Grace Hall: “Il Burlesque esalta l’unicità che è dentro ognuno di noi”.

LF ha incontrato la Regina del Burlesque italiano. Una lunga carriera tra teatro, cinema, tv ed arte.

Emma Nitti - Grace Hall © Piergiorgio Pirrone - LaPresse 04-10-2011 Roma Ritratti esclusivi di Emma Nitti - Grace Hall , la regina del burlesque italiano

La bellezza, l’avvenenza, il fascino, che però strizzano l’occhio anche ad una dose di ironia garbata, donando consapevolezza e conoscenza interiore.

Eh già… quante donne posseggono questi doni! Alcune con consapevolezza, altre, spinte da un groviglio di insicurezze, che si volgono, invece, in una sorta di ricerca continua di consensi ed approvazione. E comunque il magnetismo è una dote che, in un certo qual modo, si può “apprendere”! Un lavoro su sè stessi, una ricerca di cosa vogliamo essere o meno… stando al passo con i tempi magari. Tempi che ci vedono sempre di corsa, in una nevrosi continua verso la carriera, con poco tempo da dedicare a noi stesse. E allora il fascino, la ‘piacevolezza’ potrebbero non andare di pari passo con tutto il nostro caos. Ma è altresì vero che la bellezza non ha regole o leggi scritte. Il famoso “non è bello quel che è bello, ma è bello quel che piace” in fondo è la sintesi di quanto detto poc’anzi.

“Domandate a un rospo cosa sia la bellezza, e vi risponderà che è la sua ranocchia con due grossi occhi rotondi che escono dalla sua piccola testa, una gola larga e piatta e una schiena marrone”, scrisse Voltaire nell’articolo per l’Enciclopedia di Diderot e D’Alembert.
Il tono ironico del filosofo francese nasconde una verità ben più grande: la bellezza, il “to kalon” dei greci, è un canone soggettivo e non se ne può dare una definizione universale.

Quindi cos’è la bellezza? Come si può ampliarla nel senso più concreto, o aiutare ad esaltarla?

C’è una vera e propria arte, a mio avviso, quella del Burlesque, che senza forzature, nè dettami di bellezza canonica, aiuta senza dubbio a trovare un maggiore equilibrio tra psiche e corpo, mente e sensualità. Un’arte che vorrei ricordare, nasce nell’Inghilterra del XVIII secolo come spettacolo satirico, caricaturale, comico e parodistico. Gli autori si ispirano ai drammi di moda come The Canterbury tales di Geoffrey Chaceur, The Reharsal del Duca di Buckingham, The Critic di Richard Sheridan, The Beggar’s Opera di John Gay e alle tragedie di John Dryden e, appunto, se ne burlano. Dal francese burlesque = dall’italiano burla = dal latino burra, che significa inezia, inetto.

I costumi nel tempo sono mutati e con essi il significato del Burlesque.

Leggerezza e sofisticazione, come anche esibizionismo, il Burlesque mette in scena spettacoli conditi da tutti questi ingredienti, come anche da intrattenimenti sensuali e maliziosi, spogliarelli parziali conditi di parodia che danno forma ad una donna sopra le righe senza dubbio!

Una caratteristica dell’ odierno Burlesque è, appunto, la sua natura eclettica, perché unisce danza, teatro, ironia ed espressività. E queste peculiarità le ritroviamo tutte ai massimi livelli in donne come Immodesty Blaze, Dita Von Teese, Eve la Plume.

L’ Italia non è da meno in questo ambito, avendo noi, la nostra popolare e bravissima artista di Burlesque, Grace Hall, nome d’arte di Emma Nitti.

Artista poliedrica, definita dalla stampa e dai media la Regina italiana del Burlesque, attrice, showgirl, cantante, regista, produttrice, trainer e direttrice artistica de Il Tempio del Burlesque, si esibisce nei più prestigiosi eventi, festival e teatri tra Europa, Canada e  Stati Uniti.

Diplomata al Conservatorio teatrale Ex Scaletta diretto da Diotajiuti e laureata in Lettere Moderne, Storia e critica del Cinema a La Sapienza di Roma, Grace Hall  vanta prestigiose collaborazioni nazionali e internazionali nel teatro, nel cinema, nella musica e nella Tv.

