“Il professore, la morte e la ragazza”.

L'originalissimo libro del Professor Antonio Saccà, verrà presentato alla "Dolce Vita Gallery" di Via Palermo 41, Mercoledì 15 Maggio alle ore 17.00. Seguiranno alcune letture del testo, interpretate da Sabrina Tutone e Massimo Anzalone, e non solo; la pittrice Valentina Roma, per l'occasione, esporrà nella galleria alcune sue opere.

La lunga narrazione di “Il professore, la morte e la ragazza”, Armando Editore, costruisce un vero e proprio romanzo, ma edificato con pezzi frammentati che non hanno una necessaria susseguenza giacché si passa da un episodio all’altro spesso non continuativo.

L’elemento unitario è dato dalla prima persona narrante, essendo costui protagonista perpetuo di ogni evento, nel senso che ogni episodio fà capo a lui o in ogni caso è lui, il Professore, che narra. E di che narrazione si tratta? Di un Professore che per motivi di stanchezza e di contrasto con gli studenti si pensiona e scopre, una volta liberato dall’insegnamento, che la vita è molto più desolante del periodo in cui almeno stava dentro la cultura e l’insegnamento. Scopre anche quanto sia arduo sopravvivere e infine scopre quanto sia modesto ciò che gli spetta dopo tanti anni di insegnamento…

In ogni caso vuole vivere e, oltretutto, si interroga angosciosamente sui problemi dell’esistenza, la morte, Dio, il valore della morale del bene. Lo scontro delle situazioni della quotidianità: pagamenti, tasse, condominio, elettricità, questioni idrauliche, con la voglia di vivere e, in fondo, la voglia di amare una donna, rendono la narrazione originalissima, di solito le narrazioni trattano solo temi “spirituali” o soltanto temi sociali, pratici, il rapporto conflittuale della quotidianità con la spiritualità è del tutto inconsueta ed ispira all’autore pagine umoristiche e tragiche.

L’intero scritto, è una sequenza episodica di incontri con le donne, soprattutto una, giovanissima, Janet-Parvati, poi una studentessa, e varie donne d’occasione, mentre l’aspetto economico sociale è una sequenza di bollette, imposte, furti…

In questo magma il desolatissimo professore, che ha l’incubo della morte fisica e della morte sociale, in un ultimo riscatto, si onora e riafferma che egli, nonostante tutto, ha amato la vita, l’arte e la grande civiltà europea, la Grecia, Roma, il cattolicesimo romano. E guarda alle immaguni, le sculture di queste civiltà, oltrepassando la morte della civiltà stessa non potendo oltrepassare la morte fisica.

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