Gianni Franco: “Arrivo dalla gavetta vera…ma ho lavorato con i più grandi!”

Incontro con l'attore nato a Buenos Aires ma di origine Piemontese che, nel corso degli anni, ha raggiunto la notorietà lavorando a fianco di illustri registi e colleghi.

L’incontro con l’attore Gianni Franco è stata un’esperienza piacevole, divertente, esilarante. L’attore, di origine piemontese, possiede uno spirito ‘giocoso’ e goliardico di natura che, aggiunto alla sua estrema dote recitativa, ne fanno un personaggio originale.

Gianni Franco rappresenta il grande teatro, l’autentico cinema, la televisione tradizionale, basata su grandi show e sceneggiati diretti da registi rimasti indimenticati nei nostri cuori, Anton Giulio Majano ad esempio, è uno di questi. Franco ha alle sue origini la vera gavetta, quella che si doveva attraversare con impegno, fatica, sudore e studi per raggiungere traguardi soddisfacenti…Non ci si improvvisava di certo! Così Gianni, forte anche di una ottima dizione e padronanza del piemontese, dopo qualche tempo, è riuscito a lavorare con calibri indiscussi del palco e del cinema: Carlo Campanini, Franco Barbero, Dario Fo e Franca Rame, Macario, Fellini, Nino Manfredi, Pietro Garinei, Dario Argento…solo per citarne alcuni.

Da tre anni è in pianta stabile al Teatro Prati, diretto da Fabio Gravina. Un teatro comico, divertente, tuttavia mai scontato.

Successi su successi, carriera brillante, recitazione intensa, hanno fatto di Gianni Franco uno dei più autentici attori del nostro panorama. Un artista di ‘vecchio stampo’ di quelli che, purtroppo, non si vedono quasi più.

Raccontaci la tua carriera Gianni…

“Io arrivo dalla gavetta, quella vera! Un po’ come un muratore che pian piano diventa geometra e poi ingegnere…Ho iniziato facendo comparse. A Collegno, dove vivevo, a 8 km da Torino, arrivavano artisti da Roma, ed ai piemontesi restavano solo le briciole. Dopo anni di comparsate, entrai nella compagnia comica di Carlo Campanini e Franco Barbero, come attor giovane… fui scritturato per cinque anni…Ero un giovane di bell’aspetto e recitavo in un piemontese perfetto! Feci, poi, una trasmissione televisiva su Rai 1 con Macario. Ho lavorato con i più grandi, grazie alla mia grande determinazione, alla faccia di chi non credeva in me…Nel frattempo facevo la spola tra Collegno e Milano dove interpretavo il Carosello da protagonista…Ne ho fatti almeno un centinaio, guadagnando bei soldoni come attore di pubblicità. Sempre a Milano riuscii a fare un provino con Dario Fo che mi prese con lui e Franca Rame nella loro compagnia per due anni. Andai in tournee con loro anche a Roma, dove Anton Giulio Majano, il grande regista di sceneggiati, mi scelse come uno dei protagonisti de “L’amante dell’Orsa Maggiore”. A Roma poi lavorai con Federico Fellini, Gigi Magni, Damiano Damiani, Nino Manfredi, Carlo Verdone, Ugo Tognazzi, Vittorio Gassman, Bertolucci, Mariangela Melato, Carlo Vanzina, Neri Parenti…insomma i grandi. Poi arrivai al Sistina con Pietro Garinei che, dopo un provino, mi scelse per un ruolo nel “Rugantino” con Sabrina Ferilli. Io faccio teatro di tutti i generi, comico in particolare. Ho avuto anche una parte da protagonista in “Un posto al sole”, nel ruolo dell’ingegner Zanetti e in “Sottocasa” nel ruolo di Saverio Agostinelli, due soap opera di successo della RAI. Ho inoltre lavorato con una grande attice del cinema italiano, Sophia Loren, in “La mia casa è piena di specchi” e con Alberto Sordi che mi ha diretto in “Nestore , l’ultima corsa”. E ancora con il regista premio Oscar Paul Haggis nel film per il cinema “Third person” con Liam Neeson, Kim Bassinger e Adrian Brody. Ed ho anche partecipato al film di Dario Argento , “Il fantasma dell’ Opera”, in cui interpretavo il ruolo del giornalista Mont Luc.”

