Gabriele Pennacchioli, il fumettista che “ama” le donne curvy.

Gabriele Pennacchioli, supervisore della prima stagione di "Love, Death & Robots" su Netflix, noto per aver disegnato Dylan Dog e Diabolik, poi, al cinema, per grandi produzioni del calibro di Dreamworks e grandi successi come "Kung Fu Panda", "The Croods" e "Shrek", ci ha raccontato il suo lungo percorso fumettistico e televisivo.

Gabriele-Pennacchioli

I Social non sono soltanto cattivo gusto, insulti, offese o superficialità. Scorrendo le varie pagine, si possono scoprire mondi a noi sconosciuti, persone di spessore, di qualità, artisti e quantaltro. Grazie al post di un conoscente, in un caldo pomeriggio post vacanziero, mi sono imbattuta in una serie di disegni che, immediatamente, hanno suscitato la mia curiosità, elemento imprescindibile per una professione come la mia, alla continua ricerca di qualcosa di originale. Disegni, che ricordano un po’ i fumetti che leggevamo da ragazzi, quasi dei ritratti, però. Donne sensuali, situazioni intime di coppia, mai volgari nè scontate. Seppure ci si legga una certa trasgressione, tutto resta molto delicato, mai calcato al limite dell’oscenità. E poi loro….le donne curvy, belle, imponenti, affascinanti, buffe o sexy, prorompenti od autoironiche….TANTE!!! L’abbondanza quì, viene espressa con una sorta di sublimazione, uno studio certosino dell’anatomia umana, in particolare quella femminile, e tutto l’amore che l’artista riversa attraverso il suo eccellente tratto. Ho scoperto, così, un grande artista, senza quasi rendermene conto: Gabriele Pennacchioli.

Animator, story artist, designer, fumettista, Pennacchioli ha realizzato illustrazioni per Diabolik e Dylan Dog, lavori per produzioni del calibro di Dreamworks e grandi successi come “Kung Fu Panda”, “The Croods” e “Shrek”, solo per citarne alcuni. Le forme, le proporzioni e la bellezza della figura umana sono un tema corrente nei suoi lavori. E, come detto poc’anzi, ultimamente disegna sempre più spesso la figura femminile, in maniera del tutto naturale, creando storie, situazioni ed emozioni. Disegnare una bella donna non gli basta, ha bisogno di esplorarne il carattere, la personalità, sia in modo fantastico sia nella realtà quotidiana, che a volte è drammatica ed a volte è comica.

A pensarci bene, Diabolik, Dylan Dog, Kung Fu Panda, Shrek, The Croods e Dragon Trainer hanno tutti qualcosa a che fare con le donne curvy.

Gabriele Pennacchioli, che al momento vive a Los Angeles, è stato, inoltre, supervisore della prima stagione di “Love, Death & Robots” e regista di uno degli episodi più interessanti, sia a livello tematico che visivo, “Mutaforma/Shape-Shifters”, per il quale ha appena vinto un Emmy qualche sera fa! Netflix, per la gioia di tutti gli estimatori del genere, ha appena confermato anche la seconda stagione di “Love, Death & Robots”.

LF ha avuto il piacere e l’onore di poter fare due chiacchiere con il grande story-teller…

Benvenuto su LF MAGAZINE! Complimenti per i suoi disegni, che è un vero piacere ammirare…Da dove nasce questa propensione?

“Fin da piccolo amavo disegnare. Disegnavo un po’ di tutto ma principalmente cavalli. In seguito mi sono innamorato dei supereroi Marvel. Il mio sogno era di diventare un disegnatore di fumetti.”

Un chiaro rimando alla grande fumettistica grafica e filmica… Si ispira a qualcuno in particolare?

“Ho un passato da disegnatore di fumetti. Ho disegnato molti numeri di Diabolik e alcuni albi speciali per Dylan Dog. Anzi, uno dei miei racconti verrà pubblicato tra breve (è una storia che ho realizzato vent’anni fa!). In quel periodo la mia fonte d’ispirazione erano i fumetti di Sergio Zaniboni. Sergio mi ha trasmesso il suo amore per la sintesi e la composizione. Credo che anche il mio lavoro come animatore 2D abbia contribuito allo sviluppo del mio stile. Infatti cerco sempre di limitare i particolari nelle mie figure così come si fà nei film d’animazione tradizionali. Tra gli animatori che ho studiato e che credo mi abbiano influenzato citerei Milt Kahl e Don Bluth.”

