Francesco Gabriele Frola e Katja Khaniukova ne “Il Corsaro”- Pas de deux “Camera da letto”.

"Eleonora Abbagnato con le stelle Italiane nel mondo" - Gala internazionale di danza a cura di Daniele Cipriani.

Il genio romantico di Marius Petipa ha dato vita a due coreografie emblematiche “Il Lago dei cigni” e “Il Corsaro” (suite) .

“Il Corsaro”, in particolare, comprende le quattro più famose scene della celebre opera: Il Pas D’Esclave, le Odalische, la Camera da letto Pas de deux e Il Corsaro pas de deux.

Nello specifico, Francesco Gabriele Frola e Katja Khaniukova hanno dato vita al pas de deux “Camera da letto”.

Storia di un magnifico naufragio “Le Corsaire”, balletto in tre atti, debuttò il 23 Gennaio del 1856 all’Opéra di Parigi, interpretato dall’acclamatissima danzatrice italiana Carolina Rosati, allora prima ballerina incontrastata dell’Opéra, e dal famoso mimo italiano, Domenico Segarelli, poiché originariamente la parte del Corsaro non era ballata.

Il balletto, basato sul poema “The Corsair” di Lord Byron del 1814, fu musicato da Adolphe Adam, con le coreografie di Joseph Mazilier. Negli anni a seguire però, “Le Corsaire” subì, in Russia, consistenti revisioni drammaturgiche, coreografiche e musicali che portarono inevitabilmente alla nascita di numerose versioni.

“Le Corsaire” fu concepito principalmente per mettere in risalto le doti di Carolina Rosati, celebrata per la sua bellezza e per la sua precisione tecnica sulle punte e nelle batterie, doti alle quali si associava anche una buona mimica.
Ad Adolph Adam, allora migliore compositore di opere e di balletti in Francia, si pensi al suo successo con Giselle, vennero riconosciuti i diritti e un’ingente somma di denaro. Il debutto de “Le Corsaire” riscosse un notevole successo sia per la partitura che per l’interpretazione della Rosati nei panni dell’eroina Medora, che appassionò e catturò tutto il pubblico parigino.

Un altro aspetto che rese acclamatissima la prima francese, furono gli effetti teatrali della scenografia, mai visti sul palcoscenico dell’Opéra fino ad allora, ideati dal macchinista Victor Sacré. Da quel momento effetti ancora più imprevedibili vennero sperimentati sulle scene russe. Per la scena del naufragio del terzo atto, ad esempio, fu sorprendente la macchinazione di Andrei Roller, maestro di effetti teatrali, che al Bolshoi stupì tutto il pubblico in sala tra cui anche l’imperatrice Eugénie, usando effetti elettro-galvanici per riprodurre i fulmini della tempesta. De “Le Corsaire” di Mazilier, ebbe notevole successo anche l’orchestrazione intensa e colma di drammaticità di Adam il quale venne a mancare, purtroppo, qualche mese dopo il debutto. Il 4 Maggio del 1856, giorno dopo la sua morte, l’Opéra dette una rappresentazione de “Le Corsaire” in sua commemorazione devolvendo alla moglie tutti gli incassi.

“Le Corsaire” parigino fu così un tale successo che, dopo la prima, il balletto andò in scena altre 43 volte nello stesso anno, sempre con l’insuperabile interpretazione della Rosati nelle vesti di Medora. “Le Corsaire” era ormai legato al suo nome tanto che quando, tre anni più tardi, la danzatrice italiana lascerà l’Opéra, sarà tolto dalle programmazioni. Anche per il coreografo il balletto rappresentò un memorabile addio alle scene. Joseph Mazilier si ritirò, infatti, poco più tardi, coreografando solamente “La fille du Bandit” l’anno successivo.

