Gifted – Il dono del talento

Il film, diretto da Marc Webb e scritto da Tom Flynn, attualmente in sala, ha come protagonisti Chris Evans, Mckenna Grace, Lindsay Duncan, Jenny Slate ed Octavia Spencer. La trama segue la vita di una bambina di 7 anni intellettualmente dotata, che diventa oggetto di una battaglia legale per la sua custodia tra suo zio e sua nonna.

Il genio, il talento per una specifica materia o settore, predilige pochi eletti, quasi sempre sin dalla prima infanzia. Sovente si bruciano le tappe, i bambini si ergono a uomini o donne in miniatura, divengono quasi poco simpatici, piccoli saputelli. Altri, raggiungono quasi un livello borderline con la follia. La genialità, come detto, è di pochi, un tema trattato sotto vari punti di vista già in passato in film come “Il mio piccolo genio” con Jodie Foster, “A beautiful mind” con Russell Crow, “Proof-La prova” con Anthony Hopkins e Gwyneth Paltrow, “Will Hunting” con Matt Damon e Robin Williams, “Il diritto di contare” con Taraji P. Henson e Kevin Costner, e vari altri. Spesso, questi geni sono stati osteggiati per il colore della pelle o perchè considerati folli, dove l’ignoranza di molti ha posto delle gravi barriere a queste intelligenze utili all’intera umanità.

Nel Film di cui vi parlo oggi “Gifted-Il dono del talento”, si parla di un piccolo genio della matematica da un punto di vista un po’ diverso, in modo leggero, tenero, delicato, non trascurando quella che è e deve essere la semplice infanzia di una ragazzina di 7 anni, con i suoi giochi, i suoi affetti ed un gatto rosso con un solo occhio, Fred!

Frank Adler (Chris Evans) è un single che sta allevando Mary (McKenna Grace), la nipote di sette anni figlia di sua sorella, una matematica assolutamente geniale, morta suicida anni addietro. Anche Mary è straordinariamente dotata per la materia e non solo. Tanto che quando deve, controvoglia, andare a scuola, si ritrova in una condizione distante anni luce da quella dei suoi coetanei. Ciò le procura disagio ma, ad aggravare la situazione, interviene la nonna materna Evelyn (Lindsay Duncan) che la vuole sottrarre a Frank per spingerla sul versante dell’eccellenza negli studi, negandole, in questo modo, l’infanzia vera e propria.

Liberando Chris Evans dalla aderente tuta stelle e strisce di Capitan America, il regista Marc Webb si immerge con il suo protagonista nel dilemma di chi si trova dinanzi a ciò che viene considerata una ‘non normalità’. Nel caso dei disabili il quesito si concentra su quale sia il punto di discrimine tra ciò che è possibile realizzare ‘come tutti gli altri’ e l’accettazione del limite. Per i superdotati si cerca di comprendere quale sia il percorso meno carico di pericoli per la crescita complessiva della personalità.
“Gifted” affronta il tema grazie all’alchimia che viene a crearsi tra la talentuosa, recitativamente parlando, McKenna Grace, e lo zio (Chris Evans) che vive perennemente in lotta tra responsabilità, sensi di colpa, rancori e un gatto dal pelo fulvo. Si sorride, ci si intenerisce, si pensa anche alle difficoltà che devono affrontare questi geni, e si riflette sulla indispensabile necessità di essere bambini nel senso pieno del termine per poter essere, poi, degli adulti geniali e caratterialmente compiuti.

“Gifted” ne esce come un film delicato, poetico, di sentimenti autentici, commovente, bello! La vicenda di questa bambina geniale viene narrata in modo umano e delicato, ponendo dei quesiti rilevanti inerenti all’educazione ed alla crescita appropriata per una bambina con necessità didattiche non convenzionali. Come si può scegliere la via migliore senza peggiorare o ferire i sentimenti di questi bambini prodigio? Non esiste una risposta universalmente valida per tutte queste persone oltremodo dotate e non è facile decidere.

“Mi amava prima che ero intelligente“, in questa frase, pronunciata da Mary e riferita allo zio, si racchiude il nocciolo di questa bellissima e delicata pellicola riguardo l’accettazione e l’amore incondizionato che tutti i bambini hanno diritto di ricevere a prescindere dai loro bisogni o caratteristiche speciali.

“Gifted” è in costante bilico tra commedia, legal dramma, e  film sociale. La vicenda riesce a penetrare nel cuore dello spettatore senza deluderlo anche per merito della bravissima McKenna, giovanissima attrice, nei panni di Mary. Chris Evans recita in maniera pacata, senza eccessi, convincente nei panni di questo amorevole zio. Bravissime sia la perfida Lindsay Duncan (la nonna) che il premio Oscar Octavia Spencer nel ruolo di una vicina attenta, premurosa, sinceramente legata alla piccola Mary.
Un film adatto sia alle famiglie che a chiunque sia dotato di un animo sensibile, un film che personalmente, ho trovato piacevole, di grandi sentimenti, appassionante ed interessante, che qualche lacrima me l’ha fatta sgorgare.

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