Il Libro della Giungla.

Gli studenti dell'Istituto S.Giuseppe De Merode di Roma assieme a quelli dell'Istituto Leonarda Vaccari, stanno portando in scena, fino a domani, questo musical ispirato al libro di Rudyard Kipling.

E’ quasi una tradizione, ormai, partecipare ai due appuntamenti teatrali nel corso dell’anno, all’Istituto De Merode. Ragazzi che nonostante studio, riescono ad impegnarsi, unirsi, formare anche nuove amicizie, legami indissolubili nel tempo, per dare vita a dei pezzi di gran bel teatro. Musical in particolare. In concomitanza con la fine dell’anno scolastico, hanno messo su ‘Il Libro della Giungla’ (The Jungle Book), ispirato alle storie del bambino selvatico Mowgli dell’omonimo libro di Rudyard Kipling.

Per me che da piccola, ho letteralmente amato questo libro e che, ancora lo ricordo, mia madre mi leggeva ogni sera, prima di dormire, è stato un gran bel dono… Con Mowgli, Baloo, Bagheera e Shere Khan ci sono cresciuta, ancora mi emozionano ogni volta. E li ho amati profondamente. “Ti bastano poche briciole, lo stretto indispensabile, e i tuoi malanni puoi dimenticar…”. Che ricordi!!!

Per la regia di Riccardo Angalli, Fabio Cavalieri e Maria Gatti, abbiamo assistito ad una variopinta e quanto mai allegra esibizione! La gioia che si respirava, ci ha travolti. E poi che colori, che costumi e…che maschere! Questa volta le costumiste Alessandra Cornelli e Cristina Arndt hanno superato qualunque aspettativa!!!

I ragazzi, come sempre, grandiosi. Si vede tutto l’entusiasmo e la dedizione che ci mettono! Non tradiscono le aspettative, non deludono, semmai esaltano e approfondiscono con lo spessore dei corpi ed un sapiente utilizzo scenico, personaggi e avventure che diventano di colpo reali. I ragazzi  sanno interpretare al meglio tutta la gamma espressiva delle vicende di un cucciolo di uomo che scopre, giorno per giorno, come la sua diversità possa essere un dono.

La storia del cucciolo d’uomo che seppe riunire tutta la giungla”, è la sintesi efficace che fa Bagheera (Valentina Pastore): Mowgli (Manuel Piacentini) è un bambino che impara il senso dell’appartenenza alla comunità attraverso la legge della giungla, secondo cui “La forza di un lupo è nel branco” (l’unione fa la forza, per dirla in umanese). E impara a sopravvivere grazie al suo cervello. La giungla è una casa e non un problema per Mowgli, un luogo in cui non dover essere lupo ma poter essere uomo. A caratterizzare il bambino cresciuto dai lupi per tutto il musical è, infatti, la sua capacità di usare l’ambiente intorno a sè e così sovvertire molte regole.

La giungla è crudele, spietata, ma lo è anche il mondo “civile” degli uomini, forse anche di più, e Mowgli potrà scoprirlo sulla sua stessa pelle. Eppure le analogie tra i due mondi sono tante, come fossero un’unica entità la cui differenza sta nei suoi abitanti e in pochi altri dettagli.
La giungla ha i suoi lati oscuri, così l’uomo; ha i suoi abitanti senza pietà, carnefici, ma anche quelli dal cuore grande; ha i suoi grandi difetti, ma da qualche parte l’amore rende qualsiasi posto migliore, se lo si riesce a scovare e stanare. Che sia giungla o mondo umano, bisogna semplicemente imparare a viverci e ad amare.

Momenti intensi e commoventi nel vedere ragazzi così affiatati amalgamarsi alla perfezione con quelli ‘speciali’ dell’Istituto Leonarda Vaccari…Sarò ripetitiva ma per me, ogni volta, è un tuffo al cuore!

Mi piace fare una menzione particolare nei riguardi di Jacopo Asaro nel ruolo di Baloo….formidabile! Valentina Pastore che interpreta Bagheera ha una gran bella potenza vocale! Francesco Torneo impersona una Shere Khan davvero eccezionale!

Un plauso unanime a tutti i ragazzi! Del resto l’entusiasmo si è chiaramente vissuto in sala!

Tutto da vedere e….cantare!

 

Scrivi un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*