Il Capodanno del “Gattopardo”.

Si è svolto, nella Dimora L'Amuri è...della stilista Eleonora Altamore, un saluto al nuovo anno davvero esclusivo, bello, per pochi amici.

Le feste di fine anno, amate da molti, odiate da alcuni. Quasi un vero e proprio dilemma… “Cosa facciamo?” “Dove si va?”

La ricerca dell’abito, gli accessori da abbinare, i ‘rituali’ scaramantici o i vezzi della lingerie di colore rosso, frivolezze prettamente femminili, aggiungono un po’ di brio a questa data che, personalmente, amo molto.

Un saluto al vecchio per il nuovo, un inno alla vita, alla gioia, a nuove aspettative…E’ vero, una data su un calendario non è che cambi, di punto in bianco, le nostre esistenze…In fondo si strappa un foglio dal cammino della vita…si saluta un nuovo mese, nulla di più. Ma, ripeto, a me questa serata trasmette, da sempre, euforia, emozione, voglia di far festa e, quest’anno, certo, non sono mancate!

Diciamocelo…c’è qualcosa di più divertente che travestirsi da qualche personaggio interessante ed immergersi in un mondo parallelo per un’intera serata? Non credo proprio, per questo le feste a tema sono sempre così affascinanti, e non solo a Carnevale.

E difatti la stilista, la Contessa Eleonora Altamore, ha dato vita, con il suo grande estro, ad una serata di San Silvestro, unica, originale, di gran pregio: La Tavola del Gattopardo. Inutile dire che la festa si è ispirata al romanzo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa, “Il Gattopardo”, pubblicato postumo nel 1958, un anno dopo la morte dell’autore.

L’autore trasse ispirazione da vicende storiche della sua famiglia, gli aristocratici Tomasi di Lampedusa, e in particolare dalla biografia del bisnonno, il principe Giulio Fabrizio Tomasi (nell’opera il principe Fabrizio Salina), vissuto durante il Risorgimento e noto anche per aver realizzato un osservatorio astronomico per le sue ricerche.

Scritto tra la fine del 1954 e il 1957, il manoscritto fu presentato all’inizio agli editori Arnoldo Mondadori editore e Einaudi, che ne rifiutarono la pubblicazione. Infatti, il testo, pur privo di alcuni capitoli, fu dato in lettura a Elio Vittorini, allora consulente letterario per Mondadori, che lo bocciò per entrambe le case editrici rimandandolo all’autore. La sua opinione negativa, un clamoroso errore di valutazione, fu ribadita anche successivamente, quando il Gattopardo divenne un caso letterario internazionale. L’avventurosa pubblicazione avvenne dopo la morte dell’autore da Feltrinelli con la prefazione di Giorgio Bassani. Questi, ricevette il manoscritto incompleto da Elena Croce, ne comprese immediatamente l’enorme valore, che decise subito di pubblicare il libro. Nel 1959 ricevette il premio Strega divenendo il primo best-seller italiano con oltre 100.000 copie vendute. Nel 1963 fu riprodotto nell’omonimo film da Luchino Visconti.

Il titolo del romanzo ha l’origine nello stemma di famiglia dei Tomasi ed è così commentato nel romanzo stesso: “Noi fummo i Gattopardi, i Leoni; quelli che ci sostituiranno saranno gli sciacalletti, le iene; e tutti quanti Gattopardi, sciacalli e pecore continueremo a crederci il sale della terra.”

Dopo questa breve divagazione, torniamo a monte, alla bella serata che si è svolta presso la Dimora L’Amuri è…a Monteporzio Catone di Eleonora Altamore.

Entrando nella villa, una sontuosa tavola imbandita, con cromie rosse a dominare ed a rendere tutto molto caldo e raffinato. Ciascuno dei commensali aveva il proprio segna-posto con il nome del personaggio che andava ad interpretare durante la serata, preceduti da tanto di cerimoniere a presentare ciascuno.

Le libagioni hanno preso il via, tra il plauso generale, tutte rigorosamente di tradizione siciliana! In corso di serata, ogni tanto, si dava vita a qualche vivace scambio di idee, mantenendo sempre quella ironia e piacevolezza che contraddistinguono gli eventi firmati Altamore.

A mezzanotte, tutte le dame ed i principi, ad augurarsi il buon anno sulla fantastica terrazza della Dimora, da cui si è potuto godere di una panoramica unica sulla capitale in festa! E poi…tutti a fare le ore piccole tuffati nelle danze.

Pochi gli eletti amici invitati al convivio, con una grande voglia di star bene, di stupire e di vivere, per una sera, la magia di calarsi nei panni di personaggi lontani da noi.

Eleonora Altamore ha un talento innato per dar vita a serate esclusive, in cui ogni ospite si sente importante, unico, un vero privilegiato…Lei ha un gusto finemente squisito per il bello e per tutto ciò che rende magnifico un evento…Ho avuto l’onore di essere invitata a varie manifestazioni firmate Altamore e quello che le distingue dalla massa è il gusto raffinato, la scelta di tutti gli elementi, invitati compresi, che non è casuale, tutto è studiato fin nei minimi dettagli. Eleonora ha un grande cuore, cuore che mette in tutto quello che realizza, dagli abiti, agli accessori, alle sue serate, e questo gli altri lo sentono…arriva totalmente!

Personalmente ringrazio Eleonora di avermi resa protagonista di uno dei veglioni più belli a cui abbia assistito!

 

 

 

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