Gigi D’Alessio: “Nella musica non esistono barriere”.

Il notissimo cantante napoletano si è ampiamente raccontato in occasione della presentazione, in anteprima, del film "Un figlio a tutti i costi" di cui cura la colonna sonora.

Gigi D’Alessio, artista melodico…Napoletano Doc. Simpatico, volto scanzonato, battuta sempre pronta.

Tante cose sono state dette sul suo conto! Verità, bugie, calunnie, offese! Certo non dev’essere piacevole essere tacciati di colpe non proprie. Ma Gigi, dopo iniziali risentimenti, è divenuto ‘immune’ alle offese! Del resto il detto …non ti curar di loro è sempre validissimo ed ancora attuale! Non starò quì ad annoverare i numerosissimi successi in carriera di D’Alessio, degli oltre 20 milioni di dischi venduti, dei 3 dischi di diamante e dei più di 100 dischi di platino ricevuti, delle innumerevoli partecipazioni a Sanremo, di cui l’ultima proprio in questo 2017, degli amori, dei figli, dei problemi finanziari, di Anna Tatangelo…No! Preferisco dare risalto ad un uomo che si è ‘costruito’ da solo, giorno dopo giorno, con grande fatica, dedizione e studio!

Gigi potrà piacere o meno, ma bisogna riconoscergli l’indubbia bravura ed il fatto che abbia diffuso, a livello mondiale, un genere musicale, il neomelodico napoletano, che sarebbe rimasto ancora, per chissà quanto tempo, solo una musica di ‘quartiere’.

Intervistandolo, in occasione della presentazione del film di Fabio Gravina “Un figlio a tutti i costi”, di cui Gigi cura la colonna sonora, ho scoperto un uomo diverso da ciò che narrano le ‘leggende popolari’…Un uomo semplice, generoso, umile, con pochi grilli per la testa ma, soprattutto, di buon cuore, cosa che riversa anche nella musica.

Errori ne commettiamo tutti, ovvio, e non sta a me giudicare o sentenziare, ma D’Alessio è un artista completo che della musica fa il suo marchio, quasi la sua…’vacanza’!

Chapeau!!!

Gigi raccontaci un po’ di questa nuova ‘avventura’…come compositore di colonna sonora…

“Sono stato contattato da Fabio Gravina, regista del film “Un figlio a tutti costi”, per comporne la colonna sonora. C’è da dire che io conosco da anni la famiglia Gravina, sono loro amico. Fabio l’ho conosciuto più tardi. Sai, a me le cose devono ispirare, così ho voluto un po’ sapere la trama del film…Ci saranno scene comiche ma anche drammatiche. Nella musica non esistono barriere, la musica è una…la paragono un po’ ad una donna nuda…se le fai indossare l’abito da sposa diventa romantica, se le fai indossare un giubbino di pelle diventa rock, con un abito lungo diventa chic…con questo mio concetto allora ho accettato. Mi diverto e mi piace molto comporre per immagini.”

Mi sembra che avevi già composto per altri film. Quali erano?

“Ho composto per un film, “Troppo belli”, con Costantino Vitagliano e Daniele Interrante , poi per “Manuale d’amore” e per un film con Salemme.”

Come spettatore invece cosa ti piace?

“Ho apprezzato molto ‘Perfetti sconosciuti’, mi è piaciuto tantissimo! Anche se, purtroppo, io i film li vedo quando sono in aereo per raggiungere le città in cui vado ad esibirmi, quando ho 12 o 13 ore di volo davanti a me…è l’unico modo. Poi mi è piaciuto il film di Zalone ‘Quo vado?’, se mi perdo qualche film lo recupero in aereo.”

Qual’è la differenza tra il comporre per un film o per un disco?

“Non ci sono molte differenze. Nel Cd le immagini le devi immaginare, nel film le vedi, in una scena, se sai arrivare al cuore, mettendoci il tuo cuore, arrivi anche a quello delle persone. Quando compongo sono io il primo a piangere! Per me, una canzone nasce in un’ora. Poi dopo si ritocca, ma l’elemento fondamentale dev’essere quello che nasce in quel momento…l’ispirazione quando c’è c’è… La musica si può comporre od assemblare, io preferisco comporla. E’ lì che c’è l’anima. Spesso noto una sorta di copia e incolla, ma il pubblico è intelligente e prima o poi se ne accorge. Io scrivo canzoni e canto da 25 anni, ho fatto 10 tourneè mondiali, 20 milioni di dischi venduti, evidentemente le persone hanno capito il mio modo di scrivere canzoni e comporre. Non ti nascondo che è capitato anche a me di assemblare canzoni che puntualmente non hanno fatto successo.”