Il poema di Byron, “The Corsair”, fu adattato numerosissime volte in balletto. Il primo, risale al 1837 per il Drury Lane di Londra con le coreografie di Ferdinand Albert Decombè su musiche di Nicolas Bochsa. Produzione ripresa anche nel 1844 con discreto successo. Il secondo adattamento è quello, sopra trattato, di Mazilier del 23 Gennaio del 1856, di notevole successo, che rimane alla storia come prima grande rappresentazione. Seguirono poi i rifacimenti russi, ma a proposito del Corsaro parigino, è doveroso dire che ne venne presentato un altro, il 21 Ottobre del 1867, dallo stesso Mazilier. Quattro anni dopo il suo ritiro, infatti, Mazilier tornò a lavoro per la ballerina tedesca Adèle Grantzow in occasione dell’Esposizione Universale. Mazilier riprese ex novo il balletto, aggiungendo un grand ballabile intitolato “Grand Pas des Fleurs” creato appositamente per la Grantzow, su musiche di Leo Délibes. Questo Corsaire ebbe un successo ancora maggiore del primo, ottantuno repliche, e rappresenta non solo il ritorno di Mazilier sulle scene ma anche il suo ultimo balletto. Mazilier morì il 18 Aprile del 1868, nemmeno un anno più tardi. Successivamente la Grantzow fu invitata a San Pietroburgo dove si trovò a lavorare a fianco di Petipa che la chiamò in aiuto per il suo nuovo allestimento del balletto ma la ballerina fu stupita nel vedere i consistenti cambiamenti che il coreografo aveva apportato, cambiando addirittura il nome del brano, “Grand Pas des Fleurs” di Mazilier in “Le Jardin Animé” chiamato così ancora oggi.

Un paragrafo a parte meritano gli allestimenti russi di Petipa datati 1858, 1863, 1885, 1899. In quello del 1858, in realtà Petipa, allora molto giovane, partecipava come ballerino nella parte di Conrad.
Le coreografie erano del grande Jules Perrot allora maître de ballet al Balletto Imperiale. Perrot allestì “Le Corsaire” per mettere in risalto sua moglie, la ballerina Ekaterina Friedbürg. Egli riprese in larga parte la coreografia di Mazilier ma si fece aiutare da Petipa che collaborò all’allestimento del balletto riscrivendo alcune delle danze originali tra cui il Pas de Éventails del primo atto in cui Medora e sei corifee con dei grandi ventagli creano un effetto “coda di pavone” e la Scéne de Seduction. Per questa produzione Petipa aggiunse poi, ex novo, un pas de deux preso dal suo balletto dell’anno precedente “La Rosa, la Violetta e la Farfalla”. Era un Pas d’action drammatico in cui il mercante di schiavi Lankendem, mostra ai mercanti la splendida Gulnare per venderla. Il passo a due diventato famoso con il titolo di Pas d’Esclave, fu aggiunto per dare visibilità alla ballerina Lyubov Radina che danzò appunto il ruolo di Gulnare. Quando Jules Perrot lasciò la Russia nel 1858, in sua sostituzione venne chiamato Arthur Saint-Léon e Petipa fu nominato suo assistente. Alla morte di Saint-Léon, nel 1870, Petipa prese il suo posto con la carica di maître de ballet svolgendo questo ruolo fino al 1903. Durante il suo operato il coreografo riprese il balletto presentandolo in una versione completamente nuova, pensata soprattutto per sua moglie, la prima ballerina Maria Surovshchikova. Per questa nuova produzione, andata in scena nel 1863, Petipa commissionò una nuova musica al musicista compositore del Balletto Imperiale Cesare Pugni che, tra le aggiunte, inserisce la Mazurka dei Corsari del secondo atto tuttora presente nelle produzioni. Ma i rifacimenti de Le Corsaire firmati Petipa non terminarono con questa produzione. Nel 1885 presentò una nuova versione creata questa volta per la ballerina Eugeniia Sokolova. Per l’occasione il coreografo rivide nuovamente tutto il balletto aggiungendo delle nuove musiche di Léon Minkus, anch’esso primo compositore al Balletto Imperiale, per il pezzo Le Jardin Animé (Grand Pas des Fleurs nella versione di Mazilier del 1867) sostituendole a quelle già usate di Delibes. L’ultima versione de Le Corsaire firmata Marius Petipa è datata 1899 questa volta appositamente composta per l’italiana, la grande prima ballerina assoluta, Pierina Legnani che interpretò Medora a fianco a Pavel Gerdt nei panni di Conrad; Olga Preobrajenskaya era invece Gulnare.

