Giovanna Maccari, la scrittrice che ama l’amicizia.

"Ho sempre posseduto una grande passione per la scrittura ma ho deciso di darle voce quando sono riuscita a raggiungere l'autonomia. “ Baci Sparsi”, il mio primo romanzo, è nato durante un laboratorio teatrale".

Si intitola “Baci Sparsi”, il primo romanzo di Giovanna Maccari, pubblicato da Segmenti Editore.

Un romanzo che nel prossimo anno non rimarrà l’ unico, dal momento che la scrittrice, originaria della provincia di Treviso, ma ormai da tempo bolognese di adozione, ha annunciato, durante una chiacchierata all’interno del programma radiofonico “Ritratti di Donna”, in onda il Giovedì pomeriggio alle 17 e 35 su Radio Senise Centrale, di aver già scritto a quattro mani con un’ amica, un noir che ha a che fare con le truffe in ambito assicurativo.

 Giovanna, qual’è stata la genesi di “Baci Sparsi” (Segmenti Editore), il tuo primo romanzo?

“E’ nato durante un laboratorio teatrale in cui il regista chiese di scegliere delle immagini tra volti di donne, sparpagliati per terra: ne scelsi uno, in esecuzione dell’esercizio di scrivere un monologo. Io guardai questo volto che mi ispirò piano piano una storia, o meglio una sorta di canovaccio che poi man mano è diventato un vero e proprio romanzo. E’ così che ha preso vita “Baci Sparsi”.

Ma come è nato il tuo amore per la scrittura?

“Io ho sempre posseduto una grande passione per la scrittura, ma ho deciso di darle voce quando sono riuscita a raggiungere l’autonomia, dal momento che solo allora ho incominciato a possedere una serenità tale da potermici dedicare.”

Per chi ancora non ha avuto il piacere di leggere “Baci Sparsi”, vuoi accennare un attimo della trama?

“Parla di Margot e di Gerard, o meglio, della storia dei due protagonisti, grandi amici di infanzia che intrattengono un rapporto epistolare per quasi vent’anni, ovvero da quando lui si trasferisce da Parigi in Cina. I due si confidano attraverso le loro lettere. L’ho ambientato negli Anni Cinquanta perché era un periodo dove la donna era un po’ meno libera, o comunque era più condizionata verso passi come il matrimonio, quindi più verso la cosiddetta realizzazione sentimentale che non anche quella professionale. In secondo luogo Parigi era all’avanguardia dal punto di vista artistico e Margot, la protagonista, lavora in una casa editrice, pertanto in un certo senso è in equilibrio tra l’ambiente più retrò e le avanguardie. Ovvio che Gerard costituisce per lei il rapporto più autentico, o ancora l’unico con il quale lei si sente veramente se stessa, soprattutto negli anni della pre-adolescenza in cui a causa di un problema fisico è stata costretta a portare un busto, quindi a stare a casa, a sentirsi rigida e bloccata. Ma questa forma di rigidità fisica, o meglio ossea, è diventata, nel corso del tempo, una sorta di rigidità mentale, caratteriale e comportamentale per lei. Gerard è il suo confidente, e il suo rientro determinerà una serie di colpi di scena, a mettere in discussione tante certezze di Margot, oltre che la sua stessa vita.”

Hai parlato del rapporto molto profondo tra Margot e Gerard, ma anche un altro rapporto è messo bene in luce in “Baci Sparsi”, ovvero quello della protagonista con la propria madre che pare essere talvolta un po’ ingombrante. Un rapporto complesso che secondo te ha contribuito anch’esso alla chiusura psicologica e comportamentale di Margot?

“Sicuramente, visto che la madre, nel corso della sua crescita, le ha dato molti veti e molte imposizioni. Ovviamente la voleva felice, ma nella sicurezza e in una certezza acritica che non ascoltasse il cuore. Ed è per questo che Margot non è abituata ad ascoltarsi. Sarà poi attraverso l’ esperienza, i suoi errori, che si emanciperà dalla figura materna. Uno dei suoi primi gesti di ribellione è stato quello di buttare nella Senna alcuni inviti al suo matrimonio rivolti a persone scelte proprio dalla madre e non da lei o dal futuro marito.”

E così non per nulla inizia il romanzo… Un romanzo bello, profondo e romantico che tocca anche la violenza sulle donne…  Come sei riuscita a parlarne senza toccare dei clichè?

“Era per me importante parlarne, perché alla base di ogni rapporto vi è il rispetto, tuttavia volevo essere comunque piuttosto lieve e dare una chiave costruttiva. Era importante anche far capire che la donna che la subisce, ovvero Nicole, grande amica di Margot, vuole trovare una soluzione: il suo matrimonio non è sano, o meglio non lo è il suo rapporto con il marito, dal momento che è perpetrato da violenza, ma lei è convinta di amarlo, e avendo fatto la scelta del matrimonio, vuole assolutamente tentare il tutto per tutto per salvare lui e la sua unione. E anche questa è una scelta d’amore, purché rimanga in primis quello per sè stessi, riportando il rapporto su una base sana.”

Giovanna Maccari e Laura Gorini

 

 

 

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