Hersi Matmuja: “Sin da piccola ho capito che sarei diventata una cantante.”

Abbiamo incontrato la acclamata interprete lirica in occasione della sua imminente partecipazione alla 75esima Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia, dove si esibirà nella serata di pre apertura del prossimo 28 Agosto.

Ci sono quei personaggi che affrontano la loro professione con tale gioia e passione, da essere in grado di trasmettere nella più totale interezza, l’euforia della propria esecuzione. Questo, è proprio uno di quei casi: Hersjana Matmuja, meglio conosciuta come Hersi Matmuja o, semplicemente Hersi, è una apprezzata cantante albanese nata a Kukes, che LF ha avuto il grande privilegio di intervistare.

Molti la ricorderanno per la sua partecipazione all’Eurovision song Contest 2014 come rappresentante dell’Albania, dove presentò il brano One night’s Anger (Zemërimi i një nate), ottenendo così il diritto a partecipare all’evento dopo la vittoria, ottenuta nel 2013, al Festival di Kenges.

Ma Hersi è molto di più, artisticamente parlando…difatti la sua vera vocazione e passione è quella di cantante lirica. Dopo essersi diplomata all’Accademia di Santa Cecilia, si sta affermando nel “bel canto”, forte di una bellissima voce che la sta conducendo ad affrontare con maestria e leggiadria vari importanti traguardi. Il prossimo sarà davvero molto importante, visto che Hersi avrà l’onore di cantare nella serata di pre apertura della 75esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, che avrà luogo il 28 Agosto 2018 in Sala Darsena, al Lido. In tale occasione sarà proiettato un capolavoro del cinema muto tedesco, “Il golem – Come venne al mondo”, un film del 1920 di Paul Wegener.

Il film era stato finora tramandato solo nelle versioni per l’estero, in quanto nessuna copia tedesca era sopravvissuta. A seguito della scoperta di un negativo originale conservato nella Cinematek di Bruxelles, è stato operato un nuovo restauro digitale che ci permette, oggi, di poter godere appieno di questa favola ebrea, che ha per protagonista una statua di argilla, il Golem appunto, nella Praga del 16° Secolo. Portato in vita da un rabbino, il Golem salva la vita dell’Imperatore intercedendo così presso di lui per la salvezza degli ebrei, ma finisce per rivoltarsi contro il proprio creatore a causa degli intrighi di un servo geloso.

La proiezione del film sarà accompagnata dall’esecuzione dal vivo della musica composta dal Maestro Admir Shkurtaj (Tirana 1969), commissionata dalla Biennale di Venezia ed eseguita Dal Mesimèr Ensemble, composta, appunto, da Hersjana Matmuja (soprano), Giorgio Distante (tromba in sib, tromba midi), Pino Basile (cupafon – set di tamburi a frizione, percussioni, ocarina), Vanessa Sotgiù (sintetizzatore, pianoforte), Iacopo Conoci (violoncello), Admir Shkurtaj (direzione, elettronica, fisarmonica, pianoforte).

Conoscendo Hersjana, siamo certi che la sua imponente voce donerà grande pregio all’intera esecuzione e saprà rendere tutto il pathos alla storia dello sfortunato pupazzo di argilla. Siamo trepidanti nell’attesa di condividere con lei questa emozione!

