Il cast di “The Post” a Milano incontra i giornalisti.

Presesentato in anteprima assoluta alla Stampa, l'altro ieri a Milano, il nuovo film di Steven Spielberg che uscirà in sala il 1 Febbraio. Difesa della democrazia e della libertà di stampa, ma anche riscatto femminile, i temi della vicenda, come quello di Katharine Graham, unica donna al comando interpretata da Meryl Streep al fianco di Tom Hanks.

15-01-2018 Milano: Hotel Four Season Photocall film "THE POST" In the photo: Steven Spielberg director Meryl Streep actress and Tom Hanks actor.

“Eravamo tutti convinti che avrebbe vinto una donna presidente, quindi abbiamo pensato ad un film dalla storia nostalgica, della serie “tutto quello che le donne avevano fatto nel frattempo”. Invece poi con le elezioni, e il loro risultato sorprendente, è cresciuta l’ostilità verso la stampa e verso le donne. A questo punto il film è diventato la storia di quanta strada “non” abbiamo fatto. Ed è forse meglio che mi fermi qui…”.

Meryl Streep raccoglie gli applausi dei giornalisti a Milano, durante la conferenza stampa di “The Post”, al cinema dal 1 Febbraio. Presenti il regista Steven Spielberg e l’attore Tom Hanks che, nella pellicola, veste i panni del direttore del Washington Post, Ben Bradlee.

Un tris d’assi, nove Oscar in tutto, per l’anteprima italiana. Il film racconta, dal punto di vista giornalistico, la storia dei Pentagon Papers, una relazione di 7mila pagine sulle bugie e le manomissioni di quattro presidenze Usa sulla guerra del Vietnam, da Truman a Johnson. I documenti vengono prima pubblicati dal NY Times, quindi dal Washington Post guidato, in quel momento, è il 1971, dall’ancora inesperta Katharine Graham, editore del giornale. Alla Casa Bianca c’è Nixon. “Kay”, come la chiamano gli amici, dovrà decidere se pubblicare la verità o meno. Il suo coraggio determina il futuro del giornale, che solo un anno dopo investigherà sul famoso caso Watergate.

È cambiato qualcosa da allora?

“Molto, o forse no. L’odio di Trump nei confronti della stampa, le fake news, Hollywood e Weinstein inevitabile che se ne parlasse. I giornalisti e una stampa libera sono i veri guardiani della democrazia. Oggi c’è di nuovo una minaccia reale per la libertà di stampa, forse anche peggiore rispetto a quella degli anni ‘70”, ha commentato il regista Steven Spielberg.

Al centro della storia, oltre alla democrazia ed alla libertà di stampa, c’è però, soprattutto, la figura dell’editrice Katharine Graham. “Era una donna che doveva trovare una voce in un mondo governato da uomini. Finché in un momento cruciale l’ha trovata mettendo tutti in riga. Spero che il film possa ispirare altre donne a trovare la propria”, ha sottolineato Steven Spielberg.

“Mi chiedete se il coraggio si può apprendere? Penso che lei ne sia stata capace, ma il problema è che noi non lo insegniamo abbastanza alle nostre ragazze”, ha aggiunto Meryl Streep.

Sulle donne, l’attrice, da sempre coinvolta nella difesa dei diritti femminili, ha osservato che “l’aria è cambiata”. “Non so perché soltanto adesso, ma le cose stanno cambiando, non solo nel mondo del cinema ma anche negli ambienti militari, in politica, nell’industria e in ogni posto di lavoro. Problemi come quello delle molestie e della disparità ci sono da sempre, ma da quando è stata coinvolta Hollywood, le persone hanno capito che possono avere la forza di cambiare le cose. Sono molto ottimista per il futuro”.

Tom Hanks e Meryl Streep non avevano mai lavorato insieme in un film. Nè Spielberg con la Streep. Come mai, ha chiesto qualcuno? L’attrice ha risposto che “in genere sono gli uomini a invitare le donne al ballo”.

Flemmatica la risposta del regista: “Sono sempre stato in difficoltà con i balli”.

Foto: Nick Zonna

Scrivi un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*