Il piccolo Rocco non ce l’ha fatta: addio al gattino di Ortacesus.

Il gattino “mascotte” del museo di Ortacesus, avvelenato qualche settimana fa, si è arreso ad un male che non gli ha lasciato scampo.

Il piccolo Rocco non ce l’ha fatta. Il gattino “mascotte” del museo di Ortacesus, avvelenato qualche settimana fa, si è arreso ad un male che non gli ha lasciato scampo.

La Felv, in questa lotta che ha visto Rocco nelle vesti di indomito guerriero, ha avuto la meglio. Il piccolo felino da settimane veniva seguito dai veterinari della clinica Frongia di Cagliari, tra le coccole dei suoi “tati” e le infinite manifestazioni d’affetto pervenute da tutta Italia.
Non sono servite neppure le due trasfusioni effettuate con il sangue donato da due bei gattoni Muffa e Tappo, che sono servite solo a dare qualche speranza. Rocco non aveva ancora tre anni, era stato adottato dai gestori del Museo del Grano che lo avevano trovato appena nato abbandonato con i fratellini in un cassonetto della spazzatura. Il resto della cucciolata era morta poco dopo, solo Rocco si era salvato con le cure e l’amore dei suoi tati e delle migliaia di persone in tutta Italia che lo hanno adottato virtualmente attraverso il suo profilo Facebook “Rocco di Ortacesus”.
In queste settimane di ricovero in clinica i veterinari della clinica Frongia hanno tenuto informati ogni giorno sulle condizioni di Rocco i suoi “tifosi” che non hanno smesso un solo istante di pubblicare post di speranza e di incoraggiamento. Le sue condizioni sembravano a tratti essere migliorate e non mancava di giocare e fare le fusa con i veterinari, i suoi tati e la zia Michi che non gli hanno mai fatto mancare la loro vicinanza e le coccole in questo suo piccolo calvario. Poi Domenica pomeriggio scorsa, il tracollo, una crisi fulminante, il repentino crollo del conteggio dei globuli rossi, la maschera per l’ossigeno ed i vani tentativi di salvarlo. Rocco se ne è andato nella notte tra Domenica e Lunedì, nel sonno e adesso guarderá i suoi “tifosi” dal paradiso dei gatti.

Le sue “ultime parole” sul social: “Ricordatemi così, al sole della Sardegna. Sono andato via stamattina, nel sonno…”

Rocco è stato seppellito nel cortile del Museo dove usava giocare allegro e sonnecchiare sornione al sole. Molti followers hanno donato cibo e soldi per aiutarlo nelle cure, adesso i soldi e il cibo avanzati verranno donati alla Colonia felina di Su Pallosu con la quale Rocco era gemellato. Un gesto generoso ed altruista di Rocco ed i suoi Tati per non rendere vana la sua scomparsa e per dare un degno significato alle donazioni delle persone che hanno creduto in lui.

Molti ci dicono “E’ solo un gatto” no, non per noi, non Rocco; lui è stato un esempio, un simbolo di spensieratezza, di allegria, tenerezza e generosità senza ricevere nulla in cambio. E’ il simbolo della condivisione, della collaborazione, del rispetto tra “specie”, dell’altruismo, della fratellanza (esempio tra tutti Muffa e Tappo che gli hanno letteralemte donato la vita) e della volontà di aiutare il prossimo. Valori che noi “umani” stiamo perdendo.
Non solo; ha rappresentato anche la speranza e la voglia di combattere, di lottare contro un male più grande e forte di lui, di noi, fino alla fine, con coraggio, forza e determinazione. Una lotta, letteralmente, “all’ultimo sangue”.

Questo è il nostro saluto, il nostro ringraziamento a lui per quello che ci ha insegnato, ai Tati, alle altre creature del Museo, alle Zie, ai gatti donatori ed a tutti coloro che hanno pregato per lui e dedicato tanti pensieri.

‘Nanotte Rocco, rimarrai sempre nei nostri cuori.

1 Commento su Il piccolo Rocco non ce l’ha fatta: addio al gattino di Ortacesus.

  1. Lorena Villa // 12 aprile 2017 a 19:11 // Rispondi

    Grazie , belle parole . Vorrei però sottolineare che Rocco è stato ” ucciso ” dall’ avvelenamento . La felv si è scatenata da quello , poteva vivere anni ancora in serenità e tranquillità nel suo ambiente , amato da tutti . Grazie ” hanno ammazzato Rocco , Rocco è vivo ” (cit.)

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