenza serena: Felice Corticchia.

Felice Corticchia è nato a Palermo il 7 Novembre del 1966, un siciliano d.o.c. molto fiero di esserlo, che da anni vive a Roma.

Si è formato alla Scuola Europea di Cinema” di Milano dove ha studiato sceneggiatura e regia e, successivamente, nel “Laboratorio di teatro comico” sempre a Milano.

Tante le esperienze di Felice Corticchia sia nell’ambito della scrittura, della sceneggiatura, della regia, che in quello cinematografico: ha collaborato alla fiction di Rai 1 “Le 5 giornate di Milano”, diretto da Carlo Lizzani con Giancarlo Giannini. È autore di soggetti e sceneggiature, alcune delle quali in produzione.

Comunicatore di emozioni e sentimenti, sincero, sagace, racconta sorridendo, verità che hanno segnato la storia del nostro popolo, rendendole accessibili ad ogni fascia di pubblico.

La cosa che mi ha più colpita di Felice Corticchia è il suo immenso sorriso, il saper vedere sempre, e comunque, il lato bello delle cose (anche quello comico, talvolta), la parte buona della vita! In un mondo frenetico che corre senza mai fermarsi, pronto ad autocommiserarsi, a prevaricare e calpestare gli altri con egoismo e fredda determinazione, è una lodevole quanto rara qualità.

Omen est nomen, Felice…di nome e di fatto!

Come ti sei formato artisticamente parlando?

“Ho studiato nella “Scuola Europea di Cinema” di Milano dove ho studiato sceneggiatura e regia e, successivamente, nel “Laboratorio di teatro comico” sempre a Milano. Ho esordito nell’Editoria con “Orrore giudiziario”, poi con “Mussolini, storia e documenti del primo mistero italiano”, utilizzando documenti inediti. E’ stata poi la volta di “Un morso alla grande mela”, tradotto in lingua inglese e giunto finalista al Premio Grinzane Cavour, un legal trhiller di una famiglia siculo-americana di New York, con tutto un intreccio particolare. Ho scritto anche un libro sulla cucina, una mia grande passione, “La cucina siciliana a modo mio”. Al momento ho in cantiere altri due libri. Per quanto riguarda il teatro, ho scritto un recital drammatico dal titolo “Il Silenzio nella Conca d’oro” nel quale racconto la storia di Emanuele Basile, il capitano dell’Arma dei Carabinieri che venne ucciso dalla mafia nel 1980, mentre teneva in braccio la sua bimba di 4 anni, una storia terribile….! A breve debutterò, a Roma, al teatro Arciliuto, dal 18 al 28 Giugno e poi in tournèe per l’Italia con “Il Ritorno”, un omaggio ai grandi attori palermitani Franco Franchi e Ciccio Ingrassia. Due  attori spesso “calpestati” dalla città di Palermo, perchè avrebbero meritato molto di più da un punto di vista artistico. Gli attori che interpreteranno la parte di Franco Franchi e di Ciccio Ingrassia sono Tony Biffi e Marco Flammini, entrambi sosia ufficiali dei grandi attori. In modo particolare Tony Biffi è stato riconosciuto dallo stesso Ciccio Ingrassia, come sosia  ufficiale  di Franco Franchi, e la partecipazione straordinaria dell’attrice russa Natalia Simonova.”

Hai da poco ricevuto un premio, ce ne parli?

“Sono stato premiato alla carriera con il “Premio arte e spettacolo Anfora di Calliope” ad Erice il 14 Aprile scorso e sono finalista al “Premio Ischia Di la 8 milioni” di Ischia. Su circa duemila partecipanti, al Premio ricevuto ad Erice, siamo arrivati in 7, di cui solo tre italiani, Caterina Guttadauro La Brasca, il jazzista siciliano di fama internazionale, Sal Pizzurro, ed io. Ricevere un premio fa sempre bene perché vuol dire ricevere un riconoscimento, da autorevoli giurie, del proprio lavoro. Inoltre rappresenta, a mio avviso, un motivo in più per fare sempre meglio. Un premio è un punto di partenza, mai di arrivo.”

Cosa ti entusiasma maggiormente la scrittura o il teatro?

“Io mi definisco un sarto della scrittura, quindi a seconda dei momenti e degli stati d’animo che vivo, sono abbastanza aperto a tutto.”

La cultura che momento sta vivendo?

“Nonostante ci sia della disaffezione, il teatro italiano è assolutamente vivo, perchè per fortuna è rappresentato da grandi personaggi…abbiamo grandissimi attori che spaziano dal drammatico al comico, maestri che ci invidiano nel mondo.”

Progetti Futuri?

“In estate saremo in tournèe con lo spettacolo dedicato a Franco e Ciccio, poi girerò un docufilm sulla vita di un grande pittore siciliano, ancora vivente, una cosa che mi fa ancora più piacere, Michele Russo, presente in tantissimi musei e chiese siciliane… è stato allievo del grande scultore Filippo Sgarlata che ha realizzato il portone in bronzo della Cattedrale di Palermo. E’ stato anche amico personale di Renato Guttuso, ed ha vinto un premio Oscar per la pittura a Montecarlo, consegnatogli dal Principe Ranieri di Monaco, un grande siciliano insomma. Inoltre ho un libro ed una sceneggiatura in fase di ultimazione…Un cantiere vivo di idee e progetti.”

Di tempo ne resta poco con tutti questi….”cantieri” immagino!

“Lavoro di giorno e per parte della notte. Come ho detto durante una precedente intervista in cui mi si chiedeva un pensiero sulla notte, io la definisco “una inevitabile perdita di tempo”. Il silenzio della notte porta consigli e molta creatività.”

Concludendo?

“Vi aspetto al Teatro Arciliuto di Roma dal 18 al 28 Giugno con questo bellissimo omaggio a Franchi e Ingrassia, un’ora e mezza di sane risate, comicità pulita e genuina.”

 

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