La commedia e la comicità sembrano un po’ seguirti…hai fatto anche ‘Made in sud’…

“E’ stata una bella esperienza, quando posso difendere tutto ciò che riguarda il sud, lo faccio. Il sud da sempre viene martoriato da tutta una serie di preconcetti, io sono l’esempio vivente di un razzismo culturale che c’è sempre stato verso il sud. Se hai successo a Sud, c’è qualcosa che non va, se hai successo da Roma in su, sei bravo! E questo a me ha sempre dato fastidio. Io però, ‘Made in sud’ lo avrei realizzato in un altro modo…sono andato lì che stavano chiudendo il programma, la Rai voleva fare un tentativo. La mia idea di ‘Made in sud’ è da Roma a Buenos Aires, ossia il sud del mondo. La parte più bella e verace, secondo me, dove sanno cosa significhi soffrire, bella per i colori, per il clima, la gente. Il mio made in sud è questo: andare a prendere i colori e la polvere del sacrificio, l’odore, il fatto di fare cose senza avere orari…Quel sud avrei voluto raccontare. Il sud di una sarta che è stata con me in camerino, alla quale alla fine volevo regalare un vestito, e lei piangendo mi ha detto: starti vicino è stato il più bel regalo che ho avuto! Sono arrivato a ‘Made in sud’, trovando una squadra già formata da 50 comici, che lavoravano un anno intero per avere tre minuti di visibilità…A quel punto ho fatto un passo indietro…Io il lavoro lo do, non lo tolgo.”

Lo rifaresti?

“No. Se dovessi fare qualcosa, sarà totalmente diversa, circondandomi io di persone. Quella era una famiglia già fatta. Lì vince l’artista…Invece ho preferito far vincere l’uomo, come ho sempre fatto nella mia vita. Io sono un uomo che canta, che scrive canzoni, ma ho preferito rinunciare all’artista anzichè togliere il lavoro ad altri. Le critiche ovviamente le ho subite io. L’importante nella vita è esistere!”

Cosa ti ha ferito di più?

“Onestamente..subisco tanti di quegli attacchi gratuiti, che oggi ho la pelle idrorepellente, mi scivolano le offese, ma mi hanno detto di tutto! Quello che si poteva dichiarare a livello personale ed artistico è stato fatto.”

A parte il progetto del film cosa ti aspetta?

“Un tour mondiale…in Giappone, Cina, Canada, Australia, Stati Uniti…Il disco sta andando benissimo. Ne ho altri pronti in Spagnolo ed in Portoghese. Ora farò un po’ di date quest’estate. Novembre e Dicembre in Italia e poi tutta l’Europa.”

Quindi niente vacanze?

“Poche. Ma per me già la musica è vacanza! Chi lavora sono coloro che si alzano alle 6.00 del mattino per andare in Italsider!”

Qual’è il musicista che più ti affascina?

“Io sono nato musicista, ho iniziato a suonare a 4 anni, e poi a 10 anni a studiare pianoforte, mi sono diplomato al Conservatorio, ho diretto la Scarlatti, la London Sinphony, nei miei dischi suonano tutti grandi musicisti.”

“Un figlio a tutti i costi”…tu non hai questo problema, sei papà, nonno….ma ti piacerebbe avere un altro figlio?

“I figli sono sempre il sorriso di una casa, quindi sono una cosa meravigliosa! Quando sei più grande, li apprezzi anche di più. Il primo l’ho avuto a 18 anni, è un amico non un figlio! Pino Insegno mi dice sempre, è la prima volta che vedo un figlio più grande del padre. I figli sono sempre i benvenuti. Il problema non sono i figli…è che dopo devo comprargli le case (ride N.d.r.).”

Con Anna ti piacerebbe fare qualcosa insieme lavorativamente?

“Purtroppo in Italia abbiamo un problema, se sai cantare, comporre, ballare, recitare, devi capire cosa fare, perchè non ti lasciano fare tutto. Se sei americano, sei un grande. Se si forma una coppia artistica in Italia, non fanno altro che paragonarti ad Albano e Romina, siamo molto provinciali. Siamo ancora un paese che pensa troppo in piccolo, alle chicche di Gossip…ogni giorno mi arrivano 100 notizie di bufale solo per avere dei ‘like’. Oggi la vita si misura in ‘like’.”

Tu con i social che rapporto hai?

“Per me il social è il mio negozio, la mia vetrina…Devo fare un concerto, lo annuncio. Ma dire quante docce faccio al giorno, o se piacciono le mie scarpe nuove…NO. Entrano nella mia vita, e chi entra nella tua vita può dirti di tutto. Io sono nato per la corsa a vendere dischi, non per la corsa ai like! Stiamo andando in una direzione sbagliata. Lo dico sempre durante i miei concerti di spegnere i telefoni…perchè allora, venire ad un concerto per girare i video con i cellulari? Meglio che si comprino un DVD. Internet va usato, non bisogna farsi usare!”

Anna, invece è molto attiva sui social…

“Infatti su questo non andiamo d’accordo!”

Chi vedresti come nuovo direttore artistico di Sanremo?

“Il direttore artistico di Sanremo deve tenere conto di tante cose…Sanremo è un carnevale. La canzone è sempre meno la protagonista. Si guarda l’abito, lo spacco, chi scende la scala, quali saranno gli ospiti…La canzone sembra quasi un elemento di fastidio all’interno del festival. Io mi ricordo di un’edizione in cui Gianni Morandi uscì sul palco in mutande, fece capire a cosa ci ha ridotti l’auditel. Io opterei per un ‘qualitel’ che all’auditel. Il direttore artistico deve inoltre rendere conto alle case discografiche, alla Rai, deve unire tutti i mondi musicali, cosa non semplice, deve dialogare con il mondo dei talent…tante cose. Carlo Conti, che è un grande e che definisco l’operaio della televisione, lo sa fare molto bene. Io credo che rimarrà come direttore artistico, magari cambieranno i presentatori.”

 

 

 

 

 

 

 

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