Gianfranco De Angelis: “sono romano…ma il cuore “parla” napoletano”!

Incontro con l'ex interprete dei noti fotoromanzi Lancio che fecero sognare intere generazioni!

Incontrare Gianfranco De Angelis è stato come un “tuffo” nel passato…ricordi di un’adolescenza serena, quando le uniche “preoccupazioni” erano lo studio ed il futuro. Tempo libero, amici, passioni e…letture di fotoromanzi. Eh già…anch’io ho fatto parte di quello stuolo di ragazze e, talvolta, anche di madri, che “divoravano” le riviste della Lancio! Un modo per sognare, fantasticare…Colmo di “beniamini” di tante compagne di classe con le quali ci si scambiavano le riviste o le foto degli attori adorati…tipo figurine “ce l’ho…non ce l’ho”. Gianfranco De Angelis era…tra questi! Belli quei tempi per me! Appunto…andati! E ne sono trascorsi di decenni da allora. Le adolescenti sono diventate “grandi”…mogli, madri, professioniste…la Lancio neanche esiste più…ed ho conosciuto un Gianfranco De Angelis maturo, simpatico, gioviale, dal timbro di voce accattivante…sempre pieno di idee, progetti, che si è continuamente rimesso in discussione! Si è raccontato con grande allegria….La sua carriera, la professione nel settore del turismo, il suo amore smodato per gli animali e la campagna…e la musica napoletana! Ne ha fatta parecchia di strada De Angelis, passando attraverso doppiaggio, teatro, cinema e televisione, sempre con uno spirito “curioso” e giovane…per giungere a questo spettacolo interamente dedicato a Napoli! Un excursus tra antiche tradizioni partenopee, poesie di Edoardo e Totò, cabaret, risate e leggerezza…tutto da vedere ed ascoltare!

“Dal fotoromanzo ad oggi…Ne hai fatta di strada!”

“Hai una memoria di grandi dimensioni sul registratore…? A parte scherzi…era il lontano 1980, quando ho lasciato i fotoromanzi per partecipare al trentesimo Festival di Sanremo, con un brano “E pensare che una volta…” per il quale vinsi anche un premio della critica, ai tempi del buon Ravera. E’ stato piacevole quando mi accorsi che Fabio Melelli scrisse un libro in cui citava tutti i cantanti di quell’epoca, e c’era anche il mio. Poi mi regalò anche quel libro. Stetti alle Edizioni Lancio, che non esistono più, per 12 anni, poi ho lavorato per Grand Hotel, con cui ogni tanto ancora collaboro per diletto…E’ stata un’esperienza fantastica che non rinnegherò mai, anche per l’affetto che sulla mia pagina facebook, mi danno tante persone, non solo in Italia, ma anche dall’Argentina, dal Brasile…”

“Quali sono le difficoltà in una recitazione “per immagini”?”

“Alla Lancio, all’epoca, non essendoci ancora il digitale, ma le pellicole, facevamo tutto “in movimento”, a parte la copertina, che doveva essere statica, le scazzottate, le arrabbiature, i sorrisi…venivano realizzati in movimento. E quindi era un pochino come al cinema. La difficoltà dell’attore era saper prendere la luce durante il movimento, cosa che in seguito, mi ha anche molto aiutato sia nel teatro che nel cinema, soprattutto, per “sentirmi la luce sulla faccia”. Il fotoromanzo era costituito da un ambiente delizioso, eravamo giovanissimi, senza pensieri, si viveva forse un po’ sopra li righe, perchè si guadagnavano molti soldi…non bisogna negarlo! Peccato che non esistano più…ora ci sono la tecnologia, il web…”

 

“Un ricordo dei tuoi colleghi?”

“Alcuni non ci sono più e li ricordo con tanto affetto…Franco Gasparri, Marina Coffa, Michela Roc, che se n’è andata da poco, Maria Antonietta…Ho avuto il piacere di rivedere uno dei più grossi registi della Lancio, Fernando Del Marro, ad uno spettacolo, proprio grazie a Facebook. Parliamo male dei social ma alle volte sono utili. E’ venuto a vedermi a Roma, in un locale a Via dei Cerchi, con questo spettacolo mio di musiche napoletane, poesia e cabaret. Ci siamo ricordati di quei tempi andati…Lui, in particolare, era regista di Jacques Douglas, che era il fotoromanzo principale in cui io ero un personaggio fisso, insieme a Franco Dani ed altri. Un incontro piacevole. Sento spesso i tecnici della Lancio che sono i personaggi più simpatici nel mondo del cinema e del fotoromanzo. Ora sono sempre con un piede nell’arte, facendo da tempo un’attività diversa.”

“Hai un aneddoto da raccontarci di quel periodo?”

“….ho iniziato con il teatro, con la scuola di recitazione, con il doppiaggio, ero un giovane attore rampante di teatro. Un giorno mi presentai alla Lancio, prima di firmare il contratto, facevo già delle piccole partecipazioni, mi guadagnavo i miei soldini….l’allora direttore, Filippo Ciolfi, mi fece chiamare. Entrai in questa stanza, tipo Fantozzi che va dal direttore, e lui mi disse: “De Angelis lei ci piace, vorremmo averla nella nostra “famiglia”…Io all’epoca un po’ mi “atteggiavo” e risposi: “Dottore io faccio teatro!” In quel periodo avevo appena terminato una tournee con Gianni Santuccio, con il mio carissimo amico Vittorio Mezzogiorno, un grande attore, con “Duckchek” quindi un personaggio impegnato! E lui rispose: “sì immagino, ma credo anche che con il teatro non guadagni molto!” Io, quasi risentito risposi: “No guardi io guadagno 100…” E lui: “come 100? Le guadagnerà al mese?” Ed io: “certo dottore, al mese!” Lui: “quì si tratterebbe di molto di più….e…al giorno!” Io: “guardi mi ci faccia pensare, ma solo un giorno!” Il giorno dopo firmai un contratto per la Lancio di 12 anni, pur continuando ad occuparmi di doppiaggio, cinema e teatro, e qualche pubblicità.”