Intanto lasciamo la parola ad Hersi…

Com’è iniziata la tua brillante carriera musicale?
“Ho iniziato a studiare canto da quando avevo 8 anni e fin da allora cantare è stata una parte importante della mia vita: anche se piccola, ho saputo, in fondo, che sarei potuta essere solo una cantante. Questo mi ha portata ad approfondire sempre di più lo studio del canto e della musica, che mi coinvolge e mi impegna tutt’oggi . 
Ho avuto la fortuna di incontrare bravissimi maestri nel corso degli anni che, sia in Albania al Conservatorio di Tirana, sia in Italia al Conservatorio di Santa Cecilia di Roma, mi hanno aiutata a crescere umanamente ed a creare una identità artistica che supportasse la mia carriera. La mia esperienza mi ha sempre più convinta che la “carriera” di un’artista non ha un “solo” inizio, ma deve essere ricreata quasi giornalmente attraverso studio e tenacia.”
Ti sei esibita con artisti di fama internazionale come Sumi Jo, Dimitra Theodossiou, Vittorio Grigolo e molti altri….cosa ti hanno lasciato e che esperienze sono state?
“Conoscere artisti di successo come Ramon Vargas, Sumi Jo, Vittorio Grigolo, Dimitra Theodossiou ha significato toccare il mio sogno con mano, diventare cioè una grande artista. Mi ha confermato, inoltre, proprio quello che dicevo prima, cioè che questo sogno è realizzabile solo attraverso studio, tenacia, uniti ovviamente a passione e talento. Per ogni studente i grandi nomi della lirica sono visti come moderni “miti” !!! Conoscendoli, studiando e lavorando insieme a loro, ti accorgi però della loro grande umanità e normalità, qualità che devono necessarimente essere presenti in una vita dedicata all’arte.” 
Avrai l’onore di esibirti nella serata di pre apertura della 75esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, che avrà luogo il 28 Agosto 2018 in Sala Darsena, al Lido…un bel traguardo…
“Assolutamente un gran traguardo e una grande occasione di eseguire musica originale e contemporanea!!! Quando ho ricevuto la proposta di partecipare al progetto del compositore Admir Shkurtaj, uno dei compositori più noti della scena musicale internazionale, ho accettato con grande entusiasmo di parteciparvi. Conosco Admir da molto tempo, avendo avuto la fortuna di lavorare ed eseguire altre sue composizioni, anche in prime mondiali. Ed è sempre un piacere farlo, perchè ogni volta che collaboro con Admir sento di far parte di qualcosa di speciale; eseguire la sua musica mi fa sperimentare un continuo arricchimento professionale ed umano.
Hai ragione!!! Avrò l’onore di cantare nella serata di  pre-apertura della 75esima Mostra del Cinema di Venezia, dove, durante la proiezione del classico del cinema muto degli anni ’20  “Il Golem-Come venne al mondo” di Paul Wegener, insieme al Mesimèr Ensemble, eseguiremo live le musiche originali di sonorizzazione che Admir ha scritto. Cantare per un film muto per me risulta essere un’esperienza molto nuova e stimolante. Solitamente lavorando sul personaggio di un’opera lirica l’emozione si proietta dall’interno verso l’esterno, il pubblico; in questo caso, l’emozione si proietta sul film e ritorna verso il pubblico.”
Tu non hai neppure disdegnato la musica leggera rappresentando il tuo Paese, l’Albania, all’Eurovision Song Contest di Copenhagen 2014, con il brano “One night’s anger”.
“Per me c’è musica fatta bene e musica fatta male. Vincendo il “Festival i Kenges” ho raggiunto un sogno che avevo fin da piccola. Inoltre è per me stato un grande onore essere la bandiera dell’Albania in un’occasione così grande. La musica pop e quella lirica per me sono naturali, non avendo mai sentito una differenziazione tra generi musicali: uno ha completato l’ altro.”
Stimoli sicuramente differenti…
“Come ho sostenuto prima, in me la musica leggera ha completato quella classica e viceversa. Questa versatilità mi ha gratificata in diverse collaborazioni che ho fatto. Ne sono un esempio i lavori svolti con l’ Orchestra di Piazza Vittorio, con la quale lavoro da tre anni, dal primo progetto sulla “Carmen” di Bizet alla rivisitazione del “Don Giovanni” di Mozart . In questi progetti, come dicevo, posso sfruttare la mia versatilità, esprimendo tutto quello che sono.”
Nostalgia della tua terra?
“Si  !!! Dopo diversi anni vissuti, per la maggior parte, lontana dal mio paese, sto riconoscendo le mie radici e quanto mi siano necessarie.”
Che estate sarà la tua?
“Allora la mia estate sara tra il bel mare del Salento e le prove per il Festival di Venezia.”
Progetti futuri?”
“Mi aspettano mesi di intenso lavoro e spero, sono quasi sicura, di grande soddisfazione per me. Dopo la partecipazione al Festival di Venezia, sarò impegnata con un tour in Albania e in Kosovo. Con l’opera “Kater I Rades. Il Naufragio” una coproduzione di Teatro Koreja e la Biennale Musica si Venezia. Seguirà un tour con l’Orchestra di Piazza Vittorio, nazionale e internazionale, con il “Don Giovanni”. Tour che tra altre attività mi impegnerà tra la fine di quest’anno e la metà dell’anno prossimo.”
Concludendo?”
“Grazie per questa bellissima intervista che mi ha dato la possibilità anche di ritornare a riflettere sulla mia professione, la musica, il pubblico. Vi aspetto in teatro.”

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