Filippo Gatti: “Scrivere il romanzo “A mani nude” mi è servito per uscire dal periodo più brutto della mia vita!”

Il giovane manager-scrittore, alla sua 'opera prima', si è piacevolmente raccontato in occasione della presentazione del thriller presso la Redazione di RomaOggi.eu.

Filippo Gatti

Filippo Gatti, un metro e 98 di garbo, simpatia, competenza e capacità. Il classico amico della ‘porta accanto’, sorridente, educatissimo. Nato a Roma nel 1977, sposato con la bellissima Diletta che lo ha sostenuto caldamente nella pubblicazione di queasta sua ‘opera prima’, “A mani nude”, Filippo in realtà è un manager d’azienda, appassionato di scrittura, poesia e musica. La sua è una scrittura intesa proprio come buona compagna di viaggio, una sorta di terapia che gli ha permesso di superare brillantemente il periodo più brutto della sua vita! Scrivere per far scaturire paure, debolezze, ricordi che attanagliano la gola, un groviglio di pensieri, di sentimenti, di tormenti…una catarsi dell’anima, per rinascere nuovi, rigenerati.

La cosa che colpisce di più, leggendo “A mani Nude”, è la crudezza, l’efferatezza, le descrizioni degli omicidi commessi da un brutale assassino che, appunto, agisce a mani nude, senza alcun tipo di arma, se non le proprie nocche, inesorabilmente atte a ‘sentire’, quasi, l’ultimo flebile respiro che fugge via, portandosi con sè la vita delle vittime.

Non te lo aspetti di certo da un uomo così mite e pacato… Un romanzo che sembra il racconto dell’autore stesso, quasi ‘in tandem’, da una parte, con le vicende del protagonista e della psicologa, e dell’altra, con gli omicidi… Alternanze che, personalmente, trovo molto efficaci e dinamiche, inducendo il lettore a non staccarsi mai dalle pagine fino a quando non sia giunto all’epilogo finale. Verità, sentimenti, persone, situazioni, fanno trasparire molto dell’autore…I personaggi racchiudono concretezza e realtà… in particolare quelli rappresentati dalle forze dell’ordine, effettivamente esistenti, rimandano molto ai protagonisti tanto amati del commissario Montalbano, che c’è da sottolineare, Gatti non ha mai letto nè visto in TV, una felice quanto straordinaria casualità, quindi, che rende il racconto un po’ più leggero. Vi è inoltre presente una forte componente psicologica, sede della personalità, del pensiero, della ragione, della memoria, dell’intelligenza e delle emozioni. La mente è spesso usata come luogo per conflitti narrativi, dove i personaggi combattono le loro stesse menti per raggiungere un nuovo livello di comprensione o di percezione.

Un libro che scorre come fosse un film, un soggetto molto cinematografico, che la felice mano di Filippo Gatti, ha reso denso di patos, intensità ed imprevedibilità. Un romanzo che mette a nudo la nostra società, sovente spietata e violenta, egoista e narcisistica, effimera e chiusa…ma anche il disperato bisogno di farcela, di amare ed essere ricambiati. Ambientato tra la Puglia e la Sicilia, il romanzo denuncia inoltre affari sporchi, violenza (psicologica e fisica), illusioni e delusioni…

Ho iniziato a leggere “A mani nude” per farmi una iniziale idea di cosa andassi a scrivere per introdurre l’intervista all’autore….ebbene l’ho terminato tutto d’un fiato….e questo è un grande pregio che riconosco al ‘novello’ autore, che sollecito vivamente a proseguire sull’onda di questa vena letteraria!

Una curiosità: le mani raffigurate in copertina sono di Filippo Gatti stesso!

La conferenza stampa di presentazione del romanzo d’esordio di Filippo Gatti, si è svolta a Ponte Milvio nella redazione di RomaOggi.eu, ed è stata condotta dalla giornalista Rai Antonietta Di Vizia, arricchita dalla presenza della Dottoressa Emanuela Scanu, psicologa dello sviluppo e dell’educazione, docente e scrittrice, e dalle toccanti letture dell’attrice Roberta Sanzò, della compagnia stabile del Teatro Delle Muse.

“A Mani Nude” di Filippo Gattiedizioni L’Erudita è in vendita dal 21 Maggio nelle librerie e su Amazon.

Presenti alla conferenza stampa: Giò Di Giorgio direttore di Inciucio.it, LoredanaFiloni direttore di LFMagazine, Francesca Nanni direttore di NanniMagazine, Erika Gottardi direttore Woman&Bridee e Massimiliano Piccinno, Erika Menghi di PaeseSera.

Parlaci di questo romanzo d’esordio “A mani nude” e di com’è nato?

