Franco Castellano: un attore di spicco e di grande qualità nel panorama italiano

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Franco Castellano è un attore di teatro, cinema e televisione, di grandissimo talento, pari al suo elevato livello come essere umano.

Di origine Friulana vive da tempo nelle Marche.

E’ un uomo schivo, riservato, pacato, ma molto “generoso” nella conversazione, piacevole da ascoltare. Un attore che ha fatto della qualità dei contenuti il suo “vessillo”. In un mondo dove assistiamo ad un lento ma costante scadere della professionalità, ed in cui la meritocrazia si proclama a parole ma a fatti non se ne scorge la benchè minima ombra, un attore come Castellano è una sorta di “montagna” che si erge in un panorama generale davvero modesto.

Al momento è impegnato con Giorgio Albertazzi ne ” Il mercante di Venezia”. Lo abbiamo anche apprezzato molto nei suoi ruoli televisivi, tra cui quello di Romeo in ” Commesse” ( tra l’altro il primo attore italiano a ricoprire il ruolo di un omosessuale), poi in ” Perlasca”, ne ” La cittadella” ed in ” Orgoglio”.

A mio avviso, Castellano è un attore che meriterebbe molto molto di più! Ha studiato, e tanto, ha la stoffa del vero attore, di quelli grandi che si vedevano un tempo,  per essere in grado di ricoprire qualsiasi tipo di ruolo….dal tragico, alla commedia e perfino al comico!  E’ stato sovente “costretto” nel clichè del “cattivo” o, comunque dell’antagonista, mentre potrebbe donare e gratificare molto di più il suo pubblico ( se solo gli venisse concesso). Sarà che Franco è un uomo leale e schietto, che non è mai sceso a compromessi e, purtroppo, è ben noto a tutti come funzionano questi “meccanismi”.  A questo punto, ben venga l’alta qualità e professionalità, seppur “limitata” e dedicata ad una piccola elite di intellettuali!

” Franco, parlaci dei tuoi esordi.”

” Ho iniziato al Liceo con il teatro scolastico. Avevano indetto un palio teatrale, manifestazione che riuniva tutte le scuole del Friuli Venezia Giulia, a cui partecipai con il mio liceo.  La passione, poi, è cresciuta sempre di più, fino ad iniziare ad intraprendere la carriera vera e propria e venire a Roma. Quì ho frequentato l’ Accademia Nazionale di arte drammatica, Silvio D’ Amico, e mi sono diplomato nel 1982. Da lì, è cominciata…”

 

” So che hai partecipato anche al Festival di Edimburgo, ad uno stage a Berlino, Londra, New York.”

” Sì, ho preso parte a vari stage, manifestazioni, festival in tutta Italia ed all’estero. A Berlino, addirittura quando ancora era divisa tra est ed ovest. Ho maturato un po’ di esperienza, in giro, con il teatro, che era la mia vera grande passione. Poi la strada mi ha portato a fare la televisione, con cui ho ottenuto un po’ di popolarità. Adesso “fatichiamo” ad andare avanti!”

 

” A proposito di televisione, tu sei stato il primo attore italiano ad interpretare il personaggio di un gay, Romeo, in ” Commesse”

” (Ride n.d.r.)  Quella fu l’occasione che mi diede parecchia popolarità. Avevo già interpretato in tv Fenaroli ne ” Il caso Fenaroli” ed avevo fatto piccoli ruoli.  Mi dispiacque un po’, in quegli anni, perchè abbandonai il teatro ( lavoravo molto con il Teatro Due di Parma, assieme ad Elisabetta Pozzi, bravissima attrice) e poi, non so perchè, loro scelsero di intraprendere un’altra strada, si “dimenticarono” un po’ di me.  Grazie al cielo, si aprì questa opportunità di fare televisione con ” Commesse”.

 

” Che ricordi hai?”

” Molto belli. Ho vinto un provino che nessuno voleva farmi fare. Ho insistito! Ho mandato una cassetta, che è stata vista. Convocato un giorno e mezzo dopo! Ricordo che trascorsi circa 40 ore senza mai dormire, per prepararmi al provino, cercando di capire come avrei potuto interpretare quel personaggio! Feci il provino grazie a Capitani, il regista della serie, che lo mostrò a Sergio Silva, l’allora direttore della fiction Rai, che disse – “sì, lo voglio! E’ lui!”-  Così mi ritrovai a recitare con attrici popolari come Veronica Pivetti, Sabrina Ferilli, Nancy Brilli e la Vertova, che è anche una mia collega di teatro, molto brava!”

