Imma Piro: “La mia carriera iniziò alla fermata dell’autobus.”

Esattamente il numero 145, che le cambiò completamente l'esistenza! LF ha incontrato l'attrice napoletana che si è prodigata in fantastici racconti di una brillante carriera.

Imma Piro nello scatto di Stefano Guindani per SGUARDI D'ATTORE, i volti di Rai Cinema

Allegra, vera, dalla battuta pronta, vulcanica, similmente alla sua città natale, Napoli, Imma Piro rappresenta alla perfezione lo spirito ed il calore del capoluogo partenopeo. E ancora…disponibile, affabile e modesta, cosa che ho sempre apprezzato e rilevato esclusivamente nei grandi artisti, più sono tali e meno ostentano…è la grandezza della semplicità.

La carriera di Imma Piro è iniziata molto presto e grazie ad un autobus perso, un mattino, mentre si recava a scuola. Ha esordito nel cinema nel 1974 nel film di Sergio Corbucci “Il bestione”, accanto a Giancarlo Giannini. Nello stesso anno ha recitato come attrice protagonista nel film di Vittorio Caprioli “Vieni, vieni amore mio”. Tra gli altri film da lei interpretati “La mazzetta” con Nino Manfredi, “Ecco noi per esempio” con Adriano Celentano, “Fontamara” con Michele Placido e molti altri.

Come dimenticare, poi, il periodo a fianco del grande Eduardo De Filippo! Gomito a gomito per quattro anni… in diversi spettacoli anche accanto al figlio Luca. Sin da piccola scrive poesie su pezzetti di carta, tovaglioli, scontrini che spesso perde.

Mi piace anche ricordare Imma Piro in veste di regista per “O Scarfalietto”, in occasione del quale diresse gli speciali allievi dell’Accademia l’Arte nel Cuore, presieduta da Daniela Alleruzzo, primo esperimento in Europa di formazione nel mondo dello spettacolo per disabili e normodotati che recitano, cantano e ballano fianco a fianco abbattendo le barriere del pregiudizio.

Attualmente possiamo apprezzare Imma nelle sale italiane con il film “La settima onda” per la regia di Massimo Bonetti…A tal proposito passo la parola direttamente all’attrice:

“In questo film interpreto Lavinia, la mamma di Valeria Solarino” – ci racconta Imma Piro- “Sono una donna bistrattata dalla vita, perchè mi è capitato di finire a lavare le scale per sopravvivere. Lavinia vive in una casa sul mare che lei ha acquistato anni addietro, con tanti sacrifici, e rischia di perderla, perchè ha dato una specie di fideiussione al genero (Francesco Montanari) che è un pescatore, nonchè marito dell’unica amatissima figlia, di cui è anche gelosa…Un rapporto basato più sulla sopportazione di questo genero, con cui è arrabbiata per i motivi di sopra, per cui si creano tensioni…e poi…se volete saperne di più dovete vedervi il film…!”

Che è nelle sale dal 24 Maggio scorso…

“Sì. Io sono molto felice, perchè è un bel film! Inaspettatamente, Massimo Bonetti, che è un grande attore, ha debuttato nella regia egregiamente, e devo dire che mi sono anche commossa. Abbiamo recitato tutti rifacendoci alla verità, a quello che era scritto sulla carta, in maniera vera, però… Mai come in questo film c’è un riferimento alla vita reale, attuale, alla perdita del lavoro, alla disperazione delle persone, ai rapporti che si sgretolano e che solo un grande amore può tenere insieme, perchè il grande amore ti dà quella comprensione necessaria per cercare di superare i problemi e le ansie, cosa non sempre facile devo dire.”

Parlaci un po’ di quel 145 che non è mai passato…

“Il 145 che non è mai passato (sorride n.d.r.)….Io, in un lontano mese di Novembre ero alla fermata dell’autobus con mia madre che sul balcone, infreddolita, mi guardava, perchè la fermata era in un punto isolato, ma di fronte alla nostra abitazione…così se mi fosse capitato qualcosa, lei sarebbe scesa di corsa! Io quell’autobus l’ho perso! E’ ripartito stracarico, davanti a me, nonostante avessi fatto segnali di fumo, non si fermò. Credo molto nel destino, proprio per quanto mi accadde in conseguenza di questo episodio… L’autobus non si fermò ed io rimasi lì, ferma, imperterrita al gelo, perchè quello era un Novembre particolarmente freddo, e come tutti i giovani, non ero vestita pesante, dovevo piacermi a rischio di prendermi una polmonite! Mentre aspettavo l’autobus successivo, si fermò una Ford Escort, con un uomo a bordo che deve aver avuto 25 anni più di me, o forse meno, ma a me sembrava molto grande…e mi dice:”Ciao, vuoi un passaggio?” Ed io:”No, ho perso l’autobus!” Ma nello stesso tempo pensai che magari mi avrebbe accompagnata a scuola…Però bisognava attraversare una buona parte di Napoli, trafficatissima a quell’ora…Entro in macchina e riconosco quest’uomo, e lui riconosce me…era un amico di famiglia! Subito disse: “Ma tu sei Imma! Come sei cresciuta, sei bellissima, ma che fai?” Ed io: “Vado a scuola! Sono ancora una ragazzina.” Lui: “Mica tanto! Non ti ho neppure riconosciuta! Ma lo sai che io conosco un agente a Roma, perchè faccio la comparsa in RAI…..Ma tu vuoi proprio andare a scuola? Guarda che traffico.” Insomma per farla breve mi presentò a questo fotografo che mi fece due o tre scatti su uno sgabello ed io poi tornai a casa. Dopo nove mesi mi cercò e riuscì a convincere mia madre a portarmi a Roma dove conobbi Comencini, e dopo poco, firmai il mio primo contratto con Carlo Ponti per “Il bestione” con Giannini…E’ cominciata così e non ho mai smesso.”