Nel 2018 la abbiamo apprezzata al cinema nel ruolo di Olga ne  “La banda dei tre” di F. M. Dominedo’ accanto a  Marco Bocci e Francesco Pannofino.

Grace miscela al mistero delle piume e degli eleganti ammiccamenti anche l’atmosfera del canto, e che voce! Ascoltandola si viene catapultati in quelle atmosfere retrò a cui guardiamo con nostalgia. I suoi spettacoli si ispirano allo stile delle Dive del Cabaret e del Cinema degli anni ’40 e ’50  arricchite da costumi sfavillanti con gli immancabili corsetti, guepière, paillettes, gioielli ed enormi ventagli.

Tra il 2010 e il 2018, è stata ospite in diverse trasmissioni televisive come “Domenica 5” , “Cominciamo bene” su Rai Tre condotto da Michele Mirabella, “Guardami”, “Beauty&Me” per Rai Due e “LineaBlu” per Rai Uno.

E’ stata, con la sua performance, interprete del Sexy Mood nel “Travelling in dreams”, party per l’inaugurazione della nuova maison romana di Louis Vuitton, deliziando con la sua voce e la sua grazia numerosi ospiti del panorama internazionale (Cate Blanchett,Catherine Denueve,Antoine Arnault, Margareth Madè, Natalia Vodianova, Dante Ferretti),

Fino ad arrivare al 2010, anno in cui ha fondato a Roma la  sua scuola “Il Tempio del Burlesque”, ormai punto di riferimento nel panorama italiano.

Ha curato la direzione artistica Burlesque (preparando il cast e le coreografie) del film “Pane e Burlesque” di M.Tempesta prodotto da Lucisano con Laura Chiatti e Sabrina Impacciatore uscito nella sale nel maggio 2014.

Potrei continuare in un lungo elenco di carriera di questa artista, ma dato che il mio dovere è quello di raccontare la bella ‘chiacchierata’ avuta con Grace Hall, concludo ricordando che Emma Nitti ha preso parte, assieme al grande Gigi Proietti, ad una campagna pubblicitaria, qualche anno fa, di un noto marchio di caffè… che, per dirla come il maestro: “A me me piace”! Personalmente, anche tanto!!!

Benvenuta su LF MAGAZINE! Innanzitutto, Emma Nitti, alias Grace Hall… come nasce la scelta del suo nome d’arte?

“Non è stata una mia scelta, ma mi è stato dato in sogno da mia mamma che non è più in questa dimensione.”

Lei viene definita la Regina del Burlesque, ma quando è nata la passione per questa che è una forma d’arte vera e propria?

“Sono sempre stata affascinata dalle icone del cinematografo, del grande varietà e dai musical hollywoodiani. Ancora oggi sogno ad occhi aperti davanti a certe pellicole. Ho deciso, quindi, di abbracciare quel sogno e realizzare qualcosa che portasse il suo profumo, il suo clamore, la sua dirompenza, la sua eleganza.

Il Burlesque poteva essere quel canale attraverso il quale avrei potuto riversare quella magia in un’ Italia soffocata da reality show, social network e youtuber.

Oggi sembra non esserci più spazio per l’incantesimo, il mistero non alberga più in noi e tra di noi. Oggi è tutto molto veloce, si corre, si corre come criceti impazziti e alienati.

Sono fiduciosa che questo momento di raccoglimento forzoso che questa pandemia ci ha imposto, ci farà, in un certo qual modo, ritornare alla nostra essenza, a dare maggior valore a quel Daimon interiore che sembrava essere stato sfrattato dalla nostra esistenza.

Se e dico se, ne sappiamo cogliere l’opportunità, ci consentirà di dare il giusto valore alla dimensione dell’Essere, piuttosto che a quella dell’Avere, al Vivere in modo pieno il qui e ora piuttosto che cadere nella trappola della rappresentazione di quello che vorremmo passasse di noi. Dobbiamo ritornare a perderci tra le fate nei giardini delle nostre delizie, piuttosto che arrenderci alla disperazione di un like su un social.”

Quali sono le caratteristiche di una ballerina di burlesque?

“Determinazione, creatività, talento e doti organizzative e perché no, imprenditoriali.”

