I Rockets tornano sulla terra!

Il mitico gruppo francese noto negli anni ’70 e nei primi anni ’80 grazie a brani quali “Future Woman”, “Space Rock”, “One More Mission”, ritorna ora tra di noi con il singolo "Kids from Mars".

I Rockets tornano sulla Terra, il famoso gruppo degli anni ’70-’80, che ci faceva ballare l’allora unica elettronica elaborata nelle nostre discoteche. Ricordàti soprattutto per la loro reinterpretazione di “On the Road Again”, ancor oggi trasmesso in radio, e “Galactica”, che permise loro di conquistare il Telegatto come miglior gruppo straniero in Italia. La band (composta all’epoca da Le Bartz, L’Her, Quagliotti, Maratrat e Groetzinger) si distinse fin da subito per un look spaziale, argenteo e alieno. Usavano costumi di taglio fantascientifico, chitarre e bassi a forma di stella, cantavano con voci elaborate in modo da sembrare provenienti da altri mondi e durante gli spettacoli utilizzavano fumi, luci e pirotecniche. Arrivarono in Italia nel 1978, dopo essere stati notati dal produttore Maurizio Cannici, manager della CGD-Messaggerie Musicali, partecipando a varie trasmissioni televisive quali “Stryx” e “Arrivano i mostri”.

Oggi I Rockets sono pronti con un nuovo album spaziale:”WONDERLAND”, anticipato dal singolo  “Kids from Mars” scritto da Fabrice Quagliotti e Tony Corizia (registrato e mixato presso Base Studio di Michele Violante), i protagonisti sono bambini che arrivano sulla Terra direttamente dal Pianeta Marte con un importante messaggio di pace per l’umanità. I piccoli marziani custodiscono il segreto per salvare il mondo e riportare la purezza di un tempo. La cover del singolo è stata disegnata da Leonardo Festa (FL Graphics) e Francesca Pastore (ElècktArt).

“Il brano lancia un semplice messaggio: siamo i bambini venuti da Marte per portare la pace sulla Terra” – spiega Fabrice Quagliotti leader della band – Un messaggio sicuramente semplice ma con un forte significato. Il colore predominante del nuovo album non a caso è il violetto. Migliaia di anni fa, il nostro pianeta aveva un aspetto violaceo dovuto all’esistenza di batteri e microorganismi acidi che intervenivano sul processo della fotosintesi clorofilliana, facendo assumere alla vegetazione una pigmentazione viola. Era un pianeta puro e sano. Sogno un pianeta così ripulito. I bambini saranno la salvezza del pianeta, almeno è così che vediamo le cose. Il futuro è qui: diamo spazio e fiducia ai bambini”.

 

 

 

 

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