Lei “parla” per immagini…donne, coppie, donne curvy, devo dire sempre di gusto e delicate…che messaggio le piacerebbe arrivasse a chi le guarda?
“Nei miei disegni cerco di raccontare delle storie, delle emozioni. A volte le idee vengono dalla mia memoria, da delle esperienze che ho vissuto e, a volte, sono cose che immagino, su cui fantastico e che traduco in disegni. Il mio tema è la sfera erotica della donna e della coppia. Se ci sono dei messaggi vorrei lasciarli alla libera interpretazione dello spettatore.”
Perché la sua preferenza va su immagini di donne curvy?
“In realtà non ho una vera preferenza se non per la figura femminile in generale. Trovo piacere a disegnare diversi tipi di corpi. Disegnare le donne curvy mi intriga perché posso giocare con forme e proporzioni con dei risultati che trovo particolarmente sexy.”
Quali sono le differenze tra le donne magre e, appunto, quelle curvy che disegna, per quanto concerne sensualità, bellezza ma anche ironia?
“Non credo ci siano delle differenze nel modo in cui approccio un disegno sia che la donna sia curvy o fit. Entrabe possono essere belle, erotiche ed ironiche.”
Lei vive e lavora tra Europa e Stati Uniti, dove, tra l’altro, vi sono nette differenze tra fisicità femminile (e maschile). Come vengono accolti i suoi lavori e, se ci sono, ha riscontrato differenze?
“Qui in America le mie donne curvy sono accolte bene. Ricevo molti commenti da donne che si complimentano per il mio lavoro e per la varietà nei miei disegni. Mi capita di ricevere email da donne curvy che mi ringraziano perché i miei disegni le aiutano ad accettare il loro corpo e la loro sensualità. E questi sono i complimenti che mi lusingano di più.”
Da che fasce di età viene apprezzato? Più donne o uomini?
“Direi più dalle donne. In generale credo siano donne tra i trenta e i quarant’anni.”
Arriviamo alla sua partecipazione all’antologia animata per adulti “Love, Death & Robots” che l’ ha portato a supervisionare tutti i 18 cortometraggi presenti su Netflix e a ritirare da poco un Emmy…
“Due anni fa Tim Miller mi ha contattato e chiesto se fossi interessato a dirigere un film per una serie a cui stava lavorando. La serie era appunto “Love, Death and Robots”. Avevo lavorato con Tim tre anni prima allo storyboard del film “The Goon” tratto dal fumetto di Eric Powell. L’idea di lavorare ad una serie che combinava la fantascienza, l’horror e la commedia per un pubblico adulto mi ha intrigato subito.”
‘Supervising director’: in cosa consiste esattamente questo compito?
“Ho aiutato Tim Miller con tutte le decisioni creative. Dalla scelta delle storie al casting degli studi e registi fino all’approvazione di tutti i passaggi creativi per ogni film. Per alcuni episodi il mio coinvolgimento è stato più profondo soprattutto per quanto riguarda l’editing, l’animazione e la direzione artistica. Nella fase iniziale del progetto ho portato alcuni talenti come: Alberto Mielgo (Witness), Oliver Thomas (Good Hunting), Owen Sullivan (Sucker of Souls) e Vitaliy Shushko (Blindspot). E studi come La Cachette e Red Dog House. Nello specifico, Alberto Mielgo l’ho conosciuto a Londra nel 2002 mentre lavoravamo su Sinbad, allora era un’animatore. La sua carriera stellare lo ha portato a dare lo stile di Spider-Man: un nuovo universo. Quando gli ho proposto di scrivere e dirigere un film d’animazione per un pubblico adulto ha accettato subito. Oliver Thomas era un mio collega animatore alla DreamWorks. Lasciata la società, ha lavorato come storyboard artist per film live action come Alice in Wonderland di Tim Burton e Rogue One. Un grande artista che è stato uno dei primi che ho contattato per L, D & R. Owen Sullivan l’ho scoperto grazie al mio interesse per Avatar e Korra. I suoi storyboards per Korra sono stupefacenti. A mio parere, doveva assolutamente esprimersi con uno dei nostri film: Sucker of Souls. Con Vitaliy Shushko ci siamo conosciuti tramite i nostri blog e poi incontrati (lui vive in Russia) alla DreamWorks molti anni fa. Grazie al suo cortometraggio X-story sono riuscito a convincere Tim Miller a farlo lavorare sulla nostra serie. Di Robert Valley sono stato da sempre un grande ammiratore. Il suo stile narrativo, espresso nel film Pear Cider and Cigarettes del 2016, era perfetto per il racconto Zima Blue. Per quanto riguarda invece gli studi d’animazione li ho scelti in base alle storie e al gusto dei registi.”
A cosa sta lavorando al momento?
“Ad un film che però non è stato ancora ufficialmente annunciato.”
Progetti futuri?
“Ho finalmente messo insieme due libri: uno che raccoglie le mie donne curvy e l’altro i disegni di coppie. Spero di riuscire a farli uscire presto.”
Concludendo?
“Mi fa molto piacere questo interesse per il mio lavoro e vorrei continuare a realizzare disegni in cui la gente si identifica e magari, anche se è solo per un attimo, a sentirsi un pochino meglio.”

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