In origine il Burlesque, nato in Inghilterra nel XVIII secolo come un genere di spettacolo satirico, acquistò, durante l’Ottocento, caratteristiche sempre più comiche e parodistiche… fino a diventare un ballo molto sensuale… Pensa sia un ‘aiuto’ per conoscere meglio e valorizzare il proprio corpo? Donare maggiori consapevolezze?

“Il Burlesque non è solo un ballo, è  molto di più. Non è un ballo sensuale, anche se la sensualità può  esserne certamente un ingrediente piacevole e malizioso.

Il Burlesque è una forma di intrattenimento che coniuga diverse abilità. Precisamente è l’Arte del Teasing: dello stuzzicare, dell’ammiccare, del provocare e questo si può declinare in mille modi, attraverso poi la sensibilità e le inclinazioni della singola performer. Il Burlesque ha mille sfaccettature  e non basta mostrare il proprio corpo per definirsi una ballerina di Burlesque. Qui il corpo della performer è soggetto non oggetto. La donna qui determina il gioco con il suo pubblico. Vuole compiacere se stessa, prima di compiacere un altro. Non so se mi spiego… Come dice la performer Dirty Martini nel film ‘Tournée’ di Mathieu Amalric, vincitore della palma d’Oro a Cannes nel 2010:

 ‘Il Burlesque è uno spettacolo fatto da una donna per la donna’…

Poi c’è l’arte del costume, il trucco, le acconciature, la musica, la creazione del proprio personaggio e delle proprie performance con le relative atmosfere, da curare tutte nel minimo dettaglio. Insomma, un lavoro enorme!

Il Burlesque ti dà un’opportunità straordinaria, può essere un ottimo strumento per conoscersi meglio, anche se abbracciato come semplice disciplina ricreativa.

Lo studio del linguaggio corporeo associato all’elemento del gioco, della della fantasia e della creatività, sono un cocktail esplosivo, estremamente efficace, per rimuovere, elaborare e rigenerare la nostra identità nell’immenso palcoscenico del quotidiano. E’ un vero e proprio percorso di consapevolezza e autostima.

 Per questo motivo anche donne ‘qualsiasi’ (che fanno tutt’altro nella vita, intendo)  si iscrivono a corsi di Burlesque. Si acquisisce maggiore sicurezza in se stesse e si migliora il proprio rapporto con il mondo circostante.

Se divieni più consapevole di te stessa, sai anche comunicare meglio e quindi sentirti più sicura.”

Lei ha fondato, nel 2010, una scuola, “Il Tempio del Burlesque”… ce ne parla?

“Il Tempio del Burlesque è progetto formativo e terapeutico dedicato alle donne, sempre troppo vittime di stereotipi, volto all’ascolto del corpo e alla propria accettazione.

Il Burlesque, se vissuto come ho già accennato, aiuta a migliorare il rapporto con il proprio corpo, a riconoscere il proprio potenziale espressivo ed esserne  più consapevoli.

Tengo da 10 anni lezioni private, corsi settimanali e nel weekend.

Organizzo inoltre con regolarità mensile, workshop e masterclass sul Burlesque con la migliore scena internazionale. Negli anni ho fatto arrivare a Roma artisti da tutto il mondo; un gran lavoro di divulgazione di quest’arte e le allieve possono avere l’opportunità di avere approcci diversi e conoscerne tutte le possibili declinazioni.

A fine anno realizziamo da 1 a 2 spettacoli e spesso le allieve hanno la possibilità di calcare le scene insieme ad artisti di fama internazionale. (Continua sotto)

 

L’insegnamento è una delle cose che amo di più. Mi consente di buttare lì dei semi che spesso fioriscono. E’ un modo per diventare immortali in un certo qual modo e far proseguire un qualcosa di sé senza dover biologicamente procreare.”

Che tipo di donne frequentano la sua scuola?