“Il romanzo è nato semplicemente pensando ad una storia con una forte dose autobiografica, che è quasi strana da raccontare…è come se io avessi avuto subito in mente l’inizio e la fine ed avessi dovuto creare e muovermi all’interno di un labirinto per ricongiungere i due momenti. Nasce da una fortissima voglia di raccontare me stesso all’interno della società odierna, piena di aspetti anche un po’ torbidi… C’è una marcata dose di sofferenza all’interno del romanzo stesso, che però, se vista dall’interno, riesce ad essere meno torbida e più chiara.”

Quindi in questo romanzo c’è una componente essenziale autobiografica oltre al thriller…

“Sì, esatto, c’è tantissimo di autobiografico!”

Protagonista una escort attorno alla quale si snoda tutta la vicenda…

“Sì infatti. Sono sempre stato dalla parte dei più deboli, perchè spesso hanno qualcosa in più da raccontare rispetto a coloro che consideriamo vincenti. Se mettiamo da parte i nostri pregiudizi per entrare nella loro esistenza, potremmo capire cose che, altrimenti, non avremmo mai immaginato.”

Come sei arrivato alla scrittura? Mi sembra che tu svolga tutt’altra professione…

“Io faccio tutto un altro lavoro, sono manager di una multinazionale. Ho sempre avuto un grande amore per le parole, ho scritto poesie, canzoni, i miei cassetti sono colmi di poesie…ma non avevo mai scritto un libro, è la prima volta. Ed è molto bello, perchè racchiude anche qualcosa di terapeutico, mi è servito tantissimo per uscire dal periodo più brutto della mia vita! Ho scritto l’intero libro nelle note del mio Iphone, perchè scrivevo quando un cliente era in ritardo su un appuntamento, o durante le pause di riunione, ho scritto tantissimi capitoli allo stadio, perchè io arrivo sempre prima, quando ancora non c’è nessuno…”

Tifoso di…?

“Ahimè, della Roma, che in questo momento non è proprio al massimo!”

…dicevi della scrittura?

“Quindi mentre aspettavo l’ingresso delle squadre in campo scrivevo sul mio Iphone i vari capitoli.”

“A mani nude” è appunto il titolo del libro, ma è anche il modus operandi dell’assassino…

“Sì, vero. Ed è una parte importante, perchè l’assassino è brutale, come se non volesse frapporre tra sè e la vittima alcun oggetto, un po’ come il bambino che si trova di fronte un ostacolo, e, rabbiosamente, vuole distruggerlo. I media ci propongono una serie di modelli vincenti… Devo dire che io, in passato, tifavo per il Commissario Cattani, non certo per Tano Cariddi…invece oggi sembra vero il contrario. Il libro non ha una morale e non mi interessa che la abbia, però la violenza fà purtroppo parte della nostra società, in questo è un libro vero. Se si vuole raccontare una storia realistica, la violenza più efferata c’è, ognuno di noi resta colpito dai violenti fatti di cronaca. Inoltre nel libro c’è anche tanto affarismo ed amoralità.”

Chi ti ha incoraggiato a scrivere questo libro?

“Sostenuto sicuramente mia moglie. Incoraggiato, sono sincero, nessuno. Questo libro l’ho scritto solo per me, non volevo neppure pubblicarlo e non l’ho mandato in giro, è stato un editore, che ringrazio tantissimo, ad intercettarlo ed a crederci! Io ne avevo stampate 5 copie su insistenza di mia moglie che lo aveva letto, è un libro in cui scendo molto a patti con la mia coscienza ed è difficile da leggere anche per chi mi conosce veramente, anche se per fortuna è un romanzo. Però è molto vero. Quindi è una storia che avevo dentro, che ho scritto di getto…invece incoraggiato ad andare avanti e pubblicarlo, da mia moglie, appunto, e da un paio di amici che hanno insistito tanto.”

Oltre a questi fedelissimi lettori lo ha già letto qualcun altro?

“Lo hanno letto 8 persone fino ad ora!”

A chi è destinato questo romanzo?

“E’ destinato a tutti coloro che nella vita hanno pensato “non ce la faccio e non ce la potrò mai fare”, un pensiero che ha accompagnato tutta la mia esistenza, invece ho capito che si può fare, si può uscire dagli schemi, dar voce ai più deboli, ed è dedicato a tutte le persone della porta accanto…perchè tutti quelli che nel romanzo intervengono a portare un aiuto, sono figure esistenti, che hanno contribuito alla mia crescita di uomo per trovare un mio equilibrio. La dedica speciale, oltre a chi lo leggerà, è per i personaggi che sono all’interno.”

Hai già in mente un altro romanzo o questo è stato solo una parentesi isolata?

“Ho scritto un secondo libro, anch’esso con dei tratti autobiografici, però, per fortuna, è meno efferato, parla di una storia d’amore molto bella e romantica, e sto scrivendo anche il terzo. Sempre nei miei ritagli di tempo dal lavoro e sempre rigorosamente sul mio Iphone.”

Concludendo?

“Intanto vorrei ringraziare in anticipo tutte le persone che prenderanno e troveranno un po’ di tempo per leggere il mio romanzo, perchè sarà un omaggio che faranno alla mia nuova personalità.”

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