Frida Kahlo, la combattente.

Pittrice, donna molto attiva non solo dal punto di vista artistico ma anche politico, Frida Kahlo ha combattuto per tutta la vita contro i suoi numerosi problemi di salute.

La Moda e l’ Arte, mai come quest’anno, hanno voluto ricordarci l’importanza della figura di Frida Kahlo.

Sia grandi marchi, sia low cost di abbigliamento e di gioielli ci mostrano, nelle vetrine dei loro negozi, delle vere chicche con la sua immagine, perlopiù coloratissima.

A livello di mostre, sono due quelle che hanno maggiormente calamitato l’attenzione mediatica nel nostro Paese. La più recente, al Convitto delle Arti – Noto Museum, che dal 3 Luglio ospita la mostra “Frida Kahlo La Rivoluzionaria”. Una mostra che raccoglie la bellezza di 80 fotografie della grande artista messicana e un sentito omaggio di 20 artisti sicliani che hanno voluto realizzare una loro opera ispirandosi alla vita e alle passioni della grande pittrice.

Si è conclusa invece il 3 Luglio al MUDEC-Museo delle Culture di Milano una splendida esposizione dedicata alla Kahlo con in mostra le opere provenienti dal Museo Dolores Olmedo di Città del Messico e dalla Jacques and Natasha Gelman Collection, le due più importanti e ampie collezioni di Frida Kahlo al mondo. L’ esposizione ha anche visto la partecipazione di autorevoli musei internazionali che hanno prestato alcuni  dei capolavori dell’artista messicana mai visti nel nostro Paese.

Ma per quale motivo amiamo ricordare ancora oggi Frida Kahlo? Conosciamo meglio, insieme, questa donna davvero straordinaria.

Magdalena Carmen Frida Kahlo y Calderón – questo è il suo nome completo – è nata da genitori ebrei tedeschi emigrati dall’Ungheria a Città del Messico, il 6 Luglio del 1907. Si ammala di poliomelite a 6 anni: piede e gamba rimangono deformati, non per nulla amerà per tutta la vita coprirli con pantaloni o con lunghe gonne. Da ragazza, mentre si apprestava ad andare all’ Università dove studiava per diventare medico, subisce un terribile incidente mentre si trovava sul tram. Si ammala gravemente di peritonite acuta che la costringe a una lunga convalescenza a letto. Ed è proprio in quel periodo che, per vincere la noia, chiede al padre di prestargli colori, tele e cavalletto per dipingere, standosene comodamente seduta a letto. La madre le avvicina un grande specchio. Nascono così i suoi autoritratti.
Via via che i mesi passano, Frida si dedica con sempre maggiore passione alla pittura. Finito il periodo di convalescenza, si unisce, nel 1928, ad un gruppo di artisti e di intellettuali che sostengono un’arte messicana indipendente, lontana dall’accademismo e legata all’espressione popolare: il mexicanismo, che si esprime nella pittura murale, particolarmente incoraggiata dallo Stato anche per le sue finalità edificanti e la possibilità di raccontare la storia nazionale anche alla grande massa, allora pressochè analfabeta. Per esprimerlo, crea da solo un suo assai originale e riconoscibile  linguaggio figurativo. In sostanza ciò che lei vuole mostrare e rappresentare si rifà soprattutto all’arte popolare messicana e alla cultura precolombiana. Pertanto nella sua arte si possono trovare  immagini votive popolari, raffigurazioni di martiri e santi cristiani, ancorati nella fede del popolo. Non mancano poi i suoi autoritratti nei quali si mostra in abiti da popolana e contadina e raffigurazioni di animali. Da sempre amante della politica e dei movimenti studenteschi, incontra, nel 1928, Juliano Mella, legato sentilmentalmente alla fotografa Tina Modotti: sarà grazie alla loro frequentazione che conoscerà meglio il pittore e muralista Diego Rivera che aveva già incontrato di sfuggita in passato. I due si innamorano e si sposano, nonostante la grande differenza di età (lei 22 anni e lui quasi 43 anni) e i due matrimoni falliti alle spalle di lui, con tanto di quattro figli.
Frida rimane incinta ma abortisce: a causa di una grave malformazione pelvica, dovuta al terribile incidente in tram, non riesce a mettere alla luce un figlio. Rimane nuovamente incinta poco dopo ma perde nuovamente il bambino. In quel periodo si era trasferita negli Stati Uniti con il marito sia per motivi politici sia artistici.

Torna in Messico soltanto nel 1934, dopo quattto anni di assenza: è ancora una volta costretta ad abortire. Si separa da Diego, uomo inaffidabile e amante delle belle donne che non si è risparmiato nel corso del matrimonio, tra cui pare persino Cristina, la sorella di Frida. Da quel momento lei inizierà a vivere in maniera molto libera l’amore, vivendo intensamente numerose avventure, sia amorose, sia prettamente sessuali, con donne e uomini.

Dal punto di vista politico diventa sempre più attiva: nel 1936 in Spagna scoppia la guerra civile e lei si impegna a distanza nella lotta per la difesa della Repubblica Spagnola, organizzando riunioni, scrivendo lettere, raccogliendo viveri di prima necessità, pacchi di vestiti e di medicine per inviarli al fronte.
Negli anni Quaranta, la fama di Frida è talmente grande ed eccelsa che le sue opere vengono richieste per quasi tutte le mostre collettive allestite in Messico.

Successivamente nel 1943 viene chiamata ad insegnare, assieme ad altri artisti, alla nuova scuola d’arte della pedagogia popolare e liberale, ovvero la rinomata Esmeralda. Frida, per gravi e cagionevoli  ragioni di salute, è presto costretta a tenere le lezioni a casa.

Altri problemi di salute la colpiscono nuovamente: nel 1950 subisce sette operazioni alla colonna vertebrale e trascorre ben nove mesi in ospedale. Dopo il 1951, a causa dei dolori, non riesce più a lavorare se non ricorrendo a farmaci antidolorifici. Molti critici attribuiscono ad esssi il cambiamento del suo modo di dipingere, ovvero una pennellata ben più morbida, meno perfetta e dotata di un colore spesso.

La sua prima mostra personale è stata allestista nel 1953 dalla sua grande amica fotografa Lola Alvarez Bravo. Ad essa è costretta a presentarsi sdraiata su un letto, dal momento che i medici le hanno tassativamente proibito di alzarsi e di stancarsi. Per festeggiarla come si deve, l’ex marito, propone di trasportarla sul letto nella piazza centrale di Città del Messico, al fine di farle incontrare la gente comune e i suoi estimatori. Dopo aver subito l’ amputazione di una gamba, nel 1954 si ammala di polmonite. Durante il periodo delle malattia partecipa ad una dimostrazione contro l’intervento statunitense in Guatemala, reggendo con coraggio e determinazione un cartello con il simbolo della colomba che reca un semplice e, nel contempo, lampante messaggio di pace. Muore per embolia polmonare la notte del 13 Luglio 1954.

frida due

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