Gerardo Di Lella: “Anni 70 – Dance Era”.

E' il titolo dello spettacolo che farà rivivere l’inconfondibile sound della “Disco Music” degli anni Settanta. Uno dei più versatili direttori d’orchestra italiani, Gerardo Di Lella, in tandem con una delle voci più conosciute della musica internazionale, Amii Stewart, daranno vita ad una serata unica il 20 Ottobre all'Auditorium della Conciliazione di Roma. LF ha incontrato Di Lella proprio per raccontarci di questo concerto e di molto altro...

“Le Freak” degli Chic, “Cuba” dei Gibson Brothers, “Can’t Take My Eyes Off Of You” di Gloria Gaynor, “The Best Disco in Town” di Ritchie Family, “YMCA” dei Village People, “Mamma Mia” e “Waterloo” degli Abba…Chi non ricorda questi fantastici ritmi che hanno costellato le nostre giornate, in uno dei periodi più floridi, a mio avviso, per la musica Dance. I tempi di “Saturday night fever” in cui un giovane John Travolta strabiliava con i suoi ‘passi’ sulle note dei Bee Gees.

Ritmi incalzanti, sfrenati, era quasi impossibile non muoversi. Questa era la Disco Music e questo, in sintesi, quello che verrà proposto Venerdì 20 Ottobre all’Auditorium della Conciliazione di Roma, da Gerardo Di Lella in un fantastico connubio con Amii Stewart, della quale si festeggia anche il brano, datato 1979, “Knock on Wood”, che decretò il successo indiscusso della cantante. Sarà anche la notte dell’omaggio della stessa Amii Stewart all’indimenticabile Donna Summer, Regina della Disco, con un emozionante medley, a cinque anni dalla sua scomparsa: un’occasione davvero unica per gli amanti del genere!!!

Di Lella ci farà volare sulle onde di alcuni tra i successi più grandi della Disco music, nata dal funk, dal soul, dalla musica latina e psichedelica, con elementi di swing e musica afroamericana.

Via agli archi, ai fiati, ai pianoforti e alle chitarre elettriche a creare un suono lussureggiante, come non avrete mai sentito nella Disco. Sì, perchè ad accompagnare la serata ci sarà un’orchestra dal vivo composta da ben 22 elementi (9 fiati, ben 6 cantanti, e doppia ritmica), un modo sicuramente unico di sentire questo genere musicale!

Del resto Di Lella, con un’esperienza musicale di decenni alle spalle, ad ogni esibizione ci onora con un vero e proprio regalo musicale, un qualcosa che rende ogni suo evento speciale, ricco di emozioni, unico! Di Lella si esprime con competenza ma, soprattutto, con il cuore, e questo il suo pubblico lo sente! Rinomati, inoltre, i suoi duetti con Gloria Gaynor, Tony Hadley, Diane Schuur, solo per citarne alcuni…Artisti famosi, amati, uniti alla maestria di Gerardo Di Lella, si sono esibiti in note che, sono sicura, rimarranno negli annali della musica.

LF ha incontrato Gerardo proprio in occasione dell’imminente concerto del 20 Ottobre, per parlarcene un po’…assieme a molto altro.

Noi il 20 ci saremo! E voi…?

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Tu possiedi il ‘sacro fuoco’ dell’arte della musica sin da piccolo mi pare?

“Sì, l’ho ereditato dalla mia famiglia! Mio nonno era musicista, ed ho tre fratelli, di cui due, musicisti. Proprio una famiglia ‘musicale’.”

Tu hai diretto anche parecchie tue formazioni, partecipato ad importanti festival, formato dei felici duetti tra cui quello con Gloria Gaynor, Tony Hadley, Diane Schuur ed al momento con Amii Stewart con la quale ti esibirai a Roma il prossimo 20 Ottobre…

“Questo è un concerto dedicato agli anni ’70 per un’occasione particolare, ricorrono i 40 anni del periodo aureo degli anni ’70, quando, tra il 77 e il 78, hanno visto successi incredibili come “La febbre del Sabato sera”, nel caso specifico sono anche 40 anni di “Knock on Wood”, brano che portò al successo Amii Stewart. E’ un progetto che avevo già preparato da tempo e che ho avuto l’onore ed il piacere di presentare al Foro Italico nel Maggio scorso assieme a Gloria Gaynor, con tremila e più presenze, un vero succeso. Subito dopo ci siamo ritrovati con Amii Stewart, che conosco da anni, e con questo repertorio abbiamo creato questa dual adventure che ci ha permesso di fare già due bellissimi concerti, uno, al festival della Versiliana e l’altro, all’Arena Sferisterio di Macerata, ed ora il 20 Ottobre replicheremo all’Auditorium della Conciliazione.”

Come si svolgerà la serata?

“Il concerto si basa su due fondamenti: per quanto mi riguarda, quello di mettere in evidenza gli aspetti tecnici ed estetici di questa musica che ha caratterizzato un’epoca e, nello stesso tempo, quello di trascorrere una serata durante la quale riaffiorano tutti i ricordi della nostra gioventù. Un’occasione più unica che rara è anche quella di ascoltare un’orchestra che suona dal vivo con un coro ed una cantante, una cosa che non accade spesso…Una buona occasione per riproporre con il vecchio sapore, quello originale, il Sound di Philadelphia, così com’è nato.”

Tu, musicalmente, possiedi radici jazz…Com’è avvenuto il passaggio alla Disco Music?

“Suonavo pianoforte classico, però appena mi sono diplomato in musica, ho iniziato ad ascoltare anche altri ‘linguaggi’… Sicuramente il jazz è stata la mia più grande passione, mi ha dato la formazione tecnica per poter affrontare certi tipi di scrittura e fondare la Big Band, il mio primo approccio con la musica scritta, una cosa che ho fatto per tanti anni con grosse soddisfazioni…Ho inciso un disco in America per la Universal con la quale sono usciti i più grandi musicisti al mondo. Quindi questa è stata la mia prima mansione, affiancata, man mano, anche ad altri tipi di linguaggio, per primo il cinema, perchè ho avuto l’occasione di lavorare a fianco di Piero Piccioni, compositore dei film con Alberto Sordi. Da lì, per un puro caso, ho scoperto che la Dance aveva una caratteristica importante, quella di coinvolgere grandi formazioni, un tipo di musica che prevede sia gli archi, che la grande orchestra, sia la ritmica afro-americana, anche se ovviamente, ha un’evoluzione molto particolare di quest’ultima, comunque tutti gli ingredienti necessari affinchè mi appassionassi anche di questa. Un mondo che mi era passato inosservato…bellissimo. Così, nel 2014 ho fatto il primo concerto, tutto esaurito, alla Sala Umberto, con questo repertorio, e pian piano l’ho portato in giro, collaudandolo, fino ad arrivare a quest’anno con Gloria Gaynor ed ora con Amii Stewart.”

Nel 2008 hai anche partecipato al Festival di Sanremo in qualità di direttore d’orchestra…Cosa si prova a salire su quel palco?

“E’ una sensazione molto bella! E’ un palco importante, non saprei nemmeno descrivere a parole la sensazione unica…In quella circostanza ero con Little Tony ed è un ricordo bellissimo per me!”

A parte questo concerto del 20 Ottobre quali sono i tuoi progetti futuri?

“Ora sono un po’ scaramantico a parlare! Spero di darti una bellissima notizia a stretto giro, ci sto lavorando…fino a quando non sono sicuro evito di parlarne.”

Con quale altro artista ti piacerebbe esibirti?

“E’ proprio quì l’inghippo, riguarda il progetto futuro di cui di sopra.”

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