Ignazio Colagrossi: l’opera in bronzo che…’parla’!

LF ha incontrato questo scultore autodidatta in occasione della realizzazione di una scultura dedicata a Domenico Ceccarelli, un benefattore del litorale laziale, che verrà inaugurata a San Felice Circeo il 6 Agosto prossimo.

Ho incontrato un autentico artista del bronzo e del gesso, della scultura in particolare, che con sapiente lavoro certosino fa letteralmente parlare le sue opere: Ignazio Colagrossi.

Autodidatta, Ignazio Colagrossi, è nato il 15 Giugno 1953 a Capranica Prenestina, un paesino arroccato sui monti Prenestini a circa 50 Km. da Roma. Gli studi in istituti ecclesiastici a Viterbo, a Palestrina, e nella Città del Vaticano, interrotti poi a causa di un infortunio calcistico, non hanno risolto alcuni impulsi esistenziali del giovane, ma hanno maturato in lui la sua vocazione di artista nella poesia, nella pittura ma, soprattutto, nella scultura.

L’attività artistica di Colagrossi, fuori dalle mura domestiche, ha avuto inizio nel 1995 con l’incontro di Ughetta Lanari, allora speaker di Radio Dimenzione Suono Due, che leggendo alcuni suoi scritti, ne apprezzò il profondo contenuto, tanto da proporre la pubblicazione di “Dentro l’Anima”, un volume di poesie, seguita, nel 2002, dalla seconda pubblicazione “Oltre l’incantesimo Donna”, con la prefazione di Mario Morcellini, “dedicato alla dimensione femminile per avermi donato lungo il percorso della vita il complemento del mio essere”.

Solo nel 2010, decide di portare in fonderia il Volto di Cristo, scultura che realizzò nel 1977 da un blocco di gesso, con la tecnica del togliere il superfluo dal volume, e realizzarne l’opera bronzea, per la quale, nell’udienza generale del 14 Aprile 2010, é stato ricevuto dal Santo Padre Benedetto XVI per la Benedizione della prima copia dell’opera, di cui, per volontà dello stesso artista, la seconda copia, è stata inabissata nello stesso anno, nei fondali di San Felice Circeo (LT).

Colagrossi è maestro eccellente nell’arte della tridimensionalità della scultura, riuscendo, tramite questo lavoro, a rafforzare i sentimenti di chi guarda l’opera, in modo ancora più potente. Il Volto di Cristo sembra rivolgersi all’interlocutore, manifestargli tutto il disagio ed il malcontento interiore che rappresentano poi, l’intero animo di Colagrossi stesso. Più che un significato religioso, racchiude in sè la metafora della sofferenza della vita, dello spirito, fino a raggiungere l’equilibrio tra il tormento e la pace dell’anima.

Nel 2012 Ignazio decide di progettare e costruire personalmente il forno fusore, per poter essere il più possibile autonomo per la realizzazione delle sue opere in proprio.

Colagrossi nel corso degli anni si è dedicato fra presentazioni, mostre collettive e personali, a divulgare la sua espressione artistica, riscuotendo consensi critici, con vari riconoscimenti e premi.

Le sue sculture, inoltre, sono inserite in vari cataloghi d’Arte e riviste del settore, fra di essi i più prestigiosi: il 51° CAM Giorgio Mondadori 2016, L’elite News 2016 e nell’ultimo volume della collana “il Volto dei Volti – Cristo”, 19 tomi che racchiudono una straordinaria indagine scientifica condotta da studiosi, cultori di storia, teologia, medicina, arte e sindologia e curata dall’Istituto Internazionale di Ricerca sul Volto di Cristo, ed in altri cataloghi e riviste d’Arte.

Le sue opere sono in varie collezioni private, luoghi pubblici, in varie Chiese,  una copia della scultura di San Giovanni Paolo II, è posta nella Sala Stampa della Santa Sede – Città del Vaticano.

Mi piace moltissimo il modo di fare arte di Ignazio! Privo di sovrastrutture, fronzoli, ipocrisie, sia nelle opere che nella vita, realizza lavori potenti, che scavano l’anima, ti leggono dentro, fin nella profondità delle viscere dell’anima.

Questa è l’arte pura, un qualcosa che riesce a trasmettere un messagio, che quando la osservi, staresti lì incantato per ore!

