Gaia Caramazza: “Il mio impegno continuo è quello di rendere il gioiello sempre vestibile ed intercambiabile”.

LF ha incontrato l'esperta di Arte Orafa nello show room della P&G Events Together e Comunicazione di Via Margutta, dove ci ha raccontato e mostrato la sua ultima collezione "Sillage" ispirata a dieci fragranze realizzate dal Dottor Vranjes durante gli eventi di Altaroma.

Conoscere ed apprezzare Gaia Caramazza è un piacere infinito, che va al di là della ‘visione’ di gioielli nella terminologia più stretta del termine! E’ un viaggio attraverso materiali di pregio, argento, oro, bronzo…che prendono vita attorno a pietre dure, anch’esse di qualità, variopinte e di consistenze disparate. I modelli, tutti rigorosamente unici, rendono l’acquisto di uno di essi, un vero omaggio a sè stesse, una gratificazione personale, assieme alla consapevolezza di essere entrate in possesso di un capolavoro unico ed irripetibile.

Gaia Caramazza si è scoperta dotata di due mani felici, per caso, quasi per diletto. Proviene dal ramo delle consulenze fiscali, poi nel 2013 ha iniziato a frequentare l’Accademia di Arti Orafe di Roma e non si è più fermata per fortuna! L’incontro con Grazia Marino ed Antonio Falanga, della P&G Events Together e Comunicazione, ha fatto il resto. Un felice sodalizio e la possibilità, per Gaia, di esporre le sue opere d’arte, perchè personalmente è così che le vedo, nello spazio sito in Via Margutta, la hanno resa un’orafa molto apprezzata e quotata.

Appena conclusasi Altaroma, in occasione della quale Gaia ha creato la linea “Sillage” abbinata a dieci fragranze proposte dal Dottor Vranjes, già si pensa a nuovi progetti, lavori ed esperienze.

Ho avuto il grande piacere di intervistare Gaia Caramazza proprio nello show room di Grazia Marino ed Antonio Falanga, così, sorseggiando un ottimo e bollente caffè, mi si è parato davanti quasi un giardino incantato, uno scrigno contenente innumerevoli meraviglie, e, credetemi, le foto non rendono neppure la minima parte della reale bellezza di ogni singolo oggetto, delle tenui venature delle pietre, della vivacità cromatica!

“Sillage” è davvero atta a far restare senza fiato! Si materializzano giardini fiorentini, monumenti di Roma, luoghi marini del sud del globo terrestre, nella loro totale originalità, trasformati in ciondoli/broche, orecchini, anelli, bracciali come “Acqua” in argento satinato con zaffiri, memoria olfattiva di una passeggiata sulla spiaggia, o il bracciale “Fuoco”, in bronzo con granato, reminiscenza del buon odore e delle essenze del legno che arde nel camino, e ancora, gli orecchini “Spezie rare”, in bronzo ed agata, immagine di una figura familiare che ricorda il macis, il chiodo di garofano e il sandalo, la broche “Giardini di Boboli” in argento satinato, con fluorite e perle, rievocazione del profumo delle ninfee che arredano il laghetto, le note dei gelsomini, il verde intenso e aromatico delle siepi e dei pitosfori, la collana “Limonaia di Firenze” realizzata in bronzo con agata striata, riporta a ricordi del profumo raffinato dei fiori di limone, il ciondolo/broche “Oud nobile” in argento con tormalina nera, un’emozione sensuale come respirare il profumo della pregiata resina di oud che ardeva nei bracieri, la collana/broche “Giardino delle rose” (la mia preferita!!! N.d.r.) realizzata in argento con fluorite, un flashback di profumi di rose ispirato ad una passeggiata a Piazzale Michelangelo…

Avrete compreso il personale consenso per una linea davvero bella, che oltre all’armonia di idee, sprigiona le plusvalenze di Gaia, tutto lo studio che vi è dietro, già a partire dall’idea e dal disegno di ciascun progetto! Credo che regalarsi uno di questi capolavori soddisfi ed appaghi l’animo ed il cuore…Non può mancare davvero nel nostro corredo personale!

Parlaci un po’ di questa tua nuova Collezione che abbiamo potuto apprezzare durante gli eventi di AltaRoma…

“Questa collezione si chiama “Sillage”… la traccia, la scia che lascia un profumo, quindi la mia traccia è l’oggetto in se. E’ stata ispirata in base a dieci fragranze del Dottor Vranjes che ci ha gentilmente ospitati presso il suo show room in Via Vittoria…La collezione è un po’ scollegata tra se, perchè ogni fragranza ha una propria identità che trova poi un collegamento nella convertibilità del gioiello. Il mio impegno continuo è quello di rendere il gioiello sempre vestibile almeno in due modalità…essendo un pezzo unico, voglio dargli la peculiarità di essere indossato in modi diversi…una broche può diventare una fibia oppure il centrale di una collana, e sono tutti ispirati alla natura…fragranze di fiori e spezie rare. L’ispirazione è stata abbastanza spontanea e veloce, è venuta di getto. Sono inoltre diventata molto esigente, non mi accontento e cerco sempre di migliorare.”

Sono nati prima i profumi o la collezione “Sillage”?

