Il diritto di contare.

Nella Virginia degli anni '60, ancora fortemente biancocentrica, le vicende di tre donne di colore, che saranno fondamentali per permettere alla NASA di mandare in orbita i propri astronauti nell'ambito della lunga "corsa al cielo" con l'URSS.

Diretto da Theodore Melfi, “Il diritto di contare” è tratto dal libro di Margot Lee Shetterly, “The Story of the African – American Women who helped win the Space Race”, che nella sceneggiatura di Allison Schroeder, e dello stesso Melfi, assume contorni più morbidi, avvalendosi dell’ironia delle protagoniste per far pendere la bilancia del racconto più verso il lato della ‘commedia’ che quello del ‘dramma’.

Katherine Johnson (Taraji P.Henson), Mary (Janelle Monàe) e Dorothy (Octavia Spencer) sono tre brillanti ragazze di colore che nella Virginia segregazionista degli anni ’60 hanno l’opportunità di lavorare alla NASA, ognuna impegnata in un programma scientifico propedeutico alla realizzazione del primo volo nello Spazio. Quando il Direttore, Al Harrison (Kevin Costner), si rende conto di aver bisogno di una matematica per il calcolo di orbite e traiettorie, la scelta, tra la diffidenza di molti, cade su Katherine. Il suo entusiasmo dovrà fare i conti con l’ostracismo della maggior parte dei suoi colleghi, così come la tenacia di Mary e Dorothy nell’affermarsi nel loro campo sarà messa a dura prova da un retaggio culturale a loro ancora fortemente avverso.

Una storia importante, incredibile, fatta di forza, di determinazione e di coraggio, di chi non vuole arrendersi ai pregiudizi ed alle discriminazioni! E’ incredibile che cinquant’anni dopo gli eventi narrati sulle imprese spaziali, non si sia mai sentito parlare di personaggi come Katherine, Mary e Dorothy! Questo film pone un po’ rimedio a questa grave mancanza con una sceneggiatura atta ad inquadrare il contesto storico dell’epoca, mostrando il clima del periodo, ancora discriminante sotto vari aspetti, nei confronti delle persone di colore….tutto questo non sarebbe stato possibile senza un brillante cast che ha saputo rappresentare al meglio le situazioni drammatiche del tempo, seppur esaminate da un punto di vista ‘leggero’, riuscendo anche a strappare dei sorrisi. Ne risulta un film piacevole che lascia tuttavia tempo per riflettere….Le tre interpreti femminili davvero eccellenti…Kevin Costner, nonstante interpreti l’unico personaggio inventato (più una ‘fusione’ di vari uomini della NASA), ci piace in questa parte di uomo ‘burbero’, professionale ma di buon cuore.

Al film di Theodore Melfi bisogna riconoscere l’indubbio merito di aver messo in scena un racconto gradevole, tale perché rassicurante nella sua positività e nei suoi numerosi lieti (e documentati) epiloghi.

 

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