Hong-hu Ada: “il mio sogno…cantare l’Ave Maria davanti a Papa Francesco”.

La nota attrice italo-giapponese, co-protagonista nella serie "Squadra Antimafia 8" in onda su Canale 5, si è amabilmente raccontata ad LF....

Ho conosciuto l’attrice Hong-hu Ada in occasione del 5° International Tour Film Festival 2016, che si è svolto, la settimana scorsa, a Civitavecchia, di cui l’attrice è stata madrina. Bellissima, fisico atletico, capelli lunghissimi, mix esotico-europeo, alta, sguardo fiero…questo emana Hong-hu Ada. Origini italo-giapponesi, Hong-hu è nata in Italia ma è cresciuta a Miami. Sei lingue parlate correntemente, ha studiato recitazione e canto presso l’Università della Florida e all’Actor’s Studio di New York, suona il Koto, l’arpa giapponese ed il pianoforte, ed ha conseguito una laurea in Scienze Politiche. Hong-hu Ada ha al suo attivo ben 17 film ed un curriculum da attrice matura. Oltre a fare cinema e televisione, Hong-hu Ada ha calcato i palchi del teatro, canta, è al suo settimo Cd, ed è anche una interprete di Gospel e soprano, doppiatrice, ha dato voce alla notissima tigre Shira nel film d’animazione “L’Era Glaciale 4” ed anche la 5. Ha lavorato con tanti grandi artisti…film con registi come Pupi Avati e Abel Ferrara, al fianco di attori come Juliette Binochet, Marion Cotillard, Willem Defoe, in teatro con Peter Brook. Una piccola parte nel film di 007 – “Spectre” di Sam Mendes, in cui interpretava il capo di un’organizzazione mafiosa orientale, una sorta di yakuza, che si trova nel mezzo di una riunione di chimici russi e americani che complotta ai danni di James Bond. Ed ora anche nella fiction di successo “Squadra Antimafia 8” in cui interpreta l’agente Sarah, una sorta di Lara Croft, che lei, tiene a sottolineare, ha personalizzato molto. Hong-hu Ada ha fatto talmente tanto, professionalmente parlando, che resta anche arduo elencarne tutti i percorsi artistici. Sguardo intenso, carattere forte, ha interpretato esclusivamente ruoli di donne mascoline, battagliere, che corrono, sparano, litigano, uccidono…donne coraggiose…sopra le righe! Sarà per questo che lei sogna di poter, un giorno, interpretare una parte in una commedia romantica, una donna “normale”, innamorata, che mette su famiglia, magari con un pizzico di ironia, ma senza armi. Personalmente mi incuriosirebbe vederla in un tale ruolo anche se la bravura di un attore emerge sicuramente di più attraverso ruoli “negativi” o da duri, e lei di bravura ne ha a iosa! La mia professione mi porta a contatto con innumerevoli artisti e persone, le mie interviste sono state già tante, ma devo dire che questa mi ha entusiasmata! Ho potuto conoscere una donna di grande interiorità, sensibile, equilibrata, che ha ben chiaro cosa vuole dalla vita. Più ci addentravamo nel dialogo, più mi sentivo “serena” anch’io, come rigenerata. Saranno i suoi fondamenti orientali, il suo modo simpatico e deciso di raccontarsi, ma Hong-hu Ada mi ha letteralmente coinvolta, una piacevolissima sorpresa…una gran bella chiacchierata!

Ma ora lasciamo sia lei a raccontare…ne ha di “belle” da dire…

 

Hong-hu Ada, sei per metà italiana e metà giapponese. Cosa possiedi dell’una e dell’altra cultura?