Per tutta la metà del ventesimo secolo le rappresentazioni del balletto si ebbero quasi esclusivamente in terra Russa. Dopo la morte di Petipa fu montata una nuova versione da Gorsky che debuttò nel Gennaio del 1912 con Ekaterina Geltzer nella parte di Medora e Vasily Tikhomirov in quella di Conrad. Gorsky aggiunse alla versione di Petipa nuove danze di altri compositori tra i quali Chopin e Ciaikovsky; versione adottata dal Balletto imperiale fino al 1928. Sempre in Russia una versione del 1931 fu firmata da Agrippina Vaganova mentre una completamente nuova si ebbe nel 1955 firmata dal maître de ballet Pyotr Gusev per il balletto Maly di San Pietroburgo. Gusev insieme allo storico della danza Slonimsky ne riscrisse il libretto apportando significativi cambiamenti. Introdusse un nuovo personaggio, lo schiavo Alì (che danzava anche il famoso Pas de deux come pretendente) e modificò il prologo cioè la scena del naufragio. Qui fu aggiunto un corposo brano e cioè l’entrata di Medora con Gulnare e dieci ballerine che in seguito trovano Conrad e i suoi compagni naufraghi sulla riva del mare. Subito dopo le donne sono rapite da Lankendem e i suoi compagni per cui il Corsaro Conrad decide di andare a salvarle. La novità della revisione risiede soprattutto nella partitura musicale. Benchè l’originale contenesse già molti brani di altri autori oltre quelli di Adam, Gusev la elimina quasi del tutto adottando la partitura del balletto di Adam La Jolie Fille du Gand del 1842 con aggiunte di brani di Cesare Pugni con nuovi leitmotiv per i personaggi principali. Aggiunge poi nuove danze individuali dalla partitura di Drigo per il balletto Il Talismano (1931) di Petipa. L’allestimento di Gusev fu per la compagnia del Kirov che decise poi di mantenere la versione della Vaganova. Ma nonostante questo non andò assolutamente persa, essa, infatti, è ancora danzata dal balletto Novosibirsk. Nel 1973 anche Kostantin Sergeyev ne allestisce un revival su richiesta del direttore del Bolschoi Jurij Grigoroviã. Oggi nel mondo Le Corsaire viene rappresentato principalmente in due versioni: quella di Gusev del 1955 (per lo più in Russia e Europa), e quella di Kostantin Sergeyev creata nel 1973 (maggiormente in America e in Europa). Spesso però, considerata la trama poco coerente e intricata che ne rende difficoltoso l’allestimento, vengono presentati solo i brani più famosi: Le Jardin animé, il Pas d’Esclave, il Gran pas The trois des Odalisques e il celebre Pas de Deux eseguito nella formula ideata da Petipa (adagio-variazione e coda). Memorabile quello che compose per Enrico Cecchetti ed Emma Bessone.

Trama
Particolarmente complicata e incentrata sulla figura di una fanciulla greca, Medora, venduta come schiava e tratta miracolosamente in salvo da Corrado, un pirata che si innamora perdutamente di lei. Insieme affrontano innumerevoli traversie culminanti in un naufragio della nave.

I personaggi
Conrad – Capitano della nave dei corsari
Ali – Schiavo di Conrad
Birbanto – Primo compagno e amico di Conrad
Lankendem – Mercante di schiavi
Medora – Giovane donna greca
Gulnare – Giovane donna greca e amica di Medora
Seid Pascià – Un nobile turco
Sia nella versione adottata dal Kirov che in quella adottata dall’American Ballet, è presentato in III atti con prologo ed epilogo. La sostanziale differenza drammaturgica risiede nel prologo e nell’epilogo: la versione dell’American Ballet (Sergeyev) prevede la scena della tempesta nell’epilogo anziché nel prologo come invece avviene nella versione del Kirov (Gusev).

Paola Sarto

Foto: Massimo Danza

 

Scrivi un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*