Gianni Sperti: viaggio nelle tradizioni ‘dimenticate’.

"L'altra Italia - Un viaggio nella tradizione" è l'originale progetto fotografico di Gianni Sperti che è andatro alla scoperta di una Sardegna sconosciuta ai più.

Gianni Sperti, sulla cresta dell’onda da anni, ballerino e coreografo, ospite fisso in vari programmi Mediaset, vincitore dell’edizione 2005 de “La Talpa”, ha una grande passione, oltre che esigenza, quella di viaggiare fotografando, alla scoperta di paesaggi e tradizioni sconosciute alla maggioranza delle persone. Da questo, durante il lockdown, è nata l’idea di un progetto molto interessante, “L’altra Italia – Un viaggio nella tradizione”, con l’intento di contribuire a valorizzare il territorio, la tradizione e la cultura italiana con servizi fotografici dedicati e pubblicati su Instagram con gli hashtag #laltraitalia #theotheritaly #scoprilitalia #italianstyle.

Gianni Sperti da sempre sensibile alla valorizzazione dei territori e delle tradizioni, uomo del sud, vuole prestare la sua immagine e la sua notorietà per far conoscere un turismo alternativo a quello di massa ponendo l’accento sul territorio e l’artigianato.

Lui non si arrende alla logica dei grandi numeri, quelli che hanno sicuramente contribuito a far sentire tutti dei consumatori, ma anche più smarriti, favorendo, forse, il diffondersi di “mali transnazionali” ai quali provare ad opporre uno stile di vita più intimo e di valore.

Negli ultimi quarant’anni l’Italia è stata attraversata da cambiamenti strutturali che hanno provocato l’abbandono della ricchezza del territorio a favore di quella dei mercati. La desertificazione delle zone di elezione artigianale e di piccola produzione, specialmente al sud, ha cambiato il volto di un paese, il nostro, che invece ha costruito la propria identità storica sull’unicità.

“Non vorrei vedere navi da crociera attraccare a due passi da piazza San Marco – dichiara Gianni – o vedere misurare la ricchezza di un territorio al Billionaire. Credo nella diversità come valore morale, pratico e, infine, economico, da quì l’esigenza di incoraggiare il mio pubblico a stili di vita diversi, più veri, sentiti, sinceri. Credo che dovremmo sempre andare avanti per innovare ma nella tradizione. Ai miei nipoti ricordo sempre: quanto un albero è più alto, tanto ha radici più profonde”.

I valori che risaltano da questo progetto sono sostanzialmente: Tradizioni Popolari –Prodotti Tipici Territoriali –Valorizzazione Paesaggistica –Turismo Eco-Sostenibile.

Le immagini sono davvero dei “quadri” nella natura, nella quotidianità campestre e rurale… Ne escono quasi delle opere d’arte di un’Italia “perduta”, inconsueta e colma di grandi tradizioni e valori dimenticati.

Lascio la parola a Gianni Sperti che ci ha raccontato del progetto e del suo essere artista e uomo…

Gianni, benvenuto su LF MAGAZINE: iniziamo con il parlare di questo tuo progetto, L’altra Italia Un viaggio nella tradizione, che si esprime attraverso meravigliosi scatti fotografici… La Sardegna, la prima regione presa in esame… che terra è, cosa lascia a chi la visita e come vorresti che la percepisse il turista?

“Siamo tutti abituati ad immaginare la Sardegna con il suo mare color Smeraldo, unico al Mondo, meraviglioso, ma non è tutto secondo me. La costa sarda si riempie di turisti ed anche io, anni fa, ho vissuto estati a Porto Cervo ma sono sempre stato attratto dai sardi che ci ospitavano nell’entroterra. Quest’anno, il mio desiderio di promuovere il #madeinitaly mi ha portato a vivere e raccontare quella Sardegna che appartiene all’anima dei sardi e che il turista conosce meno.”

Come sei stato accolto dai sardi, notoriamente piuttosto schivi sulle prime nei riguardi dei turisti?