“Il mio papà è giapponese e la mia mamma italiana, due culture completamente diverse tra loro, due tradizioni molto differenti. Quella orientale è un po’ più antica, più complessa, aggiungo io, mentre quella italiana si basa sì sulla tradizione romantica, ma ha molti aspetti pratici, concreti. La cultura orientale poggia le sue basi sull’individuo al centro di se, sulla meditazione, sulla riflessione, sulla cura del corpo, della mente e dell’anima. Mi sento molto più legata all’oriente, per una mia formazione e per il mio carattere, perchè non sono una persona impulsiva, non lo sono mai stata…sono riflessiva, tranquilla, posata, ho scelto di diventare Geisha come modello culturale, ho frequentato delle apposite scuole, per ben 7 anni. I principi della “Geisha” sono essenzialmente 3: la pace, l’equilibrio interiore ed il principio della non invidia. Sono difficili da raggiungere, non sono ipocrita, ma ci si può arrivare, ottenendo buoni risultati, attraverso esercizi continui come quello della pazienza e della meditazione, non quella dello yoga buddista, ma una meditazione a contatto con la natura, con gli alberi…cercando di prendere energie da essi, dal sole, dal vento, dalla terra, dalle radici degli alberi. Da questo mio modo di essere nasce un po’ tutto quello che ho fatto: l’attrice, la cantante…La Geisha è l’artista tradizionale giapponese, oltre ad un principio di filosofia di vita, colei che scrive nel silenzio, che sceglie una delle 7 arti, ed io ne ho scelte due, la musica e la recitazione.”

…e non solo! Sei anche doppiatrice…molteplici talenti in un’unica persona!

“Sono cresciuta a Miami negli Stati Uniti. Lì, artisticamente parlando, non c’è grande differenziazione tra l’essere attrice e cantante. Posso citare degli esempi anche noti…Kevin Costner ad esempio, è un grandissimo attore ma è anche un bravissimo cantante folk e suona la chitarra molto bene, o Jamie Foxx che è un pianista incredibile, molto bravo a cantare ed anche a recitare, stesso discorso per Will Smith grande attore e bravo rapper, o Nicole Kidman o Anne Hathaway che ha una voce incredibile, e ancora Jennifer Lopez, Whitney Houston, Barbra Streisand…persone che passano dallo spartito musicale al copione, senza fatica, perchè in realtà in america ci insegnano a fare così, ovviamente abbinando tutto alle capacità, che devono esserci. Si è artisti a 360°, crescendo su questo modello, per me non è assolutamente una novità recitare nei film e poi cantare nei titoli di coda del film stesso, oppure finire il lavoro sul set ed andare in sala di registrazione per lavorare al mio disco e fare poi concerti, o il giorno dopo andare a doppiare la tigre Shira nell’ Era glaciale. Sono cose del tutto normali come tante perle di un’unica collana tenute assieme da un gancio.”

Hai appunto doppiato la tigre Shira nel film d’animazione “L’Era Glaciale” 4 ed anche 5…

“Sì. Un grande progetto, un animation movie prodotto da un kolossal americano che è una garanzia nel cinema, da sempre, dai tempi di Marilyn Monroe, anzi che l’ha lanciata, la Twentieth Century Fox, un orgoglio mondiale. Mi hanno scelta nel 2012 per dare voce alla tigre protagonista Shira, e per cantare la colonna sonora. Di nuovo quest’anno con “L’Era glaciale 5″ uscita in Italia in più di mille sale, e già campione d’incassi ai box office di tutto il mondo. Un progetto solido. L’ Era Glaciale 5 si differenzia parecchio dalla 4. Nella prima, i colori erano sul blu, bianco, azzurro chiaro, come nei ghiacciai, nella 5, invece, verificandosi una rotta di collisione con meteoriti che esplodono, si vedono tonalità di rosa più scuro, più chiaro, di giallo, una Shira che non deve più mostrare i suoi denti a sciabola con Diego, perchè ne è innamorata…c’è più l’idea di famiglia. Porta avanti valori puliti, ideali e sogni in cui ognuno di noi vuole rispecchiarsi.”

Tu hai lavorato nel cinema con grandi registi, tra cui Pupi Avati e Abel Ferrara…Che ricordi hai di queste esperienze?

