“Gente di facili costumi”.

La divertentissima piece, scritta a quattro mani da Nino Manfredi e Nino Marino, vede protagonisti Pietro Longhi e Paola Tiziana Cruciani, in scena al Teatro Roma fino al 27 Ottobre.

Al Teatro Roma, proseguono con successo, le repliche di una commedia deliziosa, piacevole, in cui si ride davvero, “Gente di facili costumi”. Un umorismo non scontato però, bensì coinvolgentemente riflessivo, colmo di spunti morali e sociali, con due protagonisti eccezionali che si arricchiscono e completano a vicenda, due animali da palcoscenico: Paola Tiziana Cruciani e Pietro Longhi, che saranno in scena fino al 27 Ottobre e poi, di nuovo, in una serata speciale, il 31 Dicembre prossimo.

“Gente di facili costumi” è uno dei testi più singolari rappresentati sulle scene teatrali italiane negli ultimi anni. La commedia, scritta a quattro mani da Nino Manfredi e Nino Marino è stata rappresentata per la prima volta nel 1988 dallo stesso Manfredi.

I protagonisti della pièce sono Anna (Paola Tiziana Cruciani) e Ugo (Pietro Longhi). Anna esercita il mestiere più antico del mondo con il nome d’arte di “Principessa”, è disordinata e rumorosa e tornando a casa a notte inoltrata ovviamente, disturba l’inquilino del piano di sotto Ugo, un intellettuale che vivacchia scrivendo per la tv e per il cinema e che soffre d’insonnia. Il sogno di Ugo è fare un film d’arte e quando è a casa a scrivere ha bisogno di concentrazione e di tranquillità che non riesce a trovare a causa dei rumori che fa Anna ogni sera quando rientra in casa.

La vicenda prende il via la notte in cui Ugo sale al piano di sopra per lamentarsi con la coinquilina rumorosa e lei, per la confusione, lascia aperto il rubinetto dell’acqua della vasca con conseguente allagamento del piano di sotto e Ugo, afflitto anche da uno sfratto, trova rifugio da “Principessa”.

Ugo e Anna assumono il ruolo emblematico di rappresentanti di questa nostra società, in continua evoluzione. Lui presume di appartenere alla casta detentrice del potere culturale, lei, la peccatrice, l’emarginata, si esprime invece con il molto personale linguaggio della “verità”.

Il quadro che si delinea da questa convivenza “forzata” sono una serie di esilaranti e divertenti situazioni che danno vita a momenti di straordinaria comicità che diverte e coinvolge il pubblico fino al termine della messa in scena. Personalmente, in alcuni momenti, ho riso fino alle lacrime!

Paola Tiziana Cruciani e Pietro Longhi si “incastrano” alla perfezione nei luoro ruoli, vicendevolmente! Il personaggio di lei, più confusionario, veracemente caciarone, simpatico, generoso, lui, pacato, posato, con un’ironia composta, gli sguardi seriosamente bonari, un autocontrollo portato allo stremo, che va a scontrarsi con una donna dalla quale imparerà, nonostante svolga la professione più antica del mondo, il senso della lealtà, della verità e della difesa di quello in cui crediamo e delle persone a cui teniamo.

Due attori che adoro!!!

Una commedia che trascorre in un lampo e ci fa uscire dalla sala…alleggeriti!

Bella anche la scenografia allestita sul palco.

Scrivi un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*