“Non penso che i sardi siano schivi con i turisti, forse alcuni hanno esagerato, contaminato la Sardegna. Secondo me, i sardi sono più che altro “attenti”. Sono stato accolto benissimo, d’altronde dipende anche da come ti poni, se sei rispettoso riceverai accoglienza.”

Il lockdown oltre a costringerci nelle nostre case è stata una grande prova di resilienza… Cosa ha significato per te e quali qualità o punti di forza hai scoperto di avere?

“Ero già abituato alla vita solitaria, sono single da tanti anni ormai e la prova più difficile è proprio imparare a convivere con se stessi, ad amarsi. Il lockdown ha rafforzato questo mio sentimento. Quello che ho scoperto, invece, è l’importanza della libertà. La privazione della libertà la vivi solo se commetti un reato, in questo caso tutti abbiamo avuto la possibilità di capire quanto sia importante.”

Ci sarà un seguito, immagino, di questi scatti… In quali regioni andrai per questi scatti?

“Mi piacerebbe toccare tutta l’Italia da nord a Sud. L’Italia offre tantissime ricchezze invidiate da tutto il Mondo. Il progetto è nato in Sardegna per una serie di circostanze e coincidenze. Voglio conoscere la Sicilia, la Calabria, la Toscana… ma sono quasi sicuro che la prossima regione sarà la mia Puglia.”

Oggi che uomo sei?

“Oggi sono un uomo un po’ più sicuro, oggi comincio a capire chi sono e ad accettarmi. Riesco a gestire le critiche con disinvoltura… prima ci restavo male. Mi chiedevo perché? Oggi il perché non mi interessa. Siamo tutti liberi di esprimere la nostra opinione, c’è chi decide di farlo in maniera educata, c’è chi sente il bisogno di denigrare, insultare per sentirsi appagato.”

La tua famiglia che ruolo ha nella tua vita?

“Un ruolo fondamentale. Se sono così lo devo a mia madre, una donna rispettosa, riservata ed educata, e a mio padre, silenzioso ma molto estroverso, aperto ai viaggi e nuove conoscenze, generoso, a volte troppo, soprattutto con le persone che non lo meritavano. Io sono la loro fusione.”

Nostalgia per il ballo?

“Ho danzato tanto e la danza comporta tanti sacrifici. Sono stato un professionista per tanti anni e non è facile per un ballerino riuscire a lavorare sempre. Sono soddisfatto di ciò che ho dato e di ciò che ho ricevuto. Oggi mi diletto ogni tanto con balli come la salsa cubana o il flamenco, mi piace esplorare mondi nuovi. Però… ogni tanto, se dovessi passare davanti casa di mia mamma potresti vedermi girare come una trottola. Quando parte una musica il mio corpo si muove… ancora!”

Cosa ha rappresentato vincere il reality “La Talpa” nell’edizione 2005?

“Una soddisfazione immensa in un periodo in cui mi sentivo inadeguato, incapace. Sentivo di non piacere a nessuno, pensavo di essere sbagliato. Sapere che il pubblico, vivendomi durante la Talpa, abbia deciso di farmi vincere con l’80% dei voti mi ha dato una carica di autostima che mi porto ancora dietro. Mi sono sentito amato da tutti.”

Tu sei anche un grande sostenitore degli animali, in particolare della battaglia contro l’abbandono dei cani… Ne possiedi?

“Oggi ho un pastore maremmano da mamma che ha una casa grande. Erano due, li avevo raccolti davanti lo studio 19 di Cinecittà, dove facevo le prove di Amici. Trovammo uno scatolone con tanti cuccioli abbandonati ed io ne presi due in custodia… li ho chiamati Bianca e Blu come le squadre di Amici. Quest’anno è venuta a mancare Bianca, sono grandi ormai e sono preoccupato per Blu che è rimasto da solo.”

Progetti futuri?

“Amo vivere alla giornata. Non amo progettare nulla. L’unica novità che posso svelarti è che ho scritto un libro che parla di un periodo particolare della mia vita. L’ho scritto per lasciare un messaggio a chi come me….. il resto lo leggerai.”

Grazie per questa chiacchierata!

“Grazie a te.”

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