“Ho dei ricordi incredibili! Pupi, essendo bolognese, è un uomo di grande cuore, una persona con cui è davvero piacevole parlare, il suo tono di voce caldo, rassicurante, protettivo, sa metterti a tuo agio. Io dico sempre che un grande regista si riconosce subito…dai primi minuti che sei con lui sul set, ho imparato che i registi che parlano poco sono sempre i più grandi. Così è Pupi, un artista che sa esplorare il cuore umano, l’anima, in tutte le sue pieghe, una delle cose più rare che un regista riesca a fare. Lui è un grande maestro in questo! Nel film “Il papà di Giovanna” ed anche nel film “Il figlio più piccolo” lui mi ha affidato due ruoli straordinari…nel film “Il papà di Giovanna” interpretavo una partigiana, una cosa molto rara al tempo del fascio, ed anche se c’era qualche donna, non era appariscente come sono io con il mio metro e 77 senza tacchi ed i miei capelli lunghissimi, erano più mascoline e con i capelli tutti rigorosamente raccolti, invece Pupi mi ha voluta con i capelli sciolti, e sullo schermo questo ha fatto il suo effetto. Nel flm “Il figlio più piccolo”, interpretavo una segretaria pazza che fa quasi a botte con la protagonista Laura Morante.  Abel Ferrara ha una personalità completamente diversa da Pupi, perchè è più sanguigno, impulsivo, è un americano del Bronx, quindi, come dico io, è un regista che usa molto il naso, perchè in America si fa così…Spesso i grandi registi buttano via il copione e prendono un’attrice od un attore perchè colpiti dalla loro faccia e mirano alla loro “improvvisation” recitativa e non sbagliano, perchè hanno fiuto nel capire le qualità degli attori. Con Abel è accaduto proprio questo…Io lo avevo conosciuto a Miami, un incontro di poche parole. Mi chiamò subito per un video musicale che si chiamava “Move with me” trasmesso su MTV World, e successivamente mi chiamò per il film “Mary” a fianco di Matthew Modine, Forest Whitaker, Juliette Binoche, Marion Cotillard, tutti premi Oscar, io ero l’unica a non averne vinto uno. L’anno dopo, mi chiamò per “Go go tales” ancora con Modine ma, soprattutto, a fianco di Willem Defoe, un incontro folgorante nella mia vita. Avevo sentito parlare di lui sin da piccolina e di questa “faccia di gomma”, “the Mask”, come lo chiamano a Hollywood. Effettivamente quando ho avuto la fortuna di poter recitare accanto a lui, quel giorno mi tremavano le gambe, ed ho verificato che quel soprannome non è stato dato a caso. Lui ha una capacità impressionante di cambiare la mimica della sua faccia, riesce ad essere di mille espressioni, e questa è la sua forza.”

Quali dfferenze, nel modo di lavorare, hai riscontrato tra America ed Italia?

“L’America, rispetto all’Italia, forma grandi talenti, c’è meritocrazia, proprio perchè ha il fiuto, che, purtroppo, non ha l’Italia, e questo lo dico con grande dispiacere! Quì ci sono le raccomandazioni in moltissimi settori e a noi giovani fa molto male, perchè picchia i talenti autentici. In America vige il principio che un bravo attore, una brava cantante, fanno audience, quindi successo e soldi che girano di più. Questo l’America l’ha capito! L’Italia sovente, si “suicida”, perchè fa recitare attori che non valgono nelle serie tv, gli ascolti scendono vertiginosamente ed il prodotto non funziona. E’ giunto il momento di abbandonare le raccomandazione e fare spazio a chi sa fare!”

In teatro hai lavorato anche con Peter Brook…

“Ho lavorato con lui nel “King Lear” di Shakespeare nel ruolo di Cordelia al Covent Garden. Io amo Shakespeare sin da piccola. Londra, subito dopo Miami, è una città in cui mi sento a casa. Mi piace anche la tradizione inglese, dalla letteratura alle campagne inglesi e scozzesi, ai modi della gente che, sicuramente, è più fredda rispetto alle persone del Mediterraneo, ma è più precisa e più concreta, e questa è una cosa che a lungo andare mi fa stare meglio. Ho recitato con un grande Peter Brook che nonostante tutti i suoi anni sembra ancora un ragazzino, con una grandissima forza ed energia da far quasi spavento. Lui ama molto i mix, gli attori di origini miste, è un altro regista che esce fuori dalle righe, ha un approccio molto moderno. Con lui abbiamo anche esaminato un progetto “The tie wrop” La corda tesa, tutto sull’avanguardia, proiettato sul futuro, nel quale si avvale anche della collaborazione di suo figlio!”

Arriviamo a “Squadra antimafia 8”, attualmente in onda su Canale 5. Come sei stata scelta per questa fiction?

