Francesco Branchetti: “L’autentico atto di coraggio, oggi, è la fiducia nell’altro.”

Abbiamo incontrato il regista ed attore fiorentino, in occasione del suo debutto romano, questa sera al teatro dell'Angelo, assieme a Barbara De Rossi con "Il bacio", testo straordinariamente e profondamente intriso di umanità.

La fortuna, spesso, è un’arma vincente nella carriera di un attore. La casualità, le coincidenze, conducono, sovente, ad una bella carriera, fatta di soddisfazioni, gratificazioni, riconoscimenti. Certo, se a questi elementi, non si sommassero la preparazione, una lunga esperienza, la capacità e lo spessore, tutto andrebbe a scemare in men che non si dica. E’ proprio quanto accaduto a Francesco Branchetti che della casualità ha approfittato per entrare in uno splendido mondo artistico, nel quale, però, ha dovuto mettere del suo. Talento, profondità ed impegno, coniugati ad anni di carriera nel cinema e nel teatro, lo hanno condotto, oltre che ad un ottimo livello recitativo, anche dietro alle telecamere come regista. Branchetti, nato a Firenze, ha avuto, tra i suoi maetri, mostri sacri come Vittorio Gassman e Marcel Marceau. Il pubblico ha potuto inoltre apprezzarlo in svariate fiction come “Elisa di Rivombrosa”, “Un medico in famiglia”, “Il commissario Rex”, “Una donna per amico”, solo per citarne alcune, ed in film quali “Cronache del Terzo millennio” e “Mari del sud”. Branchetti, però, come accennato prima, oltre ad essere un valido interprete è anche regista teatrale, carriera iniziata nel 2000. Tra gli spettacoli da lui diretti figurano titoli come “Scandalo!” di Alberto Bassetti,  “Antonio e Cleopatra” di Shakespeare, “Inno alla terra” spettacolo-concerto su San Francesco, “Intervista con Marinetti” di Giovanni Antonucci.

Al momento, Francesco Branchetti, assieme ad una grande interprete del nostro tempo, Barbara De Rossi, sta portando in giro, in una felice tournèe, “Il bacio” di Ger Thijs, un testo straordinariamente e profondamente intriso di umanità.

E’ la storia di un incontro tra un uomo e una donna; una panchina, un bosco, dei sentieri, due vite segnate dall’infelicità, forse dalla paura ma che, in una sorta di magica “terra di mezzo”, arrivano a sfiorarsi, a toccarsi. Una donna che va alla ricerca del suo destino, un uomo che fa i conti con i suoi fallimenti e con la sua storia. La magia ed i misteri di sentieri e di un bosco, fanno da sfondo all’incontro tra i due, la magia del mondo che li circonda ed una strana quiete che talvolta guadagna il suo “spazio”, accompagnano l’avvicinarsi di queste due anime; dalla diffidenza iniziale, alle prime confidenze ad una complicità, a tratti, quasi struggente ed intrisa di emozione, il tutto raccontato con una leggerezza di tocco, con una grazia che accompagna l’indagine psicologica dei personaggi e della nascita di un sentimento forse d’amore…ogni sfumatura, ogni battuta, diventa emozione condivisa, “batticuore” per tutti noi. In un paesaggio che evoca  talvolta  le stazioni di una  Via Crucis dell’anima, tra i due nasce un sentimento magico, dove hanno spazio la leggerezza e il candore, il fraintendimento, talvolta, ma subito dopo la dolcezza e la tenerezza, la fragilità di due anime che fanno i conti con la propria vita. Tutto sfocia in un sentimento struggente condiviso; l’amore è dietro l’angolo ed i fantasmi e le paure a tratti si dileguano, per lasciare spazio ad un sogno vissuto in una atmosfera magica apparentemente irreale, i personaggi allora si “distraggono” dalle questioni gravi o angosciose che avvolgono le loro esistenze e la vita ha il sopravvento, i sentimenti, le emozioni sembrano avere la meglio su tutto, in un bosco, dai mille significati, che avvolge i nostri protagonisti.

“Il bacio” ha la capacita di raccontare prima un incontro e poi un rapporto “insolito”, tenero e struggente, raggiungendo il difficile risultato di raccontare “l’universalità” di due condizioni esistenziali, in cui finiremo forse per identificarci tutti. Si tratta di una magica, meravigliosa esplorazione del cuore umano. Una conversazione fatta di piccole bugie e verità sorprendenti, il mistero di un incontro, il mistero di un sentimento che nasce, il mistero della vita.

Ma lasciamo che sia Francesco Branchetti, quì, nel duplice ruolo di regista ed attore a parlarcene….

“Debuttiamo al teatro dell’Angelo a Roma proprio questa sera” – ci racconta Francesco – “e saremo in scena fino al 15 di Aprile. A mio avviso è uno spettacolo di grandissima attualità in quanto affronta i problemi, le paure, le frustrazioni, le scontentezze affettive e lavorative che possono riguardare la vita di un uomo e di una donna ed è questo, secondo me, il lato che rende lo spettacolo estremamente gradito e “vicino” al pubblico. C’è, per lo spettatore, sempre la possibilità di immedesimarsi nei protagonisti e nelle loro vite infelici e vedere come, attraverso l’amore, attraverso un sentimento, essi forse, possano trovare una via d’uscita.”

maqnifesto il bacio per web

Il pezzo ti vede nel duplice ruolo di regista ed attore. Qual’è la fatica maggiore ed i vantaggi in questa doppia veste?

“La fatica maggiore è senz’altro quella di riuscire a tenere separate e distinte le due attività che sono molto diverse e richiedono percorsi completamente differenti; il pregio ed il vantaggio che dà questo doppio ruolo è forse quello di avere una visione più completa dello spettacolo che si va a fare; il duplice ruolo di attore e regista permette, inoltre, di avere una visione più completa anche della storia e del testo che si sta portando in scena, grazie allo studio lungo e meticoloso che richiede il duplice ruolo di attore e regista.”

Sei affiancato in scena da una intensa Barbara De Rossi…Come ti trovi a recitare con lei?

“Barbara De Rossi è una straordinaria professionista ed è anche una persona dal carattere estremamente gentile, per cui è molto gratificante lavorare con lei.”

Com’è stato accolto dal pubblico lo spettacolo ?

“I commenti più belli sono stati quelli che facevano riferimento al fatto che lo spettacolo mostra come si possa rispondere a problematiche come la frustrazione lavorativa e professionale, ma anche sentimentale e privata, attraverso l’arma del sentimento e dell’amore ed il commento che più mi ha commosso è quello di coloro che hanno saputo catturare lo spirito estremamente positivo e romantico dello spettacolo.”

Il messaggio che volete lanciare con “Il bacio”?

“L’unico messaggio che forse lancia lo spettacolo è che l’autentico atto di coraggio nell’epoca che viviamo è la fiducia nell’altro.”

I sentimenti trionfano davvero sempre?

“Io spero di si.”

Com’è iniziata la tua carriera di attore?

“Ho iniziato tanti anni fa in un modo totalmente casuale e poi col tempo è diventato un vero lavoro. Mi ritengo molto fortunato.”

Progetti futuri?

“Per la prima volta dopo tanti film per il cinema e per la televisione, davanti alla macchina da presa, passerò dietro la macchina da presa e mi auguro che sia un’esperienza interessante e gratificante.”

Concludendo?

“Tra poco debutteremo a Roma con lo spettacolo al teatro dell’Angelo dal 4 al 15 di Aprile e mi auguro che raccolga lo stesso successo che ha raccolto in tutte le altre città d’Italia.”

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