“I sogni non fanno rumore”, storia di fantasmi e di rinascite di Roberta Dieci.

L’opera prima di Roberta Dieci è come una matrioska, pronta a svelare qualcosa di nuovo ogni volta che il lettore crede di aver compreso la vicenda: la nuova realtà che gli si spalanca davanti agli occhi permette alla storia di rinnovarsi continuamente, rendendo la lettura, oltre che piacevole e leggera, anche imprevedibile e diversa da se stessa.

Ambientato tra Modena e Bologna, il romanzo I sogni non fanno rumore racconta di Giulia, una studentessa di Lettere Classiche, divisa tra tormenti d’amore e la passione per il calcetto femminile. L’interesse sportivo di Giulia viene in quest’opera investito di un’importanza che oltrepassa il suo significato materiale per simboleggiare il rapporto d’amore: “[…] avevo realizzato che il calcetto era la più grande metafora dell’amore che io conoscessi. Come l’amore, infatti, scatena stati d’animo contrastanti quando conduce alla folle gioia o trascina negli abissi della delusione; come l’amore è stretto compagno della Fortuna: quasi sempre, infatti, non basta solo fare le mosse giuste per vincere perché in un attimo tutto può cambiare”.

Giulia è in quella fase della vita in cui si vive tutto intensamente, in cui ogni giorno è una lotta, e ogni lotta, come nel calcetto, va affrontata in attacco e mai in difesa. L’amore è per Giulia un’avventura entusiasmante ma brutale, vissuta d’impulso come la vita stessa, che arriva spesso in contropiede sconvolgendo le poche certezze che si erano conquistate. L’incontro con la professoressa Anceschi diventa per la giovane protagonista un motivo per fermarsi a riflettere sulle proprie scelte, e confrontarsi con chi ha sperimentato la vita prima di lei, nelle sue gioie e nei suoi dolori. La professoressa vive nel perenne ricordo del suo passato mentre Giulia sgomita per definire il suo presente e costruire il proprio futuro, ma nonostante le differenti posizioni esistenziali le due donne sembrano complementari, unite da un legame forte e inspiegabile. I sogni di Giulia alimentano i ricordi della professoressa, le rendono quella giovinezza che le è stata strappata da un profondo dolore; sogni che non fanno rumore ma che determinano l’esistenza di entrambe, sogni che a volte si dovrebbe fare attenzione a inseguire. I fantasmi della professoressa sono infatti l’esito di un sogno spezzato, che non si vuole abbandonare, che si vuole conservare illusoriamente intatto nel proprio cuore: “ed eccoli ricomparire, i fantasmi del passato, bloccati nella loro prigione trasparente che non permette ai nuovi sentimenti di entrare né ai vecchi di uscire”.

I sogni non fanno rumore parla d’amore, di nostalgia, di vite bloccate e di vite agli inizi. E nel farlo riesce a stupire il lettore con una svolta imprevista che rimescola le carte e rilegge la storia appena raccontata donandole nuova luce, e con essa la speranza di veder svanire i ricordi dolorosi, quei fantasmi tanto amati ma desiderosi di essere finalmente liberi dal rimpianto.

A cura di Mirella Riva

 

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