“Prima i profumi. Il dottor Vranjes ha quaranta fragranze a disposizione in questo momento, ed è uno studio che segue da anni, in base alle scelte delle sue dieci fragranze, ho realizzato poi la collezione. Lui è di Firenze, così abbiamo creato  “Il giardino di Boboli” che ho realizzato attraverso una broche con una fluorite molto grande, verde, che va a rappresentare il fiore di loto, poi abbiamo “Il giardino delle rose” sempre riguardante la città di Firenze, dove si trova una moltitudine di rose…l’ho rappresentato con una fluorite viola molto intensa, che può essere sia il centrale di una collana fatta a foglie in argento, e sia una spilla con la collana che diviene un collarino. E ancora “Oud Nobile”, un’altra fragranza alla quale mi sono ispirata usando una Tormalina, perchè è una resina nera molto pregiata e dà l’idea della preziosità. Poi abbiamo “Sud” ed “Est” dove il sud è rappresentato dai Caraibi con il fiore di frangipane e la menta piperita….Non so se posso svelare un piccolo segreto di questo gioiello…Ho realizzato due spille con i frangipane ed un pendente con la foglia che ricorda quella della menta piperita, solo che era una foglia che avevo già utilizzato per un altro gioiello…non me ne ero accorta, perchè faceva parte del retro della lastra, girandola, vi ho trovato un accenno della cupola di San Pietro…ho voluto lasciarla, perchè è come se fosse un vezzo, non l’ho preso tanto come un errore quanto come un valore aggiunto dell’oggetto. “La Limonaia” di Firenze l’ho rappresentata con una collana ed un centrale che può diventare anch’esso una broche con tante agate gialle che ricordano dei piccoli limoncini, poi “Roma”, perchè il dottor Flanes ha realizzato, per ogni suo show room in tutte le parti del mondo, una fragranza per ogni città, quindi ne ha dedicata una anche a Roma…Io ho voluto rappresentarla un po’ come fosse una Roma segreta, da riscoprire, ma anche una Roma che ci guarda…Noi la critichiamo tanto, soprattutto in questo periodo, mentre invece dovremmo guardarla un po’ con i suoi occhi ed attribuirle dei meriti…il gioiello “Roma” quindi, ispirato al buco della serratura della porta del Priorato dei Cavalieri di Malta sull’Aventino, si materializza nella sua originalità in un ciondolo/broche in bronzo. Tengo a sottolineare che tutti i pezzi di questa collezione sono realizzati in bronzo od in argento, e sono unici, convertibili, e realizzabili anche in altri metalli.”

Questi pezzi sono per una donna romantica che non rinuncia ad un tocco di praticità e modernità?

“Si, perchè sono trasformabili e ci si può giocare molto. Si possono anche reinventare quindi…L’idea che voglio dare è di romanticismo ma anche di una donna che vuole l’oggetto unico, che si ama, che non vuole il gioiello in serie che indossano tutti. Vorrei portare la donna ad amare di più se stessa ed a valorizzarsi un po’, piuttosto che seguire un certo stile del momento.”

Com’è iniziata questa passione?

“Io mi occupavo di tutt’altro…ero una consulente fiscale. L’ho fatto per 15 anni, dopodichè ho deciso di frequentare l’Accademia di Arti Orafe, ma più per diletto, partecipando a tutti i corsi: di oreficeria, di cera, di incassatura…poi ho notato che mi aveva talmente rapita e che la gente gradiva il mio gusto ed il mio stile, che non sono più riuscita a fare entrambi i lavori…ho dovuto fare una scelta che è ricaduta sull’arte orafa.”

A quando risale la tua prima esposizione?

“Risale al 2013, ma a livello amatoriale. Ho fatto una sfilata di abiti gioiello insieme ad un’altra stilista, in cui il gioiello diventava parte integrante dell’abito. Dopodichè, mi sono resa indipendente realizzando varie sfilate e presentazioni, fino a quando, nel 2016, ho conosciuto Grazia Marino ed Antonio Falanga della P&G Events Together e Comunicazione, ed abbiamo realizzato il primo evento al Saint Regis in occasione di Alta Roma, presentando “Triplum”, un anello che mi rappresenta molto ed è l’unico oggetto che realizzo in serie al momento. Questo felice sodalizio è proseguito, Grazia ed Antonio mi hanno permesso di esporre i miei lavori nel loro Show Room di Via Margutta, organizzando altri eventi e progetti… la realizzazione di un sogno! Già arrivare fin quì è, comunque, un sogno continuo, una possibilità in più.”

I tuoi gioielli sono stati anche indossati da attrici note se non erro…

“Si, da Maria Grazia Cucinotta. Eleonora Albrecht, invece, ha fatto un cortometraggio con i miei gioielli assieme a Barbara Bouchet e Andrea Roncato, poi li ha indossati una donna curvy…”

Progetti futuri?

“Sono incessanti, sempre alla ricerca di novità, tendenze, studi, materiali di lavorazione diversi, quindi sicuramente per l’edizione di Luglio di Altaroma, riusciremo a realizzare qualcosa…ci sono progetti anche all’estero…”

Quanto tempo occorre, più o meno, per realizzare uno di questi lavori?

“Dipende molto dall’impegno che richiede ogni singola collezione dall’inizio, a partire dalla realizzazione del disegno.  “Sillage”, essendo nata dall’ispirazione delle fragranze, è sorta in maniera molto naturale in un mese e mezzo…per le altre, tipo “Duality”, una collezione fatta di choker, tutti interscambiabili e di materiali a base di pietre diverse, c’è stato uno studio diverso.”

Le tue collezioni seguono sempre una tematica?

“Si, c’è sempre una storia dietro…Cerco di dare una spiegazione a quello che sto facendo, per non renderlo banale o scontato, quindi appena ho un’ispirazione cerco di svilupparla al meglio per poi seguire i vari procedimenti, dallo studio, al disegno, alla realizzazione, alle prove…”

Concludendo?

“Nonostante abbia appena terminato una collezione sono già intenta a pensare alla successiva.”

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