“Donne di ogni estrazione, età, professione. Tutte insieme a divertirsi facendo la migliore terapia per la propria autostima che si possa fare. Inventare un mondo, una nuova identità più sicura, più glamour, più esuberante, è un processo creativo di liberazione e scoperta. Metaforicamente poi, lo sfilar via un indumento, diviene sfilar via una determinata sovrastruttura …sino ad arrivare alla nostra essenza più vera, che ama esprimersi, divertirsi e connettersi con gli altri. Tornare nel gioco insomma, nel gioco spontaneo che eravamo in grado di creare quando eravamo piccoli. Ogni anno nascono tra le allieve, e tra loro e me, delle meravigliose amicizie che sono grata di accogliere nella mia vita come un dono prezioso. Le donne insieme sono potenti e creano una straordinaria forza trasformativa.”

Quello che non deve mai mancare ad una ballerina di Burlesque ?

“Il proprio stile personale. La propria unicità che deve essere messa al servizio della performance.”

Qualche tempo fa, Sabrina Impacciatore, interprete del film “Pane e Burlesque”, affermò che non serve essere una bomba sexy per fare il burlesque e che, anzi, ciò che conta è avere fiducia in se stesse e non mettersi da parte. E’ d’accordo?

“Ho curato io la direzione artistica di quel film e preparato le attrici e le coreografie. Sabrina si è innamorata del Burlesque e ha saputo riconoscerne sin da subito, il grande lavoro che c’è da fare per prepararsi. E la fiducia in se stesse è importantissima. E’ un qualcosa su cui ci si può  lavorare e questo è quello che cercano la maggior parte delle donne con cui entro in contatto quando insegno. Nel Burlesque non contano le taglie, le misure, ma è fondamentale stare a proprio agio con il corpo che si ha. Viverlo ed esprimerlo in libertà.”

Secondo lei, ci sono dei pregiudizi che vengono comunemente legati al Burlesque?

“Ho realizzato un documentario Burlesque Extravaganza che ho diretto e prodotto, con la mia casa di produzione Zed Film, ora disponibile in home video e su Amazon Prime Video. Ho cercato di mostrare cosa sia il Burlesque filmando la migliore scena Burlesque internazionale che da dentro si racconta attraverso le loro interviste e performance. C’è ancora molto pregiudizio qui in Italia. Nei paesi  anglosassoni il Burlesque è invece parte integrante della loro cultura.”

Il Burlesque rispecchia la personalità di chi lo interpreta…i suoi numeri cosa dicono di lei?

“Bisognerebbe sentire il pubblico…”

Come sta vivendo questo periodo di chiusure che non le consentono di dar vita ai suoi spettacoli e corsi nella scuola? Ha trovato un modo alternativo di esibirsi… tipo online sulle varie piattaforme?

“Non mi esibisco sulle varie piattaforme ma le uso per fare lezioni on line. Aspetto di tornare in presenza e dal vivo!”

Lei è anche attrice e cantante… Ha lavorato con parecchi grandi attori e registi… Abel Ferrara, Gabriele Muccino, Gigi Proietti, solo per citarne alcuni… Cosa le hanno insegnato?

“Tutti moltissimo. Mi piace molto imparare. Dalle cose più futili a quelle più impegnative. Cerco di assorbire il più possibile ed è per me l’esperienza più bella che ci sia. Tra le mie grandi insegnanti ci sono anche le mie allieve, dalle quali imparo sempre  tantissimo.”

Cosa direbbe ad una donna che vuole accostarsi al Burlesque?

“Innanzitutto le chiedo per quale motivo ci si stia avvicinando, poi in base alla risposta, potrei pronunciarmi. C’è da fare una distinzione, come ho già accennato; c’è chi si approccia al Burlesque per farne una professione, e chi lo fa per riconnettersi con se stessa e attraverso il gioco creativo, scopre una parte di sé e diventa più sicura.

Nel primo caso, le direi che deve impegnarsi molto, nel secondo, le direi di impegnarsi ancora di più, perché magari non si ha ancora un rapporto stretto con il proprio corpo e questo va creato. Quindi prima va creato questo contatto, questa confidenza con il proprio corpo. Poi, possiamo iniziare le danze. All’inizio scoprire che non si ha nessun ‘dialogo’ con il proprio corpo può essere molto frustrante. Conoscere se stessi, non è mai una passeggiata.”

Progetti futuri?

“Molti ma preferisco non parlarne per scaramanzia…”

Concludendo?

“Speriamo che la cultura torni in scena quanto prima e che gli spettacoli dal vivo tornino presto a farci sognare!”

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