“Al cinema ed alla TV cosa hai fatto?”

“Sembrerà strambo, ma alcune cose neppure le ricordo! Pensa che Fabio Melelli sapeva più di me! Si ricordava cose che avevo fatto in televisione “Ritratto di moglie in cornice” che io neppure so cosa sia. Una fiction “Pronto c’è Kim Novak al telefono”, che trovi sul mio Wikipedia, ma che io non ricordo! Nel 1975 ho preso parte allo sceneggiato televisivo “Ritratto di donna velata”. Va molto in onda il film “La moglie vergine” con Ray Loveloch ed Edwige Fenech, “Oh mia bella matrigna” con Sabina Ciuffini e Gloria Piedimonte, in cui ero protagonista con Maurice Genet che interpretava il ruolo di mio padre. Nel 1990 “La Piovra 5- Il cuore del problema”. Ultimamente “Presto farà giorno” dove interpreto un medico, un film che è anche andato in concorso al David di Donatello lo scorso anno.”

“Cosa preferisci…?”

“A me ora piacerebbe fare cinema. Non avrei tempo per il teatro. Ho un’altra attività. Al cinema però gli spazi sono molto “stretti”! Staremo a vedere.”

“Arriviamo al tuo spettacolo

“Innanzitutto perchè canzoni napoletane? Io essendo nato a Roma, mi definisco un “meticcio” dello spettacolo, con papà napoletano Doc del Vomero, e mamma romana…Da piccolo nella mega casa in cui sono nato, vivevo con un papà che parlava un napoletano strettissimo, un prozio ed altri due zii, una casa di 15 stanze, per cui si stava tutti assieme, parlavano tutti napoletano, si ascoltavano dischi, soprattutto quelli di Roberto Murolo, avevo 7/8 anni e mi è entrato nel cervello questo artista napoletano che ho avuto poi modo di incontrare, al quale ho rubato dei piccoli segreti della chitarra e del suo modo di cantare le antichissime canzoni napoletane. Sono arrivato ad un certo punto della mia vita in cui con un chitarrista mio amico, mi sono inventato questo spettacolino in cui c’è una ricerca accurata di alcune antiche canzoni conosciute e meno conosciute, il cabaret di Armando Gil, quindi spiritoso e non “strappacore”, c’è da ridere, vi sono dei sottintesi, qualche poesia, una di Totò, una di Edoardo, non si può non citarle…e spiego ai non napoletani il significato dei testi. E’ questo lo spettacolo di un’ora e mezza che sto portando in giro per i locali. Ovviamente è per persone appassionate del genere. Sta andando bene e probabilmente, il 10 Luglio, parteciperemo ad una trasmissione radiofonica su Rai1 che si Chiama “Brasil”, molto conosciuta, che va in onda in tutto il mondo, in notturna, poi in replica, e proporrò tre o quattro pezzi napoletani legando un po’ la storia di Napoli (sappiamo che i Borbone sono stati a Napoli per 200 anni, sappiamo che una principessa, Maria Cristina, partì con il suo galeone da Napoli per andare a sposare Pedro II imperatore del Brasile, una sorta di fusione) a quella del Brasile. Tant’è vero che andando a fare una ricerca, ho scoperto che ci sono dei termini napoletani che sono identici al portoghese.”

“Ti piacerebbe portarlo anche in Brasile?”

“Magari! Sarebbe bellissimo! Sono alla ricerca di un manager, ma uno che sia adatto e possa amare questo tipo di spettacolo, forse, un napoletano. Perchè chi ha Napoli nel cuore…ha Napoli nel cuore! Questa cosa poi ha preso piede e sono alla ricerca di qualcuno che possa promuoverlo.”

“Questa sarà un’estate di lavoro o di vacanza?”

“Sarà un’estate di lavoro di sicuro, ma per quanto concerne l’altro mio lavoro, nel settore del turismo. Io sono azionista e direttore di un tour operator italiano da tanti anni e mi occupo del settore commerciale. Il turismo è un po’ in crisi. L’out-going è difficile…c’è la paura di tante cose in questo periodo, però speriamo che questa ondata negativa pian piano possa scemare e tornare ai livelli soliti.”

“Tu hai una grande passione per i cavalli…”

“Ce l’ho da tanti anni. Ho il mio stallone lusitano Zoko con cui lavoro in dressage da tanti anni, è un po’ il mio “bambino”…ho la passione per la campagna, per i cavalli, per i cani, per tutti gli animali…sono pieno di cani, non basta il registratore per elencare tutta la mia serie di cani San Bernardo, gatti di tutti i tipi.”

 

 

1 Commento su Gianfranco De Angelis: “sono romano…ma il cuore “parla” napoletano”!

  1. Pedro Souza Filho // 23 Giugno 2016 a 0:08 // Rispondi

    Belíssima a entrevista do grande artista italiano Gianfranco de Angelis. A descrição da sua paixão pela música napolitana, pela vida e pelo bem estar dos animais. Isso tudo só demonstra a boa pessoa (good man) que é o Gianfranco de Angelis. Desejo a você Gianfranco, muito sucesso em todos os seus empreendimentos e que continue a ser a grande pessoa que você é.

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