Il calcio italiano si è fermato.

Una tragedia immane si è abbattuta all'improvviso sulla Fiorentina. Il capitano Davide Astori, 31 anni, 14 presenze in azzurro, è stato trovato morto nella camera dell'albergo "La' di Moret" a Udine dove si trovava in ritiro con la squadra per giocare alla Dacia Arena.

Ci sono molti modi di essere un campione, il migliore con i piedi in un campo di calcio, oppure con un rendimento elevato per tutta la carriera, o essere Davide Astori, un atleta a cui tutti, ma proprio tutti, e le testimonianze anche internazionali lo raccontano, volevano bene. Un capitano promosso nel ruolo per la sua credibilità e la capacità di essere d’esempio. Il primo a tendere la mano al giovane appena arrivato in squadra, il primo a governare uno spogliatoio, il primo a scendere a colazione nel giorno della partita di campionato.

Quando il massaggiatore della Fiorentina, poco dopo le 9.00 di ieri mattina, nell’hotel di Udine, non lo ha visto seduto a tavola, si è preoccupato. Sono andati a cercarlo in stanza dove dormiva, dove in qualche punto della notte il suo cuore aveva smesso di battere.

Davide Astori, 31 anni, Capitano della Fiorentina, è morto, a quanto sembra, per un improvviso arresto cardiaco. A mezzogiorno a Genova, Genoa e Cagliari, si rifiutano di scendere in campo per l’anticipo della dodici e trenta. I maxischermi mostrano il sorriso di Astori con la maglia della Nazionale, e la reazione del pubblico è spontanea. L’allenatore dei sardi, Diego Lopez, che per sei anni è stato compagno di squadra di Astori ha avuto un lieve malore. Di lì a poco, la decisione viene condivisa, annunciata dal Presidente del CONI Giovanni Malagò. Rinviate tutte le sette gare della giornata, derby di Milano compreso, dopo un breve consulto con il Viminale, visti gli oltre 70mila spettatori annunciati a San Siro.

Nessuno ha voglia di giocare, perchè Davide Astori era la faccia bella del calcio professionistico. Dal Cagliari alla Roma, passando per la nazionale, fino alla Fiorentina, il simbolo di una squadra giovane ma ambiziosa.

Lascia una compagna e Vittoria, la loro bimba di due anni, ed un vuoto grande nel calcio italiano e non solo.

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