Tu sei nato in Argentina, se non sbaglio?

“Si, ma sono venuto in Italia all’età di 3 anni. I miei genitori, però, erano piemontesi. Sono andato a Reano con i miei nonni, un paesino di campagna dopo Rivoli, in provincia di Torino. Più tardi sono andato a vivere a Collegno dove rimasi per tutta la mia adolescenza.”

Com’è stato l’impatto con l’Italia?

“L’impatto è stato drammatico, perchè non capivo una parola di italiano, parlavo solo spagnolo ovviamente. Poi pian piano mi sono abituato. Mi ricordo un aneddoto di quando ero piccolo… non riuscivo a capire cosa fosse quella specie di colla gialla così disgustosa che mi davano da mangiare a pranzo. Poi, facendo mente locale, scoprii a 66 anni, che non erano altro che un cattivissimo grana Padano messo su degli orrendi spaghetti! Io odiavo quegli spaghetti che mi davano all’asilo, nauseabondi, perchè ci mettevano sopra troppo grana Padano e neppure di buona qualità. Mi fecero odiare gli spaghetti che invece ora, amo!”

Chi sono stati i tuoi maestri?

“Uno, è stato Franco Barbero, il comico a cui Carlo Campanini faceva da spalla. Mi fece il provino, che passai, e mi prese per 5 anni come attor giovane nella compagnia di Campanile.”

Hai recitato anche nelle commedie all’Italiana…che esperienza è stata?

“Ho recitato in parecchie commedie all’italiana “I due Carabinieri”, “Scemo di guerra”, “Il commissario Lo Gatto”, “Fantozzi”, “Un’estate al mare”, “Febbre da Cavallo”, “I ragazzi della Terza C”, “Sapore di mare”….

Durante l’anno e da varie stagioni reciti al Teatro Prati con Fabio Gravina. Ci racconti un po’?

“Questa è la terza stagione che sono al teatro Prati, segnalato da un autore, Nino Marino, con il quale ho già lavorato con Pupi Avati. Un’esperienza importante! Fabio ti forgia, ti fa crescere, è severo e simpatico al punto giusto, sa tenere e dirigere gli attori come pochi sanno fare, un’esperienza che sicuramente consiglio a tutti i miei colleghi.”

Hai anche avuto un piccolo ruolo nel suo primo film d’esordio…

“Interpreto una guardia giurata che arresta il protagonista che è interpretato da Fabio. Lui mi ha voluto in questo film a tutti i costi, in coppia con Tito Manganelli, mio grande amico e caratterista, perchè con noi due si diverte e noi anche con lui.”

La televisione, oltre ad averla fatta, ti piace anche guardarla?

“Purtroppo non si fa più la televisione di quando ero ragazzo io! Magari ci fossero oggi gli sceneggiati di Anton Giulio Majano….Cambiamo argomento per favore!”

Che estate sarà questa per te?

“Un’estate piena di lavoro, perchè sto girando in una serie che andrà in onda su Disney Channel, nel ruolo di Paolone, per tutto Luglio e fino a Settembre. Una serie di 20 puntate “Sara e Martin”…

Hai un aneddoto da raccontarci?

“Ne ho parecchi, ma uno in particolare, in cui Federico Fellini mi chiedeva delle cose a Cinecittà, non guardandomi ma disegnando su dei fogli, continuava a disegnare ma non mi guardava mai…solo alla fine, per un attimo, ha alzato gli occhi su di me, mi ha sorriso e mi ha detto: ‘puoi andare!’ Io me ne andai. Poi, dopo due settimane, mi chiamò il mio agente per andare a firmare il contratto per il film “E la nave va”.

Progetti futuri?

“Di progetti ne ho tanti, ma occorre vedere se me li faranno realizzare. Mi piacerebbe dirigere un attore in un corto ed arrivare poi ad un lungometraggio che ho già in mente…ma c’è un proverbio dalle mie parti che dice ‘tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare”.

Concludendo?

“Il mio è il mestiere più bello del mondo che io ho conquistato contro tutto e tutti, dai parenti agli amici, alla mia mamma che non voleva che lo intraprendessi, ma ora da lassù, lo so, mi starà sorridendo.”

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