Gianni Macchia: una guest star tutta italiana per Michael Bay.

Un interessante incontro con un noto attore che si è piacevolmente raccontato su gioventù eterna e cinema action.

Gianni Macchia, mito per una generazione di ragazzi indistruttibili, ha segnato gli anni settanta con film indimenticabili come: Amarsi Male, Brucia ragazzo brucia, La mala ordina, Er più, Lo Stallone, Vacanze per un massacro. Attore nato a teatro, diventa icona di Fernando di Leo in molti film. Moro, atletico, volto perfetto, fossetta prepotente sul mento: anticipa la bellezza di John Travolta e lo charme ammaliante di Richard Gere.

Le attrici o le donne del Jet Set conquistate da lui non si contano: Marisa Mell, Bianca Jagger, Marina Ripa di Meana, Imelda Marcos. Sempre in viaggio per il mondo per le sue mostre  pittoriche, ci ha concesso un’intervista reduce da un set prestigioso. Lo incontriamo a Calcata al Kult Cafè, un locale che è anche un centro culturale naif che da anni gestisce in questo borgo storico, dove lui stesso risiede in un incantevole palazzetto cinquecentesco costellato di sue opere e locandine.

Gianni, ma come fai ad avere sempre un corpo atletico e un viso che non muta mai? Hai un tuo segreto?

“Non ci si può dimenticare della sua esistenza e della nostra esistenza, Io e il mio corpo fisico. Per me il non invecchiare vuol dire non distogliere l’attenzione dal concetto espresso prima. Io la mattina se non faccio il check-up: sport, barba, ginnastica, meditazione, cura del corpo, non parto con la testa. Se giro un film mi devo svegliare prima altrimenti reciterei male. Io considero il mio fisico una macchina, la macchina più perfetta. Il mio corpo rappresenta un’attenzione estrema. Non è un aspetto ma un’essenza.”

Hai un ottimo rapporto professionale con un grande fotografo che ti segue da anni. Il maestro Michelangelo Arizzi. Come decidete gli scatti?

“Lui sa darmi le indicazioni tipo “diventa più aggressivo” o “più rilassato” ma non si può dire a un attore di stare in posa. Lui mi dà proprio degli input psicologici. Ho fatto per molti anni il modello e sono mobile davanti alla macchina fotografica, non sono rigido.”

Hai appena avuto un cameo da guest star in un film di Hollywood girato in Italia (precisamente a Taranto) Six Underground, action movie prodotto da Netflix e diretto dal grande Michael Bay, ce ne parli?

“Sono un trafficante d’armi che in realtà traffica anche corpi umani. Abbiamo girato a Taranto in un gigantesco yacht che si vociferava fosse di Beyoncé, un film costato svariati milioni di dollari. Il ruolo è chiaramente da cattivo. I dettagli non sono autorizzato a rivelarli. Sicuramente è un film forte. Bay aveva visto delle mie foto provenienti da un film girato poco prima.”

Le Musk, di A. R. Rahman, dovrebbe uscire a breve e se ne parla come di un grande film, che ruolo ricopri?

“Sono Pablo Serenelli, un boss spagnolo che ha ammazzato un altro boss il cui figlio, una volta cresciuto, vuole vendetta. Questo ragazzo ha un modo di uccidere particolare, utilizza l’essenza velenosa del muschio. Ci sono delle scene pazzesche.”

Dopo i set di Fernando di Leo sei diventato il love boy del cinema italiano, oggi stai vivendo un nuovo periodo artistico, in che momento sei?

“Credo nella nascita di un nuovo percorso artistico e di una seconda giovinezza. Il passaggio degli anni dovrebbe costituire un miglioramento non un decadimento. Sono sempre sorpreso da chi si lascia trascinare negli anni da un vortice all’indietro.”

Tu reciti correntemente in inglese, cosa non da poco, lo hai appreso nei tuoi viaggi?

“Crescendo è stato un istinto, in casa mia lo si parlava, essendo mio padre collaboratore del sindaco di New York La Guardia. In casa lo parlavano, dunque è un idioma che per me è familiare.”

Grazie Gianni.

“Grazie a te Antonello.”

Foto: Michelangelo Arizzi

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