 

” Hai anche recitato nei panni di un ebreo in ” Perlasca”…”

” Sì, e ne ebbi grandi soddisfazioni, perchè Anita Davis del ” New York Times” scrisse molto bene di me, in occasione della presentazione di ” Perlasca” a New York.”

 

” Ho notato che hai interpretato spesso un “certo tipo” di ruoli! Come mai, secondo te?”

” Si è accaduto proprio così!  Faccio una premessa: Lombardo, il grande produttore, scomparso, fece due lavori con me, ma non andarono bene.  Con il tempo, poi, sono stati fatti addirittura da altri! E’ un po’ il leit motiv della mia vita! Io propongo cose, lavori, mi sento rispondere che non interessano, ma poi, li fanno sempre con altre persone. Questo è dequalificante. All’estero non succederebbe mai!  Qui la prima cosa che ti chiedono è “chi sei…chi ti manda? Non è nessuno? E allora…avanti il prossimo! E noi vogliamo cambiare l’ Italia? L’ Italia non cambierà mai. Non vuole neanche farlo chi è in alto!

Tornando a monte della domanda, dato che il lavoro non andò molto bene, mi “parcheggiarono” ne ” La cittadella” di Massimo Ghini dove interpretavo il medico Denny Hope, un bel ruolo, ma di secondo piano. Subito dopo, mi proposero di interpretare il perfido Hermann Ludovici in ” Orgoglio”, appunto l’antagonista.  Non ne avevo tanta voglia ma insistettero e fu da li che iniziai a coprire i ruoli del “cattivo”.

 

” Cosa ne pensi del nostro livello culturale?”

” Ci sono grandissimi intellettuali in Italia, tenuti però, sempre in secondo piano. Qualche volta li fanno apparire per far vedere che il meccanismo funziona. Ma chi è più noto, avanti, è sempre qualcuno “sponsorizzato”, asservito. Pochissimi sono indipendenti. Io amo l’indipendenza e la capacità di critica. Se la critica è riflesso della polemica fa crescere.”

 

” A cosa stai lavorando attualmente?”

” Sono con il più grande attore rimasto in Italia, Giorgio Albertazzi, al teatro Ghione con il ” Mercante di Venezia”, dove interpreto Antonio. Un piacere immenso stare con questo mostro sacro del teatro italiano! Devo dire che mi ha aiutato molto, perchè, come al solito, mi ero fidato di un produttore scadente, un millantatore, che asseriva di voler portare in giro uno spettacolo. Così, ho rifiutato varie opportunità, per poi rivelarsi per ciò che era, nulla, lasciandomi “a piedi” per tutta la stagione, con un’immane danno di immagine, economico e tutto ciò che ne consegue.  Ho accettato quindi, più che entusiasticamente, la proposta di Albertazzi! Faremo anche una piccola tournee, tre settimane circa, a Palermo, a Treviso, a Salerno ed in Veneto.”

 

” Altri interessi?”

” Ho due figlioli, che sono la mia priorità. Poi, quello di proporre sempre nuove idee, nuovi spettacoli. Con molta cautela, e più all’estero che in Italia. All’estero, le risposte, perfino quelle negative, sono più sincere. C’è un rapporto di lavoro diverso. Certo, sussiste il problema della lingua che, se non la si conosce bene, recitarla diviene un tantino più complicato.”

 

” Un libro che ti ha appassionato?”

” Tutti i libri di Luca Di Fulvio! E’ molto più conosciuto all’estero che da noi. Ha pubblicato prima in Germania che in Italia. E’ un giallista ed un’ ex compagno di Accademia. Ha scritto svariati gialli ed è veramente piacevole da leggere ed interessante come costruisce i personaggi dei suoi romanzi.”

 

” Hai qualcosa da aggiungere?”

A qualsiasi spettacolo andiate, andate a teatro! Che sia classico, antico e moderno, andateci! Il teatro è un “miracolo”! “

 

 

 

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