“Fifty”

Quando un "no" ed il divario dell'età, può mettere in crisi una donna brillante, bella e colta!

Da un’idea di Daniela Ferri, che è anche regista dello spettacolo, la compagnia Anemos ha presentato “Fifty”, scritto da Filippo Carozzo e Simona Verni, con i ballerini Rosario Marotta, Martina Varrassi , Raffaele Vitiello e Manuela Stefani, in scena, oltre ai due protagonisti, al Teatro Capocroce di Frascati.

E’ la storia di una coppia come tante che vive il suo amore senza apparenti ostacoli. Un banale “no” per un provino sostenuto da Laura (Simona Verni), però, scatenerà in lei una serie di interrogativi esistenziali che inevitabilmente coinvolgeranno anche Federico (Filippo Carrozzo), il suo giovane compagno.

Tra Laura e Federico ci sono 20 anni di differenza. Una tematica divenuta molto attuale, del resto sono svariati i rapporti di coppia di donne, più o meno famose, con uomini molto più giovani!  Quale ruolo gioca questa “importante” differenza di età? Iniazialmente…poco! Ma poi accade qualcosa che metaforicamente rimette tutto in discussione! Un rapporto bello, importante, che a causa di un rifiuto sul lavoro, fa entrare in crisi la protagonista! A 50 anni, spesso, un “no” rende più vulnerabili, vi è una non accettazione, il rifiuto sembra estendersi anche ai più svariati momenti di vita ed al rapporto stesso della protagonista!

Il fine è quello di voler affrontare una tematica molto attuale, con leggerezza e semplicità seppur lasciandone intatti tormenti ed interrogativi difficilmente gestibili.

Daniela Ferri riesce, come al suo solito, con il linguaggio del corpo, attraverso la danza, e quello interpretativo degli attori, ad entrare in modo delicato ed introspettivo nei labirinti dell’animo umano, della sensibilità, della vulnerabilità, e lo fa sempre in modo attuale, “garbato”, senza ergersi a giudicante ma ponendo semplicemente la questione allo spettatore, usando la danza come fosse lo “specchio” della narrazione, una “strada” che va di pari passo alla trama! Grazie a due danzatrici e due danzatori a completare il quadro, come abili ritrattisti, attenti a colori e sfumature, ed insostituibili espositori delle anime di Laura e Federico.

L’arte del teatro che danza, si fonde con la recitazione, non un lungo spettacolo noioso, ma una danza appunto, una recitazione unica e straordinaria dove non sono mancati ritmo…risate…e riflessioni.

Come sempre due ore di buon teatro!

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  1. “Fifty” recensione di Loredana Filoni – Filippo Carrozzo

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