L’incontro con Edoardo De Filippo com’è stato?

“Andando a ritirare un premio, incrociai, tra i tanti altri premiati, Isa Danieli. Isa mi disse queste parole: “Bella e brava”, quando mi consegnò il premio sul palco. A me in quel momento sembrava tutto un sogno, la guardai e le dissi una frase che mi venne spontanea: “Eh brava…chissà se io diventerò come lei”. Tempo dopo, mi cercò Luca De Filippo che mi chiese un appuntamento con suo padre al quale era stato fatto il mio nome. Dopo anni seppi che gli era stato fatto da Roberto De Simone, perchè mentre faceva le musiche per “Fontamara” che avevo girato con Lizzani, lui si era innamorato di questa ragazzina nel ruolo di Maria Grazia. Io mi ricordai di aver visto “Natale in casa Cupiello” due anni prima al teatro Mediterraneo di Napoli, da una piccionaia e poi mi ero messa fuori dal camerino con un’amica, sperando che Eduardo che mi aveva così tanto commossa, mi notasse. Tempo dopo mi ricevette nel suo camerino al Quirino, facendomi raccontare un po’ di me…poi mi disse “Ti do questo stralcio, lo impari a memoria, poi torni quì, tra qualche giorno, e facciamo un provino”. Io quasi frastornata accettai. Feci il provino e lui disse: “Va bene, passa in amministrazione.” Io lo guardai -“A fare cosa?” – “La parte è tua!”- “Ma io non posso…”. In quel momento l’ho gelato…lui – “In che senso?” Io dissi: “Al cinema io ho microfoni e poi non ho una voce bella…” Alchè lui si guarda la pancia, se la tocca con tutte e due le mani e dice: “La voce te la faccio uscire io.” Firmai quel contratto con lui …4 anni gomito a gomito…e il resto, è storia.”

Tu hai anche avuto esperienza come regista…

“Sì, la prima volta nel 2007, con un corto “Adelaide” che è andato a Berlino e a Venezia, poi non ci ho provato più, troppo faticoso. Mi sono divertita molto di più a dirigere un gruppo di ragazzi normodotati, con un testo, “O Scarfalietto”, fatto con Luca De Filippo con cui avevamo avuto un grande successo.”

Come ti definiresti?

“Io sono una persona talmente vera che in certi momenti non paga neppure. La verità non è sempre una cosa da portare fino in fondo, qualche bugia occorre dirla… più che bugia, occorre omettere qualche verità…io il più delle volte non ho omesso e questo non a tutti piace. Come attrice penso di essere molto duttile e camaleontica. D’altronde ho una grande scuola e quando tiro fuori il piccione dal cilindro come fa Edoardo in “Sik- Sik l’artefice magico” dò il mio meglio.”

Un lato del tuo carattere che ami di meno?

“Una profonda timidezza che diventa quasi aggressività in certi momenti. Per camuffarla, divento fortissima, ho sempre avuto antipatia per questa mia forma di timidezza che, di tanto in tanto, mi aggredisce.”

Progetti futuri?

“Ho fatto un corto di cui pare non si debba ancora parlare, ma una cosa posso dirla: sarò, ancora una volta, la suocera di Francesco Montanari…!”

Tu hai lavorato con tanti grandi artisti e registi, di chi serbi il ricordo più significativo?

“Devo dire la verità, alcuni non ci sono neanche più…sono tanti e tanti anni che faccio questo lavoro…Mi divertiva molto Sergio Corbucci con cui ho fatto quattro film, tutti di grandissimo successo. Uno di questi l’ho fatto proprio con Bonetti come protagonista…prima ancora a fianco di Nino Manfredi, Ugo Tognazzi, Paolo Stoppa, Max von Sydow, Murray Abraham, Chazz Palminteri, Vittorio Gassman, tutti grandi insomma. Spesso mi ritrovo in coppia con Michele Placido, dal 1979, anno in cui abbiamo fatto “Fontamara” dove ero co-protagonista.”

Concludendo?

“Personalmente ringrazio la vita per quello che mi ha dato…!!! Viva la vita, non sempre occorre essere Sofia Loren per essere felici!”

2 Commenti su Imma Piro: “La mia carriera iniziò alla fermata dell’autobus.”

  1. Loredana, Bello ed entusiasmante il tuo articolo.

  2. Loredana Filoni Loredana Filoni // 7 giugno 2018 a 17:38 // Rispondi

    Grazie Luigi….E’ soprattutto merito della grande artista qual’è, Imma Piro!!!

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