Ignazio com’è iniziata questa strada da scultore?

“Prima di specializzarmi in questo settore, ho atteso una marea di anni…Il primo lavoro che mi ha fatto conoscere in tal senso è stato il volto di Cristo, una scultura che realizzai nel 1977. Ma non un volto inteso come immagine religiosa, ma piuttosto come una sorta di fuoco del mio intimo, del mio animo da uomo sofferente. Quindi non è un’immagine religiosa ma di sofferenza sociale. Ho iniziato con la letteratura però. Ughetta Lanari, una speaker di Radio Dimensione Suono, dopo aver letto alcuni miei scritti, me ne propose la pubblicazione. Sulle prime ero titubante, ma lei mi invogliò, così lo feci. Pensò a tutto lei! Una meraviglia! Ho vinto anche vari concorsi letterari…Dopodichè arrivò una pubblicazione interamente dedicata al mondo femminile. Per me la donna è il fulcro cruciale di qualsiasi movimento…!”

Tu hai fatto studi ecclesiastici…possiedi la fede?

“Sono nato in un paese della provincia di Roma, Capranica Prenestina, dove, all’epoca, si mandavano i ragazzini a studiare in collegio. Quindi più una scelta obbligata che di fede. L’ultimo anno l’ho fatto in Vaticano, nel seminario migliore…poi mi sono fatto male ad un piede giocando a calcio… Ospedale 7 mesi e studi ko. Mi sono fidanzato, ho gestito per anni il ristorante del papà di lei e la mia vita è proseguita su altri binari. Ho studiato fino al quinto ginnasio. Sono sempre stato un uomo vero, lontanto dagli schemi, voglio la purezza nel lavoro quanto nelle amicizie. Se vedo qualcosa che non mi ispira, non la porto neppure avanti. Io penso che siamo tutti figli dello stesso sistema…Non ci sono differenze. Vogliamoci bene, la vita è un soffio, un breve momento. Tutto quello che mi è accaduto è stato dovuto a persone che hanno capito la mia interiorità.”

Tu hai realizzato un’opera dedicata a Wojtyla che si trova in Vaticano se non sbaglio?

“Si ma quella è stata un’opera su commissione, richiestami da un parroco di San Felice Circeo.”

Che esperienza è stata quella con Ratzinger?

“Fantastica! Anche perchè da lì mi conobbero pure nella sala stampa del Vaticano…”

Hai realizzato anche un’opera dedicata a Totò?

“Una scultura su Totò, di cui esiste il progetto ma che è ancora da realizzare. Problemi di costi ne hanno momentaneamente interrotto la realizzazione. Io ho ricevuto il premio De Curtis, ed il presidente che mi premiò, mi invitò a casa sua a Salerno, commissionandomi questa scultura su Totò, in occasione del cinquantesimo anno dalla sua morte.”

Lavori prevalentemente il bronzo?

“Per quanto concerne la scultura si. Anche qualcosa in resina, ma la mia materia prima è il bronzo. Ora fondo anche a casa, ho costruito un forno fusore, parecchie opere le fondo quì da me, sono autonomo.”

Quanto occorre per dar vita ad una scultura?

“Dipende dal formato e da come lo scultore scolpisce. Mi piace ribadire che tutto quello che è in bronzo è scultura. Io sono un rifinitore, non mi classifico in generi, debbo esprimermi…voglio la realtà.”

Parlaci un po’ di questa scultura che verrà inaugurata il 6 Agosto…

“Il parroco della Chiesa principale di San Felice Circeo mi ha chiesto di fare una scultura in ricordo di un grande benefattore di San Felice, morto il 6 Agosto dello scorso anno, da collocare nel giardino della Chiesa. Quest’uomo, è stato un grande benefattore, un eclettico, un piccolo imprenditore, Domenico Ceccarelli detto Memmo, che ha fatto un gran bene a moltissime persone. Il parroco, inoltre, ha voluto che io mettessi le mani di una Madonnina su di lui, perchè alcuni vandali, in una scultura di gesso di una Madonna, in una piazzetta di San Felice, ne ruppero le mani! Così il parroco ha voluto che io riproducessi quelle mani, sulle mani di Domenico. Quest’opera sarà inaugurata il 6 Agosto alle 18.30.”

cell. 338 9069596

 

 

 

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