“E’ stato un percorso lungo e abbastanza complicato, perchè la TaoDue, la casa di produzione, mi teneva sotto esame già dall’ Era Glaciale 4 nel 2012. La mia partecipazione a questa serie Tv nasce agli inizi del 2015. Ero stata già notata dalla produzione per alcuni film girati a Londra e per l’ Era Glaciale 4.  Per questo motivo, successivamente, sono stata chiamata dalla casting director per un provino iniziale d’ archivio superato bene.  Alcuni mesi dopo ho ricevuto un secondo call per un provino su parte, anche quello superato molto bene. Ero un po’ spaventata perché io ho avuto esperienze nel cinema e, dopo 17 film americani, inglesi ed italiani, questa per me è la prima fiction Tv con un personaggio di punta ed anche la prima volta che lavoro per questa produzione italiana tra le più importanti in questo paese. All’ inizio mi sono sentita un po’ confusa e disorientata, il ruolo è importante ed impegnativo, ci tenevo a dare il massimo e il meglio di me. Naturalmente dovevo dimostrare ciò che sapevo fare, la mia recitazione, la capacità di girare scene di grande azione dove veniva richiesta abilità fisica, recitativa, ma anche naturalezza. Non era facile…ma ho superato i provini e sono stata richiamata dai due registi di “Squadra Antimafia 8″ Samad Zarmandili e Renato De Maria all’ inizio dell’ estate. Abbiamo parlato di me e del personaggio, ma posso dire che con loro c’è stata grande sintonia e complicità sin dall’ inizio. Infatti, dopo 2 giorni, mi hanno comunicato di essere stata scelta per la parte, ed ero talmente emozionata che non ho dormito per due notti.”

E’ prevista una successiva serie?

“Credo si farà. E’ un prodotto che penso Mediaset non abbandonerà perchè ha un alto indice di gradimento.”

Quanto c’è di te in questo ruolo?

“Ho iniziato ad andare sul set ed il personaggio ha iniziato a prendere vita ed io a metterci qualcosa di mio, perchè non volevo fosse schiacciato da questa idea di Lara Croft ed è diventata, così, l’agente Sarah a tutti gli effetti. Originalissimo. Non nascondo che c’è anche un pizzico di orgoglio da parte mia, quando esco e la gente mi riconosce, mi chiede l’autografo e la foto con il telefonino, o in un bar, o al ristorante, o in metro…mi hanno consigliato di evitare di prendere la metro, ma io mi rifiuto, la prendo ugualmente.”

Progetti futuri?

“E’ in uscita il mio settimo CD “The door of desire” completamente in inglese, 12 brani scritti e composti da me per musica e testo, un british-pop molto interessante…spero che piaccia al pubblico ed alle radio. Poi un film americano che uscirà nel Gennaio 2017 “The flat” uno psico thriller nel quale si balla. Io ballerò la bachata sensual. Un genere che viene da Siviglia. In una parte di questo film c’è uno stalker che affida ad ognuna delle sue vittime una prova da superare…al mio personaggio, appunto, la bachata sensual, se non la superano, le uccide. Io so ballare ma nel film interpreto una ragazza che non ha mai ballato e deve imparare in tre giorni e tre notti, un’impresa al limite.”

Un sogno?

“Ne ho tanti…Vorrei diventare la madrina od una testimonial di un’organizzazione umanitaria importante come l’UNICEF o WWF, una cosa che ho nel cuore da sempre! Anzi mi rivolgo a voi giornalisti di scrivere questa cosa. E’ sempre stato un mio obiettivo, “sfruttare” la mia notorietà per essere al servizio degli altri! Per la cura e l’amore verso gli animali, dal più piccolo a quelli in via di estinzione, per i bambini malati, o quelli che muiono di fame nei paesi sottosviluppati! Un altro sogno che mi auguro si realizzi presto, cantare l’Ave Maria davanti a Papa Francesco, anche perchè io canto in Vaticano, sia il gospel che come soprano, ma non ho mai cantato davanti al Papa. Poi spero finalmente, dopo 17 ruoli sempre piuttosto mascolini, in cui sparo, ammazzo, non conosco affetti, corro, di recitare in una commedia, in un ruolo di una ragazza normale, che si innamora, che si sposa, magari combinandone di tutti i colori, ma dove non sparo più! Basta pistola. E che l’ultimo disco vada bene, è molto autobiografico. Ci saranno anche molti concerti, credo uno anche a Roma.”

 

 

 

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