Gianluca Arrighi: il maestro del legal thriller

Il giovane ed affermato penalista che vive a Roma con la moglie e le due figlie, è un esperto scrittore di gialli, ispirati, in parte, alla sua professione, ed in vetta alle classifiche di vendita per mesi! Non male in un momento in cui l'Editoria risente di una forte crisi!

 Roma! Città spettacolare…antica…meravigliosa…dove si “respirano” ancora tracce di un denso passato storico. Roma…con le sue orde di turisti. Roma….spesso…suggestivo set a cielo aperto per numerosi films.  Roma…ideale “sfondo” per i thriller dello scrittore Gianluca Arrighi! A dire il vero, lui, non è un “semplice” scrittore! E’ un affermato penalista del foro di Roma, con la passione per la scrittura. Per dirla tutta, gli riesce anche molto bene!
L’esordio c’è stato nel 2009 con “Crimina romana” che è stato anche adottato come libro di narrativa nei Licei della Capitale. Nel 2012 è la volta di “Vincolo di sangue” un thriller verità sul caso giudiziario di Rosalia Quartararo che uccise la figlia diciottenne a colpi di spazzolone nell’estate del 1993, unico caso di donna condannata all’ergastolo in Italia.  Per giungere al 2014 con “L’ inganno della memoria” ed il suo protagonista Elia Preziosi, ex avvocato difensore pentito, molto affascinante ed ombroso. Una vera e propria consacrazione per Arrighi…il penalista scala le classifiche con i suoi thriller, nonostante continui il suo incessante lavoro in tribunale. Riesce anche a ritagliarsi del tempo per scrivere fiction per la Rai. Ed è presente, attivamente, sui Social network dove, con lavoro meticoloso, risponde a ciascuno dei suoi lettori.
Arrighi piace…ci piace! Questo connubio professione/scrittore di thriller, indiscindibili in fondo, l’una dall’altro, questa sua aria da “ragazzo scansonato” e sorridente, tali da non renderlo affatto un rigido e severo “principe del foro”, ce lo fanno sentire  molto umano, vicino…quasi…un amico!
Abbiamo incontrato Arrighi, per voi, in uno di quei giorni di un torrido Luglio romano che difficilmente scorderemo!

” Da Avvocato penalista di fama a validissimo scrittore di thriller…Come sei giunto fin qui? ”

” Agli inizi della mia professione divenni amico di una giornalista della Rai che aveva seguito per il Tg3 alcuni processi dei quali mi ero occupato e che curava, sempre per la Rai, una rubrica settimanale di libri. All’epoca ero un giovane penalista, neppure trentenne, squattrinato e pieno di belle speranze. Ma ero anche sommerso da un’infinità di casi giudiziari, devo dire la maggior parte disperati, nei quali gli imputati erano spesso personaggi straordinari e rappresentativi della più varia umanità capitolina. Per questa ragione i “miei” processi erano molto seguiti dai media, soprattutto dalla cronaca di Roma. Fu proprio quella giornalista della Rai a spingermi affinché iniziassi a scrivere romanzi su fatti delittuosi, ispirandomi alla mia esperienza nelle aule di tribunale. L’idea mi piacque. Mi presentò un piccolo editore romano e così nacque “Crimina romana”  (2009) che, al di là di ogni aspettativa, si rivelò un successo straordinario.”

“Crimina romana” , se non erro, è stato anche adottato come libro di narrativa nei licei della capitale!

” In quegli anni Nicola Zingaretti era presidente della Provincia di Roma. Lesse “Crimina romana”, gli piacque molto e decise di adottarlo nei licei come testo di narrativa e di educazione alla legalità. Presentammo il libro nelle scuole superiori, dove io tenni alcune conferenze di cui conservo ancora un bellissimo ricordo. In ogni incontro le aule magne dei vari istituti erano colme di studenti tra i sedici e i diciotto anni, assetati di giustizia e pieni di domande alle quali cercavano risposte. “

” La consacrazione definitiva è arrivata con “L’inganno della memoria” ed il suo particolare protagonista, Elia Preziosi: ce ne parli?”

Elia Preziosi, il protagonista de “L’inganno della memoria”, è un pubblico ministero della procura di Roma che nel corso di una torrida estate dovrà risolvere una serie di macabri delitti che sconvolgono la città eterna. Preziosi è un uomo di legge tormentato, dovrà superare diverse prove e affrontare molti demoni del suo passato. Mi piaceva l’idea di creare un personaggio “vero”, con le debolezze e le paure di ogni essere umano. Preziosi è distante dal prototipo di protagonista del romanzo giallo e non è un paladino della giustizia, ma alla fine emenderà i suoi peccati e anche lui avrà la sua rivalsa. “

Per i tuoi romanzi trai spunto da esperienze lavorative personali o sono frutto, esclusivamente, della fantasia?”

” Ogni mio libro, sia esso un true crime oppure una fiction, è sempre inscindibilmente collegato alla mia professione. La realtà giudiziaria, spesso, supera la più fervida fantasia. “

” Lo scenario di tutti i tuoi thriller è Roma! Suppongo si presti bene come sfondo per le tue storie, o vi è un motivo in particolare?

” Roma ha quasi sempre un ruolo centrale nelle mie storie. Sono innamorato di questa città, immensamente bella e affascinante. Con le sue suggestioni primordiali, conserva il tempo come nessun’altra città al mondo. Ciò che coinvolge è proprio la sua atmosfera, il suo spirito. Alla maestosità e all’imponenza monumentale di Roma si affianca il senso di intimità che si respira nelle sue vie, negli scorci, nelle piazzette. E’ l’ambientazione perfetta per un romanzo. “

” A conti fatti, se dovessi scegliere, quale delle tue professioni prediligi?

” L’Arrighi scrittore non potrebbe esistere senza l’Arrighi avvocato e viceversa. Scrivere romanzi, tuttavia, è sicuramente meno gravoso rispetto al dover affrontare ogni giorno processi per delitti anche molto efferati. “

” E’ vero che la scrittura svolge, su di te, un effetto terapeutico?

” La professione dell’avvocato penalista non è semplice, sia sotto il profilo tecnico che sotto il profilo umano. La passione per il diritto e per la procedura penale spesso non sono sufficienti, soprattutto quando ci si trova di fronte a crimini molto gravi. E’ vero, raccontare storie per me ha un effetto terapeutico. Scrivere thriller mi consente di lavorare meglio e con maggiore serenità. “

” Come mai, secondo te, c’è tanta attrazione verso la cronaca nera e la letteratura noir? Perché piace tanto il crimine? “

” Secondo me il crimine attrae perché anche il migliore degli esseri umani ha dentro di sé una “parte oscura” e di conseguenza percepiamo il male come un pezzo possibile della nostra vita. Cerchiamo di tenerlo lontano da noi, ma al tempo stesso ne subiamo il fascino perverso e seduttivo ogni volta che lo vediamo impossessarsi di un nostro simile. In qualche modo è come se, guardando il male, percepissimo una visione astratta di qualcosa che, in modo latente, è presente nella nostra anima. “

Un altro romanzo in cantiere?

Of course.

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